“Taliatila che bedda”:
Il “brand” Sant’Agata
sta bene su (quasi) tutto

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Dal 3 al 5 febbraio la città di Catania si accende per le festività dedicate alla sua patrona. Non solo le luci e i fuochi “da sira ‘o tri” ma anche pubblicità ed eventi organizzati da aziende nazionali e locali, anche se con esiti non sempre fortunati.

« Je taliatila che bedda, Javi du occhi ca parunu stiddi, e na ucca ca pari na rosa. Semu tutti devoti tutti!»
Già, “taliatila che bedda”: in barattolo o alle orecchie, sulle terrazze o in vetrina, ogni anno il “brand” Sant’Agata sta bene proprio su tutto.
Ne abbiamo già parlato l’anno scorso, come per Natale o San Valentino, dal 3 al 5 febbraio la città di Catania tutta si accende per le festività agatine. Non solo le luci e i fuochi “da sira ‘o tri” ma anche pubblicità ed eventi organizzati ad hoc da aziende nazionali e locali, anche se con esiti non sempre fortunati.

“SCHERZA COI SANTI MA LASCIA STARE I SANTI”. I catanesi ne avevano avuto un “assaggio” lo scorso novembre quando, con largo anticipo, le vie etnee si sono risvegliate piene di cartelloni pubblicitari che promuovevano la salsa ai datterini Barilla “dolce come la mattina del 5 febbraio”: un accostamento poco gradito ai cittadini, che con il termine “duci” sono soliti indicare tutt’altro.
Discorso valido anche per la pubblicità dell’acqua Santagata, che in questa occasione ha esordito con lo slogan “Festeggiamo Sant’Agata! SCIALAMU!”, scatenando giudizi negativi sui social network. “Scialamu? Ma che c’entra con questa festa?” – si legge tra i commenti – “Noi non diciamo ‘scialamu’”; per concludere con un consiglio: “usate ‘semu tutti devoti tutti’, i catanesi apprezzeranno di più!”.

QUANDO IL BRAND FUNZIONA. “Squadra che vince non si cambia”, soleva ripetere il noto allenatore di calcio Vujadin Boskov. E così le aziende che un anno fa avevano ricevuto feedback positivi da parte degli utenti, hanno replicato il modello “tradizione/innovazione” legato alla Santa.
Slogan vecchio ma immagine rinnovata per Red Bull. “Anche chi solleva si sentirà sollevato…Red Bull ti mette le aaali!”, con il remake dell’esclusivo accesso al pubblico alla “Terrazza Red Bull at Sant’aituzza” nei pressi dei quattro canti.
Anche Isola Bella Gioielli ha proposto un’operazione simile a quella passata, con una linea dedicata alle candelore che si propone di unire “storia e tradizione, fede e folclore”: “A #Catania c’è aria di festa e profumo di torrone! Una collezione speciale celebra Sant’Agata e il suo popolo”. E ancora, Prestipino Cafè ha costruito la propria vetrina con l’immagine della patrona, contornata da prodotti dolciari in suo onore.

Infine, dopo il successo riscosso nella passata edizione, non poteva mancare lo spot “Agata Ticket” della Ferrovia Circumetnea, in questa occasione con protagoniste una bambina e la sua bambola, debitamente agghindata con il tipico “sacco” da devota: “Noi ci andiamo con la metropolitana che è troppo più divertente” – afferma – “Fai la brava, mi raccomando. Dici sempre cettu, cettu”.

Lo scrittore francesce Georges Bernanos diceva che “La Chiesa non ha bisogno di riformatori, ma di santi”. Da un po’ di tempo a questa parte, di santi (all’occorrenza) ne ha bisogno anche il marketing.

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