Dai “derby dell’elefante” allo scudetto femminile: che fine hanno fatto
le squadre etnee?

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Nel catanese c’è sempre stato il “Calcio Catania” come unica grande squadra? Non proprio. Per anni diversi club della provincia hanno goduto  di una meritata fama: dall’“Atletico Catania” all’“Acireale Calcio”, passando per il “Giarre” allenato da un giovane Giampiero Ventura, fino al tricolore del “Jolly Catania”

«Tutto molto bello» direbbe il celebre telecronista sportivo Bruno Pizzul di fronte alla notizia della nascita di una nuova squadra, il “Milano City”, il cui stemma ricorda quello dell’Inter nella forma e quello milanista nei colori.

La gloria del club sarà per ora limitata alla comunque onorevole (per un club appena nato) Serie D. Ma se nel capoluogo lombardo  si supera il duopolio calcistico di Milan e Inter, in quella che un tempo era nota come la “Milano del Sud” il tifo sembra convergere unicamente sul “Calcio Catania”. La società fra i tanti celebri giocatori vide proprio un giovanissimo Bruno Pizzul, nel 1958, ma nella prossima stagione rimarrà a lottare in Lega Pro, dopo non essere riuscita ad ottenere dal Coni l’inserimento in una Serie B devastata dai processi sportivi.

Ma a Catania c’è sempre stata un’unica grande squadra? Non esattamente: non è necessario avere tanti anni di vita alle spalle per ricordare la fama di cui per anni ha goduto l’“Atletico Catania”, società calcistica nata nel 1986 e dalla storia travagliata. Partita dalla Serie D, in pochi anni è transitata per Lentini come “Atletico Leonzio”, per poi ritornare nel capoluogo etneo da protagonista della C1, con ben due playoff per l’accesso alla Serie B persi nel 1997 e nel 1998, rispettivamente contro Savoia e Ternana. Sempre negli anni ’90 si assistette a derby in salsa catanese (i celebri “derby dell’elefante”) molto avvincenti ed equilibrati: nel 1995/1996 in Coppa Italia l’“Atletico Catania” riuscì a passare il turno grazie ad un pirotecnico 3-1 nella partita d’andata, mentre in C1 il Catania è quasi sempre stato superiore. Oggi l’“Atletico Catania” naviga nelle più placide acque dell’Eccellenza, dopo una crisi societaria risolta nel 2014 con un cambio di proprietà, grazie anche alla commovente gestione del periodo di transizione ad opera dei tifosi, i più generosi dei quali controllarono direttamente la squadra nel 2012/2013.

Figurina dell’Atletico Catania, Calciatori Panini 1997/98

L’ambiente tranquillo e senza pressioni della costa orientale sicula, con l’imponente Etna da una parte e il mare dall’altra, rappresentò un decisivo trampolino di lancio per la carriera dell’ormai ex C.T. della nazionale Giampiero Ventura, che guidò il “Giarre Calcio” nella stagione 1992/1993, entusiasmando i tifosi con l’ultra-offensivo modulo di gioco 4-2-4, che privilegiava il possesso palla e i tagli degli esterni offensivi. Il tecnico genovese portò i giarresi a disputare la migliore stagione della loro storia, arrivando ad un passo dalla Serie B. Dopo il fallimento del 1994, il Giarre ripartì con coraggio fino all’approdo in Serie D nel 2003. Attualmente il team milita anch’esso in Eccellenza.

Figurina del Giarre Calcio Campionato di Serie C1 (gir. B) 1993-94

Altro indimenticato team è certamente l’“Acireale Calcio”, la squadra della più popolosa città della provincia. Fondato nel 1929 per poi sciogliersi in pieno periodo fascista, fu rifondato nel 1946, proprio come il “Catania Calcio”. Anche questa squadra diede il meglio di sé negli anni ’90, arrivando a disputare la Serie B nel biennio 1993/1995, un periodo in cui si ricordano gli equilibrati i derby col ben più blasonato Palermo. Con l’avvento del nuovo millennio la società ha dovuto affrontare enormi difficoltà economiche, fino al fallimento nel luglio 2006, anno del Mondiale appena vinto, ma allo stesso tempo dello scandalo Calciopoli. Il club fu nuovamente rifondato nello stesso 2006 ripartendo dalla Promozione; oggi i “Leoni” militano in Serie D.

Non tutti sanno inoltre che anche il calcio femminile ha avuto il suo piccolo miracolo sportivo nel triennio 1976/1979, quando un appena fondato “Jolly Catania” riuscì a entusiasmare il pubblico del “Cibali”, conquistando addirittura il titolo di campione d’Italia (da neopromossa in A!) nel 1978 grazie soprattutto ai gol e alle giocate di Rose Reilly, straordinaria ala sinistra anche della nazionale scozzese, prima di diventare un buon tassello anche della nazionale italiana una volta naturalizzata. Oggi i migliori talenti femminili catanesi si riuniscono nel “Catania Calcio Femminile”, società che milita nel campionato di serie C con l’obiettivo della promozione nella categoria superiore.

“Cosa resterà di questi anni ‘80” e “Voglio tornare negli anni ‘90” sono due tormentoni che ben si applicano quindi alle squadre di Catania e dintorni, ora in difficoltà tecnica, ma la ritrovata stabilità economica e la mai sopita passione dei tifosi fanno ben sperare per un futuro nuovamente ai vertici delle rispettive serie calcistiche.

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