Tra fattori endogeni e opportunità ludiche: perché scegliere Catania come meta Erasmus?

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Al “welcome day” 73 giovani provenienti da 18 paesi europei: «La nostra è un’opportunità unica per capire meglio la cultura mediterranea, ma anche la presenza del mare non guasta»

«In passato ho già avuto modo di fare un’esperienza di scambio presso un’università del Nord Italia. Il vostro paese, tuttavia, vanta tradizioni davvero molto particolari, che variano da regione a regione. Principalmente mi trovo qui per migliorare il mio italiano, ma sono sicura che Catania si rivelerà il posto ideale anche per comprendere meglio la cultura mediterranea. Credo che il vero senso dell’Erasmus sia proprio questo».

Emiline è una studentessa di lingue che arriva dalla Francia. L’abbiamo incontrata durante il “Welcome day” organizzato dall’Università di Catania per gli studenti appena giunti nell’isola con il programma “Erasmus Plus”. Assieme a lei, per trascorrere alcuni mesi di studio sono arrivati pochi giorni fa altri 73 ragazzi e ragazze da 18 paesi europei, che sommati ai 145 giovani del primo semestre portano a 219 il totale degli studenti ospiti dell’Ateneo.

Numeri in crescita, che evidenziano un trend positivo in termini di attrattività per la nostra Università: ma cosa induce uno studente straniero a scegliere proprio la nostra città? «Ho avuto modo di studiare la storia di Catania e me ne sono innamorata – spiega Jada, una studentessa tedesca ce studia legge -, voglio scoprire i vostri monumenti antichi e nel contempo, approfondire le mie nozioni di diritto. Naturalmente, però, anche noi giuristi amiamo divertirci e scegliere un posto dove c’è una bella spiaggia e il clima è sempre bello non guasta». Insomma, il lato “ludico” dell’Erasmus continua ad avere un peso importante nel più famoso programma di scambio studi del vecchio continente, complici anche le numerose attività delle associazioni studentesche.

«Il nostro gruppo – spiega Giorgio Liotta, responsabile di ESN – organizza moltissimi eventi che consentono ai ragazzi di ambientarsi divertendosi». Appena arrivati, la prima curiosità dei ragazzi è sul nostro simbolo, quindi tappa obbligata al “Liotru”, poi sarà un susseguirsi di iniziative: dalle escursioni al goliardico “torneo di beer pong”. D’altro canto, obiettivo altrettanto importante per queste associazioni è favorire l’integrazione con gli studenti dell’università di Catania. «Oggi inizia la “welcome week” – ci racconta Francesco Di Prima, presidente di Aegee Catania – e eventi come l’aperitivo linguistico. Questo consentirà ai ragazzi Erasmus di far pratica con la lingua italiana e agli studenti della nostra università per migliorare l’inglese».

Insomma, dopo diversi anni la macchina Erasmus si mostra rodata anche al di là degli aspetti puramente accademici, sui quali – intanto – il magnifico rettore Francesco Basile e la coordinatrice istituzionale Erasmus prof.ssa Adriana Di Stefano si sono espressi in maniera positiva. «I dati relativi all’internazionalizzazione dell’Università di Catania – ha spiegato quest’ultima – evidenziano un trend positivo, sia per quanto riguarda la mobilità in entrata, sia per quella in uscita. Possiamo e dobbiamo migliorare, in particolare per rendere più attrattivo il nostro Ateneo nei confronti degli studenti stranieri».

 

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