Il barman Alfio Liotta:
«Così al Timeo rivisito
i grandi classici del bere
in chiave siciliana»

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Il barman catanese, il cui “Etna Spritz” è stato premiato da “Condé Nast” tra i migliori otto drink al mondo, racconta successi, esperienze e storie di vita vissuti durante sua carriera dietro il bancone

«Noi barman siamo un po’ un camaleonti: la mattina, quando suggeriamo agli ospiti le esperienze da fare o i luoghi dove andare a cenare siamo consiglieri, la sera invece, quando la gente si rilassa e mette l’anima a nudo, diventiamo confessori, depositari di mille piccoli e grandi segreti da custodire tra le pareti del bar». Il sorriso sempre sulle labbra, l’aplomb di chi quel mondo fatto di alchimie, conversazioni notturne e confidenze lo sente come il suo ambiente naturale, ma al contempo la semplicità di un siciliano che non si distacca dalle sue origini nemmeno nella più internazionale delle sue reinterpretazioni dei grandi classici. Si presenta così Alfio Liotta, bar manager del Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, dal 2013 alla guida del bar “Terrazza Letteraria” che, complice la sua vista mozzafiato sulla costa ionica e l’Etna, ha incantato negli anni viaggiatori e celebrità di tutto il mondo.

GLI ESORDI. «Sono cresciuto in una famiglia di ristoratori. Fin da bambino ero incuriosito dalla vita di mio padre. Capii presto che la mia strada sarebbe stata nel settore, ma non in cucina, bensì dietro il bancone». Dopo gli studi all’istituto alberghiero di Catania, Liotta inizia a lavorare nelle discoteche, ma dopo poco tempo, complice un pizzico di fortuna, è il circuito dei grandi hotel a diventare il suo luogo di lavoro. Inizia così una carriera che lo porta in giro per il mondo: dalla Sicilia alla campagna inglese, passando per la Svizzera. «A St. Moritz ho avuto la fortuna di lavorare al Badrutt’s Palace Hotel – racconta ancora – dove ho imparato moltissimo dal capo barman Mario Da Como, una persona con una grandissima esperienza, che ha conosciuto le personalità più influenti della società internazionale. Una notte vidi Carolina di Monaco portargli una torta per il suo compleanno: fu lì che capii cosa significasse davvero essere un barman d’hotel».

IL TIMEO E L’ETNA SPRITZ. Dopo tre anni trascorsi in Svizzera e un periodo in Irlanda, Liotta torna in Sicilia per guidare il bar del Belmond Hotel Sant’Andrea di Taormina. Da lì al Timeo il passo è stato breve. «Ho iniziato questa esperienza nel 2013 ed è stata una grande sfida». Il cocktail icona del barman catanese arriverà un anno dopo. «I miei drink non nascono mai dietro un banco. Spesso le idee arrivano sopra la moto, mentre ascolto musica o durante una cena con amici. Nel 2014 ebbi modo di scoprire questo prodotto, l’Amara, a base di arance rosse, e decisi che lo avrei impiegato in uno dei miei drink». Nasce così il drink emblema della “Terrazza Letteraria” del Timeo, a base di Bitter Campari, Amara Rossa, Champagne e Soda. «L’occasione arrivò quando un cliente che amava molto il Campari mi chiese qualcosa di nuovo. Ci trovavamo di fronte a una spettacolare colata dell’Etna e lo battezzammo Etna Spritz». Il successo internazionale arriverà grazie all’attenzione della redazione di Condé Nast Traveller, che realizzerà dapprima un video divenuto presto virale su YouTube, e in seguito inserirà l’Etna Spritz nella classifica degli otto “Best Cocktail in The World”. «Una delle cose che più mi ha sorpreso – spiega ancora Liotta – è stato il fatto che in questa classifica il mio drink rappresenta l’unico ousider accanto a mostri sacri come il Manhattan e il French 75». A colpire è anche la scelta da parte della redazione americana di premiare un cocktail deciso ma semplice, lontano dalle nuove tendenze che vedono un largo impiego di fumi, essenze e riduzioni. «Sembra quasi un drink creato negli anni ’60 – ammette il barman siciliano – ma forse è proprio questo a caratterizzarlo. La mia filosofia è quella della reinterpretazione dei classici, naturalmente rispettando sempre le materie prime e senza alterare gli ingredienti».

Rossa Malpelo

CLASSICI RIVISITATI. La carta del Bar guidato da Liotta si compone quindi di una selezione di reinterpretazioni che fanno sentire a casa l’appassionato, sorprendendolo ogni volta con delle variazioni sul tema. La rivisitazione dell’Americano proposta da Liotta si chiama Rossa Malpelo, in omaggio a Giovanni Verga e si caratterizza per l’impiego di Amara Rossa, Storico Cocchi Vermouth di Torino e Chinotto. «L’impiego del chinotto – racconta ancora il barman – mi riporta alla mia infanzia, con queste bottigliette che ogni giovedì vedevo dalla nonna». L’idea è quindi quella di mescolare ricordi personali e ricerca, senza dimenticare la giusta dose di leggerezza e ironia. «Uno dei cocktail di cui vado più fiero prende le mosse dal Cardinale, ma poiché volevamo partire dal basso lo abbiamo chiamato Chierichetto (Vodka aromatizzata al Chinotto, Cynar, Storico Cocchi Vermouth di Torino ndr). Oltretutto, gran parte della nostra clientela è straniera, avete mai provato a far pronunciare la parola “chierichetto” a un americano?».

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