La Sicilia come la Silicon Valley: la rivoluzione tecnologica è possibile anche nella nostra isola

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Luca Naso, formazione da astrofisico e data scientist per scelta, intervenuto presso il TimWCap in un incontro organizzato dagli ex allievi della Scuola Superiore di Catania, ci ha rivelato come creda fermamente nelle possibilità offerte dalle nuove tecnologie nel mondo dei dati e dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo della sua regione

Big data, IA, machine learning. Sono parole che si sentono pronunciare spesso da esperti, di quelli con occhiali affilati che lavorano negli uffici luminosi con aree relax e divani della Silicon Valley e dintorni. Al pari dei tecnicismi dell’economia, sono in pochi a sapere cosa significhino esattamente o come influenzino le vite di ciascuno di noi. Al Tim WCap, in un incontro organizzato dagli ex allievi della Scuola Superiore di Catania, abbiamo incontrato uno di questi esperti dal vocabolario così inaccessibile: Luca Naso, sguardo affabile (non porta gli occhiali), abito blu dal taglio sportivo e un inconfondibile accento siciliano, lavora come data scientist (e ci risiamo con gli inglesismi) per Neodata, una compagnia di analisi dei dati con sede a Catania e Milano. Non ha neanche quarant’anni ma i computer e l’IA sono già il suo secondo amore.

DALLA SICILIA AL MONDO E RITORNO. «Non ho avuto nessuna illuminazione sulla via di Damasco» ci confessa. Eppure il suo itinerario è stato mirabolante: si laurea in fisica all’ università di Catania, si dottora in astrofisica a Trieste e da lì la sua carriera di ricercatore lo porta in giro per il mondo. Oxford, Padova, Varsavia, Pechino e infine di nuovo la Sicilia, cambiando settore professionale. «In realtà sono sempre stato appassionato di nuove tecnologie – prosegue – Quando mi sono accorto che attorno ai dati nasceva una nuova scienza il cerchio si è chiuso: il mio background da scienziato si poteva fondere con la tecnologia, il digitale e l’innovazione».

ANALISI DEI DATI E DINTORNI. Per comprendere un po’ meglio cosa includa questo nuovo ambito il giovane scienziato ci racconta uno degli ultimi progetti a cui ha lavorato: la comunicazione personalizzata in ambito televisivo. «Da qualche mese a questa parte, gli spettatori delle reti Mediaset, vedono pubblicità personalizzata grazie all’aiuto delle smart tv (le televisioni connesse ad internet)» ci spiega. Tutto ciò replica sul piccolo schermo quanto è da tempo avviene sulla rete: i nostri dati aggregati (i Big data) vengono forniti ad un computer che inizia, grazie alla guida di esperti come Luca Naso, a “farsi un idea” (il machine learning) sempre più accurata di cosa potrebbe piacerci o meno.

DIVULGAZIONE E SVILUPPO. Il fisico di Caltagirone è un entusiasta sostenitore della diffusione delle conoscenze relative a machine learning e big data e lo fa in prima persona attraverso il gruppo “Machine learning Catania”. «Credo sia importante, anche per chi non vuole lavorare in questo campo, acquisire maggiore consapevolezza rispetto ad un importante strumento del progresso tecnologico dei nostri tempi». Teme però che in Italia non ci si sia resi conto appieno della svolta in atto: «La congiuntura in cui ci troviamo è estremamente favorevole. Da un lato possiamo beneficiare del supporto delle istituzioni europee, cosa che in America è molto più ardua, ma soprattutto in questo campo gli ultimi arrivati sono sullo stesso livello tecnologico dei giganti dell’industria». Se ammette di non avere soluzioni politiche all’immobilismo, ci lascia con un invito: «Mettiamoci tutti a lavorare e a produrre ricchezza e valore, senza curarci troppo di cosa si dovrebbe fare. Forse i cambiamenti culturali e politici verranno da sé».

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