A “Le Ciminiere” di Catania una mostra permanente dedicata
alle foto di Phil Stern

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Settanta immagini scattate dal grande fotografo americano in occasione dello sbarco in Sicilia, ma anche uno spazio dedicato alla memoria. Questo il senso della mostra permanente presso il polo fieristico etneo

È un viaggio nella memoria della Sicilia della Seconda guerra mondiale, ma anche un percorso guidato verso i fuori campo del grande set hollywoodiano. Le opere del reporter americano Phil Stern, racchiuse in una mostra permanente nel nuovo padiglione del “Museo storico dello sbarco in Sicilia 1943”, ospitato alle Ciminiere di Catania, si impongono sulla frenesia della modernità, testimoniando la missione del soldato Stern: contribuire alla ricostruzione storica dell’Isola tramite le proprie immagini.

LA MOSTRA. La “Phil Stern pavilion” (così è chiamata la sala dedicata al reporter americano) sono esposte settanta immagini fine art di grande formato scattate da Stern durante lo sbarco in Sicilia, ma anche gigantografie, pannelli storici illustrativi, una collezione di fotografie della vita dell’autore, poster, manifesti e immagini originali riguardanti gli anni del dopoguerra trascorsi sui set di Hollywood e nel mondo artistico del jazz. Il Museo, inoltre, espone in esclusiva alcune fotografie di Carmelo Nicosia, fotografo personale di Stern nei giorni del suo ritorno in Sicilia nel 2013, quando assieme alla famiglia visitò il Museo storico, manifestando il desiderio di contribuire alla documentazione della Grande guerra in Sicilia. Dalle parole ai fatti grazie alla Fondazione OELLE Mediterraneo Antico che ha finanziato il progetto e ha ceduto in comodato d’uso al museo le opere di Phil Stern ricevute dagli eredi, alla Città Metropolitana di Catania gestore della struttura museale, e allo storico Ezio Costanzo in qualità di rappresentante per l’Italia della famiglia Stern e curatore della mostra.

I COMMENTI. «La Fondazione ha come scopo principale supportare con azioni concrete artisti che abbiano una visione libera da confini spazio-temporali, divenendone essa stessa parte attiva – afferma la presidente Laneri. La memoria è necessaria per riuscire a rendere il domani un’opzione possibile». Per questo che “OELLE Mediterraneo Antico” ha scelto di dedicare ampio spazio a donne e uomini che, come Phil Stern, hanno contribuito con le proprie opere a lasciare briciole di memoria in aiuto delle popolazioni del domani. «OELLE Mediterraneo Antico – aggiunge il direttore Carmelo Nicosia – si propone di accendere i riflettori sui luoghi dello sbarco quali territori interessati a possibili sviluppi socio-economici, tanto da immaginare la creazione di uno specifico distretto turistico culturale che metta in rete territori come Licata, Comiso, Noto, Gela». A parlare della duplice valenza delle opere è invece Ezio Costanzo «Queste voto hanno sia un valore storico, perché offrono, tramite il documento fotografico, uno sguardo in più sulla Seconda guerra mondiale in Sicilia,  sia artistico perché nelle immagini di Stern c’è uno sguardo particolare verso tutto ciò che ruota attorno a quei momenti di morte, che diventano narrazione».

L’INAUGURAZIONE. Non è stato un taglio del nastro tradizionale quello che lunedì 25 settembre ha inaugurato al Museo dello sbarco di Catania 1943 il “Phil Stern Pavilion”, bensì un gesto simbolico carico di contenuti: un grande poster strappato dietro cui spicca la scritta “No more wars, mai più guerre” sulle immagini di soldati tedeschi dilaniati dalle bombe. A fare gli onori di casa la presidente Laneri che ha spiegato l’obiettivo della Fondazione, cioè «puntare all’arte del futuro, guardando al passato. Ecco perché ho avuto il piacere di donare alla città di Catania settanta opere, allestite in 700 metri quadri di padiglione, del grande fotografo Stern che ho avuto il piacere di conoscere personalmente nel 2013, poco prima della sua morte». «Siamo estremamente soddisfatti e orgogliosi – dice il fotografo Nicosia – perché abbiamo chiuso una promessa fatta nel 2013 a un uomo di 92 anni: avere un pezzo di lui tramite le sue fotografie». «Ho avuto l’onore di curare l’allestimento del padiglione e di rappresentare la famiglia Stern in Italia – afferma lo storico Ezio Costanzo – e sono grato a Peter e Tom per avere accettato la mia proposta di donare le fotografie del padre». Per la città metropolitana è intervenuta l’archeologa Maria Costanza Lentini, commissario della provincia di Catania: «L’esposizione ha permesso al Museo dello sbarco di compiere un passo in avanti, mostrando anche il lato umano della guerra». Trasmettere ai più giovani la storia e i valori di un tempo è l’obiettivo del gruppo rievocazione storica di Siracusa Husky 1943, che promuove progetti e iniziative culturali nelle scuole e che è stata presente all’evento con le divise originali dei soldati angloamericani. Plausi all’iniziativa anche dallo storico Lucio Villari che ha ringraziato in una nota la Fondazione. Presenti all’evento anche i figli del fotografo americano, Tom e Peter, che hanno testimoniato le due visite del padre in Sicilia.

Peter e Tom Stern: «Nostro padre? Non era solamente un reporter»

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