Laura Salafia, da vittima a esempio di vita: «Ecco perché non bisogna arrendersi mai»

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Cosa spinge una giovane donna costretta su una sedia a rotelle, dopo aver visto tutti i suoi sogni andare in frantumi, ad andare avanti?

«Faccio questo mestiere da 20 anni, ma non ho mai incontrato i miei pazienti dopo averli soccorsi. Laura è stata l’unica che ho voluto rivedere. Il giorno dell’incidente non ci pensai su, capii subito che la situazione era molto grave e ho fatto quello che andava fatto. La prima volta che la rividi le chiesi se aiutarla a vivere fosse stata la scelta migliore per lei. Lei mi ringraziò dicendomi che nonostante la sua condizione ciò che voleva era proprio vivere. Con quelle parole riuscì a trasmettermi la sua grande positività». A parlare è Alessandro Conti, il rianimatore che per primo prestò soccorso a Laura Salafia il giorno in cui una pallottola vagante la colpì accidentalmente al collo. Lo abbiamo incontrato all’Unità Spinale dell’Ospedale Cannizzaro, dove si è svolta la prima presentazione del volume “Una forza di vita” (Domenico Sanfilippo editore), scritto dalla giovane di Sortino e attualmente distribuito in edicola in abbinamento al quotidiano “La Sicilia”.

UNA STRAORDINARIA POSITIVITÀ. «Il giorno dell’incidente era una bellissima giornata. Avevo superato un esame, ero molto serena. Avevo chiamato mamma per dirle che sarei rientrata l’indomani, così avremmo potuto festeggiare. Mi trovavo nel giardino dei novizi del monastero dei Benedettini con alcuni colleghi, c’erano molti fiori e uccelli. Quella mattina Catania era meravigliosa. Tutto è cambiato in un attimo. Di quel giorno ricordo la bellezza di ogni istante che ho vissuto.» Parole di speranza, di conforto, di vita. Così Laura descrive quegli istanti. Si è lasciata tutto alle spalle, è riuscita ad andare avanti grazie alla fede e alla speranza. «Ognuno di noi ha un percorso da seguire e credo che nulla accada per caso. – scrive in uno degli articoli pubblicati su La Sicilia – Io per quanto posso, guardo in faccio la sofferenza e nonostante essa sembri essersi cucita addosso a me, ogni mattina quando mi sveglio mi ritrovo una letizia nel cuore»

UN MESSAGGIO DI SPERANZA. Senza dubbio l’affetto di coloro che in questi anni le sono stati vicini è stato uno dei punti di forza che ha permesso di alimentare la voglia di vivere di Laura. Tra tutti, senza dubbio, l’incontro con papa Francesco nel 2016. «Mi ha detto: non mollare, porta con fede la tua croce!» E durante la presentazione del suo libro, Una forza di vita, Laura ha voluto ancora una volta lanciare un messaggio «fondamentale» a tutti coloro che soffrono: «Vorrei che ognuno cogliesse quel pizzico di bontà che ogni giorno riserva. – ha detto – Non soffermarsi alle avversità. Non bisogna avvilirsi, la vita è bella. Non abbattersi mai ed essere fiduciosi nel domani. Bisogna essere solidali con chi ci sta accanto. Tutto è più facile, se affrontato con gli amici».


La presentazione al Cannizzaro

In occasione della presentazione al Cannizzaro, Laura ha potuto incontrare nuovamente gli amici. Il dott. Angelo Pellicanò, direttore generale del Cannizzaro, tutti i medici che l’avevano assistita, ma anche il condirettore del quotidiano La Sicilia, Domenico Ciancio e il presidente del comitato scientifico della fondazione Domenico Sanfilippo Editore, Giuseppe Di Fazio. Durante la presentazione, moderata da Orazio Vecchio, la dott.ssa Maria Onesta, ha voluto sottolineare come Laura abbia sempre una parola di conforto e speranza. «Lei è riuscita a rendere positive tutte le cose negative e ad andare oltre. Ci fa vedere le cose in modo diverso».


 

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