Fallimento Windjet:
il danno e la beffa
dei micro-rimborsi,
ma vanno accettati

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Molti passeggeri in attesa del risarcimento da diversi anni hanno chiesto numi a Confconsumatori dopo aver ricevuto una mail con le indicazioni per il pagamento. Il liquidatore giudiziale del Concordato preventivo Wind Jet ha confermato la veridicità delle comunicazioni inviate ma la somma sarà minima

In questi giorni tanti passeggeri comunicano a Confconsumatori di aver ricevuto una e-mail dall’indirizzo di posta certificata windjetspa @ legalmail.it contenente una lettera avente ad oggetto “richiesta Vs. codice IBAN per esecuzione pagamento concordato preventivo Wind Jet”, con la quale viene chiesto di comunicare i propri dati. I passeggeri, in particolare, temono che si tratti di una spam e chiedono chiarimenti prima di rispondere.

A tal riguardo il liquidatore giudiziale del Concordato preventivo Wind Jet oggi, rispondendo a nostra richiesta scritta, ha confermato la veridicità delle comunicazioni inviate. Ha precisato altresì che l’’indirizzo informazioniconcordato.windjet@pec.it è abilitato alla ricezione di email provenienti da posta ordinaria, pertanto non occorre essere in possesso di un indirizzo di posta certificata.

Tali rimborsi spettano a tutti i passeggeri che avevano acquistato biglietti o carnet, anche a coloro che a suo tempo non hanno formulato nessuna richiesta. Chiunque riceve la lettera quindi è inserito nell’elenco passeggeri da rimborsare del concordato. Bisogna ricordare tuttavia che il rimborso sarà effettuato soltanto nella misura del 5% di quanto speso. E quindi si tratta di un rimborso più ridicolo che irrisorio. Ci eravamo opposti alla predetta proposta invitando i passeggeri a votare contro.

E come abbiamo scritto nel 2013, dopo l’approvazione della proposta di concordato proposta da Windjet, ciò significava che aveva vinto il partito delle “revocatorie”. Cioè di tutti coloro, banche ed imprese titolari dei maggiori crediti, che temevano la dichiarazione di fallimento, che sarebbe senz’altro derivata dalla mancata approvazione del piano. In caso di fallimento, infatti, tutti i pagamenti ricevuti, da parte di Windjet nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento, sarebbero stati oggetto di azione revocatoria con la conseguente restituzione delle relative somme alla curatela. Evidentemente questi soggetti, temendo di dover fare i conti con le azioni revocatorie, che sarebbero state proposte nei loro confronti, hanno fatto di tutto per evitare che ciò accadesse. Votando a favore del concordato o, semplicemente, non votando, che equivale a voto favorevole. E, quindi, per salvare se stesse dalla restituzione delle predette somme, hanno fatto passare la proposta di concordato. Anche per noi la strada del fallimento era quella da scongiurare ma ciò doveva avvenire attraverso una nuova proposta di piano che prevedesse risarcimenti congrui per i passeggeri.

Nonostante l’irrisorietà dei rimborsi sono dell’avviso di accettarli perché rinunciarvi significherebbe avallare una soluzione del tutto sbagliata adottata sulla pelle dei passeggeri. Tra cui, non dimentichiamolo, moltissimi studenti e lavoratori fuori sede, che avevano acquistato i biglietti ed i carnet della compagnia low cost per tornare a casa, oltre a coloro, che hanno avuto rovinate le vacanze di agosto attese per un anno.


Carmelo Calì, presidente Confconsumatori Sicilia

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