L’in­te­gra­zio­ne tra droi­di e uma­ni nel nuo­vo ro­man­zo del mes­si­ne­se Gra­zia­no De­lor­da

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Il volume tra i più venduti su IBS per la sezione fantascienza. L’autore: «L’ideale per uno scrittore? Scrivere senza cercare di compiacere necessariamente tutti»

Terra, futuro. La pacifica coesistenza tra umani e droidi è minacciata da frange oltranziste che si oppongono alla creazione di esseri ibridi caratterizzati da speciali innesti, denominati DRHomo. Parte da qui l’avventura di Droide è la notte, il quarto romanzo del messinese Graziano Delorda, classe 1972, autore di romanzi, racconti, sceneggiature e fumetti.

Sceglie la fantascienza, Delorda, per il suo quarto lavoro, nato in modo del tutto casuale, così come i precedenti. «Non era preventivato, non mi sono seduto a tavolino e pensato “Ora scrivo qualcosa di fantascienza”, nonostante sia un genere che frequento da lettore e da spettatore», racconta a Sicilian Post lo scrittore appassionato di fumetti, libri e serie tv avvolte da un’atmosfera fantascientifica.

Sarà proprio per questa sua inclinazione alla fantascienza, probabilmente, che reputava inevitabile diventare presto o tardi anche autore. «Doveva succedere prima o poi, dopo aver scritto un romanzo sugli anni ‘60 e i Beatles avevo bisogno di evadere un po’». E questa voglia di evasione l’ha portato a eliminare dalla storia riferimenti geografici – si parla di una metropoli che potrebbe essere in qualsiasi città nel mondo – e temporali, in quanto la storia di svolge più o meno tra il 22° e il 23° secolo. «È stata una scelta dettata dal desiderio di essere libero di fare narrativa e raccontare una storia a modo mio».

Che non per forza, come si può pensare, nasce dal rapporto morboso che abbiamo oggi con la tecnologia, i computer e i social network. «Qualcuno addirittura ci ha visto una metafora dei tempi moderni – osserva l’autore – perché si parla di androidi che si integrano con gli umani e di chi si oppone a questa integrazione, come in fondo avviene nella nostra società. Quello che mi interessava di più, però, era costruire una storia che funzionasse a prescindere dal genere, che poteva essere western, fantascienza o horror».

«L’unico pensiero che avevo – chiarisce – era che la storia tenesse il ritmo dalla prima all’ultima pagina, grazie a colpi di scena, personaggi interessanti, riferimenti nascosti per gli appassionati del genere e un po’ di mestiere, senza lanciare messaggi o interpretazioni particolari, che vengono tratti alla fine da ogni lettore in modo soggettivo».

Una scelta che pare abbia già dato i primi frutti positivi, visto che il romanzo, dopo poco più di un mese dall’uscita, ha scalato la classifica best seller di IBS libri, posizionandosi al primo posto tra i libri più venduti nella sezione fantascienza italiana. «Ha destato interesse soprattutto nella comunità nerd – aggiunge Delorda, che non nasconde la sua preoccupazione iniziale sul fatto che il romanzo potesse essere letto solo da una nicchia ristretta – ma alla fine gli stessi che mi avevano mostrato perplessità sono tornati per dirmi che ne hanno apprezzato le diverse sfumature, che comprendono la storia d’amore tra il giovane umano HOrace Queen e la drone DRana, il cattivo (un losco uomo d’affari impegnato in un inquietante progetto d’ingegneria sociale ai limiti della follia) e l’avventura. Tanto che qualche nerd – dice ridendo – mi ha anche fatto le pulci per qualche particolare che non rispecchia del tutto la realtà. Ma se cercassi di soddisfare gli altri non scriverei più una riga, così ho cercato di renderlo accessibile a tutti, seppur rimane scritto da un nerd».

Il titolo è un omaggio a Scott Fitzgerald, autore che Delorda apprezza seppur non abbia a che fare con la fantascienza. Ma anche «un richiamo alla parte finale della storia che si svolge interamente in ambiente notturno» spiega lo scrittore, che si è accostato al mondo della letteratura nel 2005, quando ha aperto il suo blog, ai tempi strumento indispensabile per chi si affacciava a questo mondo. «Oggi è un concetto un po’ antiquato, anche se continuo ad aggiornarlo con tutti i miei lavori, senza voler fare l’influencer o dare la mia opinione su tutto, da come si fa l’uovo alla coque ai fatti di Macerata».

Dopo essere stato presentato in anteprima nazionale alla manifestazione Più libri, più liberi di Roma e prima del nuovo anno a Messina, Droide è la notte è pronto per il tour che da metà febbraio toccherà Reggio, Palermo, Roma, Milano, Bergamo, Torino, Catania. «Per me le presentazioni sono la parte più bella – osserva l’autore – mi piace andare in giro per organizzare delle vere e proprie chiacchierate tra amici e conoscere persone nuove. Ora me la voglio godere fino al prossimo progetto».

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