Dall’Etna all’energia
del mondo: Veronica
e Francesco, travel blogger di professione

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Una coppia catanese, che ha deciso di lasciare tutto e vivere di viaggi e scoperte, documenta la sua nuova vita sul loro seguitissimo blog. Scopo di una tale scelta è incontrare la natura e ritrovare la gioia di vivere. Il segreto? Avere il coraggio di credere nei propri sogni

Ci sono canzoni che sembrano la colonna sonora perfetta per le lunghe giornate di viaggio per raggiungere questa o quella meta, da ascoltare durante i tramonti spagnoli, le ore aspettando l’alba nei borghi d’Italia che tolgono il fiato, le passeggiate nei parchi inglesi e i pomeriggi spesi ammirando le meraviglie della natura in Irlanda. Society di Eddie Vedder sembra fatta apposta per la storia di Francesco e Veronica: giovani catanesi, partner nella vita, da qualche tempo hanno deciso di abbandonare la routine quotidiana, fatta di lunghe giornate in ufficio, per appagare la loro “fame” di viaggio. Come? Diventando travel blogger e documentando la loro avventura su Positivitrip, una “finestra” sul mondo per ribadire che si può vivere davvero di ciò che si ama.

«Perché quando hai più di quello che pensi, hai bisogno di uno spazio più grande». Uno spazio chiamato mondo. «Molti sognano di diventare astronauti, dottori o piloti – dichiara Francesco, che si definisce un ragazzo dalle mille passioni: la musica, il buon cibo e le passeggiate con gli occhi al cielo -. Altri come noi vogliono viaggiare e scoprire il mondo, ma non esistono sogni di serie a o b, solo persone coraggiose capaci di realizzarli».

«Diventare travel blogger richiede una motivazione più personale dalla semplice passione per i viaggi. Più volte ci siamo ritrovati a guardare fuori dalla finestra, pensare che non poteva essere tutto lì: scadenze, bollette da pagare e tappe da raggiungere, così come impone la società», afferma Veronica, che regala viaggi anziché orologi, ama le persone sorridenti e si emoziona davanti a un panorama, l’Etna in eruzione o un biglietto aereo.

La loro avventura inizia qualche anno fa a bordo di una Fiat 600 viaggiando “on the road” tra le meraviglie d’Italia. Ma un mese non è bastato per assaporare le bellezze della natura e saziare la voglia di scoprire e conoscere nuovi luoghi. Da qui, in macchina, in treno e a piedi, con le scarpe consumate e gli occhi pieni di gioia, sono arrivati in Inghilterra, Spagna, Francia, Germania, Irlanda e ancora, Malesia, Indonesia e Thailandia. Poi, due anni a bordo di un van per scoprire l’Australia.

 

UN NUOVO STILE DI VITA, LA VANLIFE. L’esperienza della Vanlife per i due giovani siciliani è stata l’occasione perfetta per conciliare il grande legame con la natura e la voglia di esplorare. Giunti nella terra dei canguri, dove viaggiare “on the road” è una pratica molto diffusa, hanno trasformato un vecchio van in una casa mobile perfetta. «Abbiamo osservato mille e uno tramonti – confessa Francesco -, conosciuto animali simpatici e bizzarri, scoperto le città e i diversi modi di fare di una terra giovane, pianto di commozione davanti a cieli stellati e guidato per oltre 45.000 km, pari alla lunghezza dell’equatore».

Sul loro blog, Positivitrip, sui canali social e Youtube, raccontano le loro avventure per condividere non soltanto gioie ed emozioni, ma fornire anche consigli e informazioni utili ai viaggiatori e un pizzico di incoraggiamento a chiunque voglia intraprendere lo stesso percorso. «Positivitrip è un’attitudine positiva alla vita – sottolinea Veronica -. Significa concepire il viaggio come un modo per confrontarsi con le comunità locali e recuperare l’entusiasmo perso nel tran tran quotidiano. Positivitrip è rispetto per l’ambiente, i luoghi e le culture diverse che incrociamo e ci ricordano ogni giorno che siamo spettatori a cui è concessa la gioia di scoprire il mondo a patto di non distruggere le bellezze della natura».

PROFESSIONE TRAVEL BLOGGER. Con l’avvento dei social sembra più facile diventare travel blogger, ma basta davvero un click per avvicinarsi a questa professione? «Essere travel blogger – precisa Francesco – richiede più di una semplice pubblicazione su Instagram. Per prima cosa, si sceglie questo lavoro per esigenza, chi ama viaggiare lo sente nelle vene, tanto che si parla della sindrome di “Wanderlust”. Ma non bisogna dimenticare che si tratta di vero e proprio lavoro, richiede competenze tecniche e pratiche, la capacità di stare a contatto con l’intero universo e saper comunicare nel modo giusto per coinvolgere ed emozionare chi ci legge».

Ma Australia, Singapore e Indonesia sono soltanto alcuni dei luoghi visti e fotografati dai giovani siciliani. Nella lista anche la loro terra, la Sicilia, per scoprire quei luoghi meno turistici, ma che racchiudono tutta la bellezza e tradizione isolana. «In questo caso, il travel blogger ha un ruolo fondamentale – sostiene Veronica -, cioè raccontare e valorizzare un luogo, a volte dimenticato, per attirare sempre più turisti. Ci piacerebbe tantissimo collaborare con le comunità locali e le istituzioni per creare veri e propri progetti che possano incentivare il turismo in Sicilia, ma purtroppo attorno alla figura del travel blogger ruotano ancora dei pregiudizi. Si dovrebbe spingere, invece, verso una maggiore apertura al mondo digitale, soprattutto per chi, come le istituzioni e le realtà locali, orienta il turismo siciliano».

IERI E OGGI, TRA SOGNI E PROGETTI FUTURI. Di strada ne hanno fatta i due giovani catanesi da quando con uno zaino in spalla hanno deciso di buttarsi per realizzare il loro più grande sogno. Oggi, il loro blog è seguitissimo, la loro pagina Instagram conta più di 20 mila followers e sono riusciti a ritagliarsi uno spazio nel programma di viaggi “Il mondo insieme” di Licia Colò in onda la domenica pomeriggio su tv2000, canale 28 del digitale. «Ieri, come oggi, siamo sempre due sognatori con le gambe in movimento, lo sguardo curioso e le idee che continuano a frullare in testa. Abbiamo ancora voglia di crescere, viaggiare e raccontare le nostre avventure. Vorremmo costruire una realtà più ampia che possa essere fonte d’ispirazione a coloro che non credono più nei sogni», concludono i due giovani.

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