Pas de Trai e il ritorno alla natura: il Festival di San Fratello lontani dal caos e dagli smartphone

02/08/2017 - 7


«La necessità di riscatto, la possibilità di sfruttare a pieno le molteplici potenzialità offerte dalla nostra isola e il desiderio di promuovere l’incontro e la condivisione tra il pubblico e i musicisti in una location meravigliosa»

Queste le tre ragioni che hanno spinto il giovane Agostino Collura, nativo di San Fratello e bassista della band “Retrospective for love”, ad organizzare tre anni fa il primo “Pas de trai – Pure Music Festival”, un festival musicale ma non solo. Cinque giornate da trascorrere in totale simbiosi con le bellezze naturali del Parco dei Nebrodi, assistendo alle esibizioni live di band o solisti provenienti da tutto il mondo e partecipando ai numerosi workshop organizzati, come quello di scrittura creativa ed origami.

L’EVENTO Pas de Trai, ovvero Passo dei Tre, è il nome della contrada in cui si svolge il Festival, in quell’affascinante dialetto gallo- italico tutt’ora parlato a San Fratello. «E’ un evento inusuale che valorizza lo scambio umano 24 ore su 24», giunto alla sua terza edizione e che permette a coloro che acquistano l’abbonamento o il  biglietto per un solo giorno di pernottare gratuitamente in tenda nell’area del Festival, al fianco dei musicisti che scelgono questa sistemazione. «Il target dei partecipanti è ampio, – spiega Agostino –  il Festival accoglie utenti dai 0 ai 90 anni, sebbene in larga prevalenza si tratti di giovani tra i 22 e i 35 anni. Quest’anno, ad esempio, secondo le prenotazioni ci saranno 4 bambini sotto i 5 anni e nonostante il Festival non preveda apposite attività per i più piccoli, certamente non mancherà loro lo spazio per esprimersi liberamente». Variegata è non solo l’età dei partecipanti ma anche la loro provenienza: «una cospicua presenza è quella degli abitanti di San Fratello, che in alcuni casi vengono coinvolti nell’organizzazione dell’evento. La metà dei partecipanti proviene in larga parte dalla Sicilia, ma anche da altre parti d’Italia e poi un 10% è costituito da europei, soprattutto inglesi».

Il pubblico di Pas de Trai durante il festival 2016

UN PONTE MUSICALE TRA SICILIA E INGHILTERRA Numerosi gli artisti che si esibiranno dal 3 al 7 agosto, provenienti dalle più disparate parti del mondo e promotori di differenti generi musicali: dall’elettronica al jazz, passando per il folk, il rock, la musica classica contemporanea, fino alla sperimentazione sonora. Un querceto secolare per un’arte che emoziona l’uomo di ogni epoca e non ha né muri né confini, una scenografia incantevole per gli artisti di tutto il mondo: come la singer e song-writer londinese Yazmin Hendrix, che compone ispirata dall’amore, dalla bellezza e dalle perdite personali, o le sperimentazioni e improvvisazioni del gruppo giapponese Tokyo Sound Land ed ovviamente i numerosi siciliani, come il pianista e compositore siracusano Raffaele Genovese. «La metà degli artisti ospitati sono stranieri – prosegue Collura – molti provengono da Londra e non è un caso. La prima edizione del Festival è stata pensata anche come un ponte tra la Sicilia e l’Inghilterra: un’occasione di incontro per creare nuove possibilità di lavoro e ci siamo riusciti. È grazie al Pas de Trai che ad esempio è stato possibile per due violoncellisti palermitani collaborare con un compositore inglese». Agostino Collura ha studiato per 6 anni a Londra, dove ha avuto la possibilità di conoscere altri giovani musicisti e confrontarsi con uno scenario musicale più vasto e aperto alla sperimentazione rispetto a quello italiano. «Molti dei musicisti che si esibiscono sono miei amici ed è proprio il rapporto umano tra artisti e organizzatori ad assicurare il successo del Festival».

Una seduta di shiatsu immersi nella natura durante Pas de Trai

UN LUOGO MAGICO LONTANO DA CAOS E SMARTPHONE Il rapporto e le relazioni umane sono quindi la chiave di questo grande evento, che si svolge in un luogo lontano dal caos urbano e dalla rete telefonica. Divertimento, relax e possibilità di crescita per giovani musicisti, tutto in un unico evento che sembra possedere un potenziale mistico, dai suondwalkers alla meditazione dinamica, dalle osservazioni guidate della volta celeste all’esibizione al tramonto del violoncellista Audrey Riley e del chitarrista James Woodrow, che si terrà domenica 6 agosto nella cornice suggestiva del Chiostro di San Benedetto il Moro. «Il Festival offre certamente un momento di catarsi e nelle scorse edizioni la luna piena ha contribuito a creare l’atmosfera perfetta».

 

7 recommended
comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *