C’è stato un aumento di 200mila famiglie povere al Sud in due anni?

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Il ministro Barbara Lezzi ha dichiarato che nel 2018, le famiglie del Mezzogiorno che si trovano in una condizione di povertà assoluta sono 845 mila, mentre nel 2016 erano 600 mila. È davvero così?

Barbara Lezzi, deputata del Movimento 5 Stelle e ministro senza portafoglio per il Sud, ha partecipato alla presentazione del Rapporto Svimez 2018 sull’economia e la società del Mezzogiorno*. Dopo l’evento, il ministro ha scritto su Facebook che, nel 2018, le famiglie del Mezzogiorno che si trovano in una condizione di povertà assoluta sono 845 mila, mentre nel 2016 erano 600 mila.
La dichiarazione è accompagnata da un video che ripropone l’intervento del ministro durante la presentazione del rapporto: nella quale, però, l’esponente del Movimento 5 Stelle aveva citato numeri leggermente differenti. Il ministro aveva detto infatti che (min. 5:02): «le famiglie povere da 700 mila sono passate a oltre 800 mila», senza specificare il periodo di riferimento.

Facciamo chiarezza sui dati in questione.

IL RAPPORTO SVIMEZ 2018. L’Associazione per lo Sviluppo dell’industria del Mezzogiorno (Svimez), è un ente privato senza scopo di lucro che si occupa di monitorare le condizioni economiche dei territori del Mezzogiorno e di promuoverne lo sviluppo industriale. Il loro rapporto annuale è un’ottima fotografia della situazione sociale ed economica di quella parte del Paese.
Le anticipazioni al rapporto di quest’anno, presentate in conferenza stampa il 1° agosto 2018, illustrano la situazione economica dell’Italia meridionale nel triennio 2015-2017 e, passando in rassegna le diverse realtà regionali, descrivono lo scenario odierno e i possibili sviluppi futuri.
Nelle anticipazioni sono riportati alcuni dati relativi alle famiglie che si trovano in una condizione di povertà assoluta, argomento ripreso dalla dichiarazione dell’esponente del Movimento 5 Stelle. Si parla di povertà assoluta quando una famiglia non raggiunge mensilmente un reddito sufficiente per potersi permettere beni e servizi necessari (casa, cibo, riscaldamento, luce, elettrodomestici indispensabili e così via).
Secondo l’analisi Svimez, basata sulla rielaborazione di dati Istat, si stima che nel 2016 un totale di 699.000famiglie residenti nel Mezzogiorno si trovassero in una condizione di povertà assoluta. Nel 2017 questo stesso dato è aumentato, raggiungendo la cifra totale di 845.000 famiglie. L’aumento c’è stato, quindi, anche se non precisamente nei numeri citati da Lezzi; inoltre, le cifre più recenti disponibili si riferiscono al 2017 e non al 2018, come detto dal ministro.

LA CONFERMA DELL’ISTAT. Il rapporto Svimez si basa sulla rielaborazione di dati Istat. Abbiamo verificato quali sono i numeri ufficiali condivisi dall’Istituto Nazionale di Statistica, che confermano: 699.000 famiglie povere nel Mezzogiorno per il 2016 e 845.000 per il 2017. Il numero complessivo di persone che, nelle regioni del Mezzogiorno, sono in una condizione di povertà assoluta è pari a 2.038.000 individui per il 2016 a 2.359.000 per il 2017.

L’INTERPRETAZIONE DEI DATI SECONDO SVIMEZ. La diffusione della condizione di povertà assoluta tra le famiglie del Mezzogiorno delina uno scenario preoccupante. Tra il 2016 e il 2017 il numero delle famiglie toccate dal fenomeno ha visto una crescita del 21% e l’incidenza sul numero totale delle famiglie dell’area ha raggiunto il 10.3%.
Secondo Svimez questa situazione è direttamente collegata al peggiormento qualitativo del mercato del lavoro. Il problema principale sembra essere la precarizzazione, che porta al diffondersi della povertà assoluta anche nei nuclei familiari in cui è presente un lavoratore.
I dati Istat lo confermano: nel 2017 il 7,2% del totale delle famiglie che risiedono nel Mezzogiorno si sono trovate in una condizione di povertà assoluta, pur avendo un occupato all’interno del loro nucleo. Nel resto del Paese sono stati registrati valori più bassi: sul totale delle famiglie che risiedono al Nord è stata registrata la medesima condizione per il 5,8% e, per il Centro, le famiglie coinvolte corrispondono al 5,1% del totale.
Nelle regioni del Mezzogiorno, come viene sottolineato dal rapporto, fenomeni quali la crescita del lavoro a bassa retribuzione, l’ampia diffusione del part-time involontario e l’assenza di politiche di supporto (minimi salariali, programmi di formazione obbigatori) sono stati fattori determinanti nella progressiva diffusione del fenomeno dei working poors.


IL VERDETTO

Barbara Lezzi, ministro per il Sud, ha dichiarato tramite la sua pagina Facebook che nel 2018 sono 845 mila le famiglie del Mezzogiorno che si trovano in una situazione di povertà assoluta, rispetto alle 600 mila unità del 2016 (nel suo intervento ha citato cifre leggermente differenti). Per quanto riguarda la condizione di povertà assoluta relativa al 2016, la citazione del dato è imprecisa: la dichiarazione scritta parla di 600 mila famiglie, mentre si tratta di 700 mila. La cifra di 845 mila è corretta, in riferimento però al 2017 e non al 2018, sul quale, essendo ancora in corso, non ci sono ancora dati disponibili.

Barbara Lezzi merita un “C’eri quasi”

Pubblicato: 03.08.2018 | Origine: 01.08.2018 Fonte dichiarazione


* Nord: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna. Centro: Toscana, Marche, Umbria, Lazio. Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.


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