“Resto al Sud”:
bilancio della manovra
per stimolare la crescita
nel Mezzogiorno

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Da gennaio ad ottobre 2018 approvate 1.700 delle 4.800 domande presentate per ottenere il finanziamento che potrebbe subire interessanti cambiamenti con il DdL di Bilancio 2019, mentre altre 7.400 domande sono ancora in compilazione

Resto al sud” è un incentivo volto a sostenere i giovani residenti nel Mezzogiorno che desiderano avviare un’attività imprenditoriale. Ufficializzato con il DM 174/2017, è oggetto di una nuova bozza del 29 ottobre scorso alla legge di bilancio che prevede importanti modifiche.  Gestore del finanziamento è Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del Ministero dell’Economia, che ha il compito di valutare i progetti presentati.

Il finanziamento permette di avviare iniziative imprenditoriali per la produzione di beni nei settori di industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo.
Tra le spese finanziabili rientrano quelle per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. Il finanziamento, il cui tetto massimo è fissato a €50.000 per ogni richiesta (o €200.000 nel caso di società/cooperative) viene erogato al 100% ed è così ripartito:

  • Il 35% dell’investimento totale viene finanziato a fondo perduto;
  • Il restante 65% è invece coperto da un prestito a tasso zero da rimborsare in otto anni.

Per presentare la domanda non c’è una scadenza in quanto “Resto al sud” è un progetto a sportello. Ciò vuol dire che tutte le domande saranno esaminate in ordine di arrivo.

A CHI È RIVOLTO “RESTO AL SUD”.
Il progetto di “Resto al sud” è al momento rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni che soddisfino i seguenti requisiti:

  • siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento,

oppure

  • trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo;
  • non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • non siano già titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Possono inoltre presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

I RISULTATI IN SICILIA.

Stando ai dati aggiornati al 30 settembre 2018,  il Ministero dello Sviluppo e dell’Economia ha comunicato che le domande pervenute dalla nostra Isola e risultate idonee all’ottenimento dei finanziamenti sono state 238,  che si traducono in un investimento pari a 15 milioni di euro.

Come si può vedere nel grafico ecco la suddivisione per Provincia:

Numero di progetti approvati per provincia

IL DDL DI BILANCIO 2019.

Il 29 ottobre è stata presentata una nuova bozza del Disegno di legge di Bilancio 2019 che riporterebbe, qualora approvato in via definitiva, due importanti novità per gli interessati al progetto “Resto al sud”. Nel nuovo testo è infatti previsto l’accesso alle agevolazioni anche per i professionisti che fin ora erano stati espressamente esclusi (leggi requisiti attuali) ed inoltre, sempre secondo l’ultima bozza, ci sarebbe l’intenzione di estendere il limite d’età entro il quale è possibile far richiesta delle agevolazioni dagli attuali 35 anni a 45. Sebbene per il momento tutto ciò rimanga solo una bozza non ufficiale, tra qualche mese ancora più abitanti del Mezzogiorno potrebbero ritrovarsi con in mano un’alternativa diversa all’abbandonare la propria terra.

 

Per tutti i dettagli è possibile consultare il sito di Invitalia: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud

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