Cinque segreti
della biblioteca
dei Benedettini
a Catania

06/03/2017 -  - 3mesi fa 28


Una delle cinque Bibbie miniate più belle al mondo, un teschio umano e una testimonianza di moda e satira catanese degli inizi del secolo scorso sono soltanto alcuni dei tesori nascosti custoditi all’interno della Struttura e svelati dalla direttrice Rita Angela Carbonaro

«Un luogo intriso di storia e di cultura dove passato e presente si incontrano e convivono in armonia tra loro» – È così che la dott.ssa Rita Angela Carbonaro, direttrice delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”, definisce questa incantevole struttura, situata nel cuore del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena a Catania, dichiarato nel 2002, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. I fiori all’occhiello della Biblioteca sono la preziosa Bibbia miniata dei secoli XIII-XIV, attribuita a Pietro Cavallini e considerata una delle cinque più belle al mondo, e la “Libreria dei Padri Cassinesi”, meglio nota come “Sala Vaccarini”, ideata dall’omonimo Architetto palermitano e unico spazio del Monastero che conserva ancora oggi la sua configurazione originaria di fine Settecento. Tuttavia, ciò che davvero rende speciale questo posto è l’atmosfera che si respira nei suoi diversi ambienti, i quali custodiscono curiosità, storie e stralci di vita quotidiana di alcuni stravaganti personaggi illustri che ne hanno varcato le soglie nel corso del tempo.

1 – SACRO E PROFANO COESISTONO

 La Biblioteca dispone di un ricchissimo materiale bibliografico, per lo più di interesse locale e siciliano. I volumi in possesso sono oltre 270.000, alcuni dei quali presentano pagine annerite o bruciate, per ordini di censura imposti dalla Chiesa nel XVI secolo. A questi si aggiungono: opuscoli a stampa dei secoli XVIII-XX, pergamene (secoli XII-XIX), manoscritti e disegni, incunaboli, lettere e cinquecentine, erbari del ‘700, fotografie, spartiti musicali, periodici e giornali di ogni sorta (compresi alcuni numeri del “Postalmarket”, famoso catalogo di vendita per corrispondenza, in voga in Italia tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta).

2 – FEDERICO DE ROBERTO: UN BIBLIOTECARIO ATIPICO

 Nella “Sala Guttadauro”, sono collocati alcuni dei libri più antichi e diversi pezzi di arredamento storici, come lo scrittoio appartenuto allo scrittore Federico De Roberto, nominato “bibliotecario onorario” nel 1893. «Su quello scrittoio – commenta la Direttrice – pare abbia trascorso gran parte del suo tempo lavorando alla stesura di numerose opere, tra cui molte pagine del suo celebre romanzo I Viceré. Si racconta che fosse talmente tanto assorto nella scrittura che spesso, senza alcuna remora, si rifiutava persino di aprire la Biblioteca al pubblico».

3 – MARIO RAPISARDI: UN PERSONAGGIO ECCENTRICO AFFASCINATO DALLA MORTE

Nell’area Museo dedicata a Mario Rapisardi che ne ricostruisce lo studio originale, il clima cupo incarna perfettamente la personalità dell’autore catanese, antagonista letterario di Giosuè Carducci: «Mario Rapisardi era noto a tutti per il suo carattere irruento, anticonvenzionale e litigioso. Uno degli eventi che segnò fortemente la sua vita fu sicuramente il tradimento della moglie con l’amico Giovanni Verga che, all’epoca, suscitò non poco scandalo» – afferma la dott.ssa Carbonaro. Inoltre, il suo spirito critico -e per certi versi ambiguo- nei confronti della religione e lo spiccato gusto per il macabro, testimoniato dalla presenza di un autentico teschio umano posto ancora oggi sulla sua scrivania e da alcuni dipinti incentrati sul tema della morte, non facevano altro che alimentare le dicerie sul suo conto.

4 – VISITATORI CELEBRI: DALL’ENTUSIASMO DI GOETHE ALL’OSTILITA’ DI PATRICK BRYDONE

  Tra Settecento e Ottocento, il Monastero dei Benedettini e la biblioteca cassinese divennero una tappa quasi obbligata per i viaggiatori del Grand Tour in Sicilia, a raccontare delle meraviglie di questo luogo furono Goethe, Wagner, Liszt e lo Zar Alessandro II di Russia, come dimostrano alcuni dei loro scritti. Singolare è stato invece il commento dello scozzese Patrick Brydone, il quale, notoriamente ostile agli ordini religiosi e allo sfarzo della Chiesa, scrisse nel suo diario di viaggio: «Il Monastero è più bello della Reggia di Versailles, ma abitato da lascivi e panciuti monaci».

5. LE RIVISTE SATIRICHE DI INIZIO ‘900: MONDANITA’ CATANESE

 «Tra tutti i pezzi di inestimabile valore custoditi in Biblioteca – spiega ancora la Direttrice – una delle cose che più affascina è la presenza di periodici degli inizi del secolo scorso che riflettono l’immagine di una Catania, non solo attiva politicamente, ma anche frivola, mondana e capace di imporre il proprio gusto in fatto di moda». Uno dei periodici a cui la dott.ssa Carbonaro fa riferimento è L’Intervista, un giornale redatto in via Oberdan intorno agli anni ’20, che si autodefinisce “quasi serio” e che si basa su un’aspra satira politica e sociale dai toni irriverenti e più che mai attuali. Sulle sue pagine, per esempio, sono presenti alcuni elenchi di celibi catanesi (tra cui: Baroni, Deputati al Parlamento, Cavalieri e Regi Consoli), ma anche un dizionario da salotto, un concorso di bellezza per bambini e parecchi ritratti satirici in rima di personaggi in vista nel panorama catanese accompagnati da vignette.

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