Ritrovare la fede
al centro commerciale:
Padre Munzone e la cappella a Etnapolis

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Il cappellano e parroco  delle vicine chiese di Santa Maria delle Grazie e Corpus Domini: «La chiesa è il luogo privilegiato per la comunità, il grembo dove si rinasce nel battesimo, dove si cresce insieme, dove si condivide un cammino. La cappella  è invece un’opportunità in più per dare a chi vuole la possibilità di partecipare alla messa domenicale»

È domenica quando mi ritrovo a camminare per i lunghi viali di Etnapolis, il centro commerciale che sorge in Contrada Valcorrente a Belpasso, in provincia di Catania. Le vetrine scorrono veloci davanti ai miei occhi mentre cerco incuriosita la cappella, perché sì, qui ogni domenica alle 12.15 si celebra la messa. Mi ritrovo in uno stanzone, celato tra un negozio e l’altro, addobbato a festa con quadretti che ricordano la via crucis e un tavolo di ferro predisposto ad altare. Osservo le sedie nere dall’aspetto poco invitante e mi chiedo quanta gente verrà. Il mio scetticismo viene presto smentito e a poco a poco la sala, che può contenere all’incirca 250 fedeli, si riempie. La domanda sorge spontanea: perché venire qui quando ci sono centinaia di chiese più belle e imponenti?  Bisogna prima riflettere su cosa significhi oggi il centro commerciale. Questi edifici brillanti e colmi di negozi sono diventati le nuove piazze, dove ci si ritrova, si esce a prendere un caffè, si va a fare un giro, al cinema e perché no? Anche a messa. A celebrarla qui dal 2011 è Padre Munzone, cerimoniere arcivescovile e parroco delle vicine chiese di Santa Maria delle Grazie e Corpus Domini, subentrato a padre Testa, il prete di Motta Sant’Anastasia, che era stato scelto dall’Arcivescovo nel lontano 2008 quando la direzione del centro commerciale mise a disposizione i locali.

La cappella a Etnapolis

«All’inizio – racconta padre Munzone – perfino io ero scettico. Non capivo perché la gente preferisse venire qui la domenica anziché nella propria parrocchia. Il timore era quello di vedere i fedeli con le buste della spesa, invece li vedo arrivare con la volontà di partecipare». L’aria che si respira è quella di una piccola comunità. Se si fosse ritrovata in qualsiasi altro posto sarebbe apparsa “normale”, ma all’interno di un centro commerciale tutto cambia. Cosa significa la sua presenza proprio nel luogo simbolo del consumismo, al centro di battaglie per la chiusura domenicale avallate da una parte della chiesa e dal governo? 

«In questi anni abbiamo fatto esperienze di evangelizzazione come portare le reliquie di Papa Giovanni Paolo II, di Madre Teresa di Calcutta e il simulacro della Madonna di Monpileri»

«Chiudere i centri la domenica – continua il parroco – vorrebbe dire riflettere anche sul significato di questo giorno in quanto dies domini». Perché allora questa iniziativa? «In questi anni abbiamo fatto esperienze di evangelizzazione come portare le reliquie di Papa Giovanni Paolo II, di Madre Teresa di Calcutta e il simulacro della Madonna di Monpileri. Queste azioni hanno lo scopo di suscitare un risveglio della fede. Anche l’Arcivescovo di Catania è venuto in visita pastorale in galleria sottolineando la dignità del lavoro». Del resto, fu proprio mons. Gristina in persona, durante la sua visita nel 2011, a dire: «dove c’è condivisione, c’è gioia».

A sinistra, in primo piano, l’ingresso del capannone che ospita la chiesa di Santa Maria delle Grazie sita a Valcorrente, sullo sfondo il “gigante” Etnapolis, progettato dall’archistar Fuksas

L’interno della chiesa del Corpus Domini, parrocchia in contrada Palazzolo

A condividerla qui non sono solo gli avventori di passaggio, ma anche i fedeli (in gran parte giovani) delle parrocchie vicine, che vedono Etnapolis come il gigante mentre il loro piccolo prefabbricato verde che si affaccia davanti al colosso blu (la chiesa di Santa Maria delle Grazie) come la formichina. Le due costruzioni si guardano, ma non si scontrano perché complementari l’una con l’altra. «La chiesa – continua il cappellano – è il luogo privilegiato per la comunità, il grembo dove si rinasce nel battesimo, dove si cresce insieme e si forma la comunità, dove si condivide un cammino. Etnapolis è invece un’opportunità in più per dare a chi vuole la possibilità di partecipare alla messa domenicale».  Ricordando Papa Francesco, bisogna essere predicatori di strada, ritrovando il contatto con la gente, e anche se celebra all’interno di un centro commerciale, in qualche modo Padre Munzone lo è.

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