Pablo Dilet: «Le mie cento buatte per invitare a uno stile di vita leggero»

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Anche nell’era dei post e dei commenti sui social network, dei video e delle foto con cui chiunque può comunicare, a volte capita che basti una semplice parola per trasmettere a migliaia di persone un messaggio importante. Ne sono la prova le opere d’arte contemporanea realizzate dal giornalista palermitano Dario La Rosa, in arte Pablo Dilet, che attraverso le sue installazioni in piazze e strade pubbliche prova a far emergere questioni importanti puntando sulla semplicità

Dopo Thank you, Welcome, Love e Plastic tocca alla parola Futtitinni il compito di veicolare un messaggio tutto siciliano che diventa un invito universale. «Fondamentalmente volevo scherzare e utilizzare una parola siciliana con cui poter fare ironia e contemporaneamente lavorare sul concetto di stereotipo – spiega l’artista, classe 1980, responsabile della rivista di turismo Sicilia Week End. Il termine futtitinni, che noi siciliani usiamo per invitare a lasciare correre, a non soffermarci più di tanto sui problemi, anche quelli più seri, è stato abusato tra magliette, internet e social».

«È una parola vista e rivista – continua – e proprio per questo parte del lavoro era anche dimostrare che c’è sempre la possibilità, anche per le cose più scontate, di offrire un nuovo punto di vista, differente e distante dai contesti in cui abbiamo conosciuto qualcosa fino al momento in cui qualcuno ci propone un altro tipo di impatto comunicativo».

Il nuovo progetto artistico, realizzato in collaborazione con il gallerista Giuseppe Veniero, è rappresentato da cento buatte contenenti confetti dalla segreta e immaginaria ricetta legata al benessere interiore, che verranno presentate ufficialmente al pubblico sabato 2 dicembre, alle 18, presso la galleria d’arte Giuseppe Veniero Project, in piazza Cassa di Risparmio a Palermo, dove resteranno esposte fino al 31 dicembre e potranno essere visitate, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, a ingresso libero.

«Grazie all’arte, a cui ultimamente mi sto dedicando con molta attenzione, una parola dialettale può diventare un invito a uno stile di vita leggero e votato alla bellezza. Un invito che è anche quello del saper guardare oltre, del saper cogliere nuove sfumature di cose che all’apparenza sembrano già viste».

Un aspetto che Dario La Rosa tiene molto a sottolineare. «Siamo sempre alla ricerca della novità assoluta, della cosa unica, e non riusciamo più ad apprezzare le cose che tutti i giorni, anche se sono sempre uguali, hanno ancora qualcosa da dire. Che può essere anche bello e grazioso, come in questo caso, quando l’opera d’arte diventa un invito a vivere bene godendo anche delle piccole cose». E sta proprio in questo invito il nuovo punto di vista con cui i due artisti veicolano il proprio messaggio attraverso il barattolo limited edition riempito di confetti con la mandorla di Avola, che contribuisce ad addolcire il messaggio e dargli un gusto tutto siciliano, acquistabile online sulla pagina di Pablo Dilet.

«Sono convinto che l’arte deve far parlare di sé – sottolinea La Rosa – deve essere un invito, un mezzo attraverso cui può arrivare un messaggio in maniera diversa da quella a cui normalmente siamo abituati». E questo piccolo simbolo vuole semplificare questo processo, ricordandoci che c’è dell’altro e che l’arte rappresenta proprio il tramite tra un’idea che abbiamo e che non riusciamo a esprimere.

«Quando siamo davanti a un’opera d’arte, invece, quell’idea e quel messaggio che abbiamo interiorizzato da qualche parte vengono fuori – conclude l’artista – e possiamo farli diventare qualcosa bella per noi che guardiamo l’opera. A prescindere dall’opera stessa».

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