Il ballerino José Perez:
«Con questa Carmen
riporteremo la danza
dove è stata distrutta»

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Una Carmen dalle coreografie innovative e un cast in gran parte siciliano: «I temi di questo spettacolo sono attuali e universali. In questo senso l’opera potrebbe essere considerata anche come una denuncia del femminicidio»

«Una terra ricca di talenti, tanti ballerini con ottima formazione, ma costretti a emigrare da una Sicilia che non dà loro grandi opportunità». Questa è l’impressione che ha avuto Josè Perez della nostra isola. Prestigioso ballerino di origine cubana con una lunga carriera alle spalle, Josè Perez si è affermato in Italia con il talent show “Amici”. In Sicilia si è esibito molte volte e, incantato dalla bellezza dei nostri teatri, ha deciso di investire su Taormina per presentare la sua nuova versione della “Carmen” prodotta dal Teatro Massimo Bellini di Catania in collaborazione con Futuro Danza Palermo che andrà in scena sabato 15 luglio alle ore 21.30 al Teatro Antico di Taormina, nell’ambito del circuito Anfiteatro Sicilia, promosso dall’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.

CAST SICILIANO. «Sarebbe stato facile assumere una compagnia professionale di ballerini per allestire questo spettacolo, – ha affermato Roberto Grossi, sovrintendente del Teatro, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Opera – ma la sfida di Josè è stata quella di investire sui nostri talenti, organizzando un’audizione alla quale si sono presentati tantissimi giovani talentuosi che hanno fatto rivivere la danza nel nostro teatro catanese».

UN NUOVO INIZIO PER LA DANZA A CATANIA. Perez constata l’amara realtà che sebbene a Catania si siano formati tanti ballerini, la maggior parte di essi si sono sparsi per il mondo, dove le opportunità loro offerte sono molto più numerose. «Non ho la presunzione di imporre io stesso il ritorno della danza in Sicilia, – afferma il ballerino – ma ho la volontà e il desiderio che questo possa avvenire». Emblema di questa volontà la scelta di affidare il ruolo di Carmen proprio a una giovane Catanese, la diciannovenne Chiara Amazio, formatasi alla Scala di Milano e contenta di poter adesso ballare in casa propria.

CARMEN COME DENUNCIA SOCIALE. “Carmen” sarà uno spettacolo giovane in tutti i sensi: sulle note musiche di Bizet è stata allestita da Josè Perez una nuova difficile coreografia che punta tutto sulla danza, senza l’ausilio di scenografie. «Il dramma è ambientato in una piazza anonima – spiega ancora il coreografo – che potrebbe trovarsi in Oriente come in Occidente, ma ciò che conta è quello che vi accade: la gelosia tra la seducente Carmen e la bella Micaela, sua amica e rivale, l’infatuazione di Don Josè che sfocia nell’omicidio di Carmen sono tutti temi attuali e universali. In questo senso l’opera potrebbe essere considerata anche come una denuncia del femminicidio». Nuove coreografie, nuovi talenti, una reinterpretazione della trama sono tutte scelte rischiose che Perez si mostra pronto ad affrontare. Del resto laddove c’è un pubblico esigente c’è ancora desiderio di arte.

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