La paura è Argento:
il “maestro del brivido”
racconta la sua carriera
dal cinema a “Dylan Dog”

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Dario Argento, sceneggiatore, regista e produttore romano, ha parlato dei suoi film di successo, della prossima collaborazione con Dylan Dog e delle sue origini siciliane: «Uomini interessanti e donne bellissime, la Sicilia è questo».

«Conosco molto bene la vostra terra, amo venire qui perché mi sento a casa. Trovo i siciliani accoglienti e uguali a me, fisicamente e nei gusti: uomini interessanti e donne bellissime, la Sicilia è questo». Dal rapporto con la nostra isola alle sue regie più famose, passando per l’inedita sceneggiatura per Dylan Dog annunciata da Recchioni, il “maestro del brivido”, Dario Argento, si racconta in occasione della settima edizione di Etna Comics.

LA SCENEGGIATURA PER DYLAN DOG. Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog, personaggio nato nel 1986 da Tiziano Sclavi, ha rivelato al gremito pubblico di Etna Comics che Dario Argento firmerà una storia per “l’indagatore dell’incubo” – probabilmente potrà essere sfogliata già il prossimo anno. Si prospetta un connubioperfetto. Dylan Dog ha dimostrato nel tempo una certa ammirazione per il poeta del brivido: nel nº3, “Le notti della luna piena”, c’è molto di “Suspiria”; addirittura nel nº5, “Gli Uccisori”, figura lo stesso regista; e ancora nel nº26, “Dopo mezzanotte”, sembra rivedere una scena di “Dèmoni”: un punk passa a Dylan una lattina contenente cocaina da sniffare dalla cannuccia. Non sarà il primo contatto del romano con il mondo del fumetto: gli anni ’90 videro la pubblicazione di Profondo rosso in 13 numeri: un’antologia mensile di storie brevi a tema horror.

LE REGIE. Settantasette anni e non sentirli, una carriera che non si arresta e che lo ha visto impegnato anche con la scrittura dell’autobiografia “Paura” (Einaudi, 2014) e con il teatro. Ci parla della regia di opere liriche: «È stata una grande soddisfazione avere a che fare con un’orchestra e anche con i cantanti, ho visto in loro viva voglia di recitare. Mi sono trovato benissimo». A consacrarlo al successo cinematografico sono “Profondo rosso” (1975) e “Suspiria” (1977), film che segna il debutto ufficiale nell’horror. Primo capitolo della trilogia de “Le tre madri”, è stato recentemente restaurato a 40 anni dall’uscita, e incolla allo schermo di Etna Comics gli occhi di tantissimi fan accorsi per il celebre ospite.

LA PSICOLOGIA IN DARIO ARGENTO. Argento, appassionato di psicologia, si definisce freudiano e il più grande assassino del cinema per gli innumerevoli omicidi realizzati nei suoi film. Temi ricorrenti nelle sue pellicole: traumi psichici, feticismo, deviazioni sessuali, follia. Un artista sui generis dai tratti curiosi: gentile, sguardo un po’ perverso, umile nel portamento, così si presenta il maestro del brivido al complesso fieristico di “Le Ciminiere”. L’attenzione ricade sulle sue mani che, mentre è intervistato, tremano lievemente, come accarezzando i braccioli della sedia. Il ricordo va ad alcune scene più cruenti delle sue pellicole in cui le mani che si macchiano di sangue sono proprio quelle del regista.

FAR DIALOGARE LE EMOZIONI. «Naturalmente – spiega il maestro – ci sono libri e film che mi hanno ispirato e di cui consiglio la lettura per una rigenerazione della cinematografia italiana, ma non credo che rappresentare fobie sia un modo per esorcizzarle, semplicemente è un modo di vedere meglio quelle emozioni, renderle nitide, e far dialogare le due parti, quella chiara e quella scura, alberganti in ogni uomo». Incubi, pensieri e sensazioni vengono penetrati dal regista fino a divenire plastiche, trasformandosi in scene e personaggi dei suoi film. La stessa scelta dell’ambientazione si rivela meticolosa. È il caso dell’assassinio del non vedente in “Suspiria”: viene girato a Königsplatz di Monaco di Baviera, dove si condensa enfaticamente l’eco nazionalsocialista: qui Hitler soleva tenere comizi e parate militari. Première dame dei suoi lavori è poi la musica, sposa di immagini e solleticatrice di emozioni, che guida, insieme alle abilità degli attori, il viaggio nell’interiorità dell’uomo, in quella seconda metà straziante e malefica che il profondo Argento ama esplorare. La paura è Argento.

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