«Anni fa eravamo tutti strabiliati dai pianisti russi. Ora ci sono pianisti coreani, cinesi, giapponesi e… catanesi! Alcuni giovani talenti vengono da Catania e vincono importanti concorsi pianistici internazionali. È un nuovo fenomeno di cui dovreste andare fieri». Così ha sentenziato il leggendario pianista franco-cipriota Cyprien Katsaris, tra i protagonisti della scena pianistica internazionale, che recentemente è stato ospite del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania per un’intensa settimana di masterclass per gli allievi pianisti. Ad inaugurarla uno straordinario recital nella cornice dell’Auditorium d’Istituto, nel quale il musicista ha proposto la sua divisiva interpretazione del Valzer Op.64 n°2 di Chopin. Una settimana all’insegna della grande musica e di grandi racconti, in un continuum tra preziosi ricordi ed enigmi del passato e progetti interessanti per il futuro.

IL CIGNO E CATANIA. Pare che la città etnea occupi un posto di rilievo nelle memorie del musicista: «Il mio primo concerto in Italia è stato qui a Catania, al Teatro Massimo Bellini: appena entrato rimasi scioccato, fu come ritrovarsi nel XIX secolo, in un universo parallelo. È uno dei miei ricordi più belli», racconta. Come se non fosse abbastanza, Katsaris si dichiara un grande ammiratore di Vincenzo Bellini: «È uno dei miei compositori preferiti, in lui c’è qualcosa di davvero speciale. Magari oggi, nei teatri di tutto il mondo, non è rappresentato quanto Verdi o Puccini, perché è troppo difficile da cantare: non ci sono tante cantanti in grado di interpretare Casta Diva come faceva la Callas».

«Un’aria da “Gabriella di Vergy” contiene una misura identica a una di “Casta Diva”. È stato Mercadante a copiare Bellini o viceversa?»

PLAGIO BELLINIANO? Katsaris annuncia di avere in cantiere un’incisione in studio dedicata al compositore greco Nikolaos Mantzaros, noto soprattutto per aver musicato l’inno nazionale della Grecia. Nel disco si cercherà di tratteggiare il quadro storico-stilistico in cui Mantzaros fu attivo: «Ci saranno Rossini, Mercadante e, ovviamente, Bellini, con cui Mantzaros studiò al Conservatorio di Napoli». Ma nel corso di questa operazione, svela l’eccentrico pianista, è riemerso un piccolo grande mistero: «Un’aria dall’opera Gabriella di Vergy di Mercadante contiene una misura identica a una di Casta Diva. La première dell’opera di Mercadante fu nel 1828. Poi, nel 1831, venne la Norma di Bellini e infine, dopo la prima di Norma, Mercadante pubblicò la revisione della sua opera [la versione oggi reperibile, ndr]. Questa seconda versione rende il tutto un enigma. Mi sono anche confrontato con il musicologo prof. Giuseppe Montemagno per cercare di capire chi ha copiato chi: è stato Mercadante a copiare Bellini o viceversa?».

IL VALZER “INCRIMINATO”. Il maestro ha manifestato la propria ammirazione per il Cigno Catanese omaggiandolo anche durante il suo attesissimo recital, che si è aperto con un’improvvisazione su temi de La Sonnambula. Katsaris ha poi regalato un carosello di brani piuttosto noti del repertorio galante e romantico, ma il momento più clamoroso è giunto con l’audace interpretazione del Valzer Op.64 n.2 di Chopin, in cui il pianista ha scelto di far cantare note che ufficialmente non appartengono alla melodia, bensì all’impalcatura armonica del brano, alterando il ritmo di valzer e rivelando melodie segrete del poeta del pianoforte. È un cavallo di battaglia del virtuoso franco-cipriota, capace di sollevare un polverone tra il pubblico, diviso tra difensori della tradizione e sostenitori delle interpretazioni più innovative e già noto alla comunità del web.

DA COREA A WAGNER. Il musicista dimostra la sua smisurata personalità anche quando rievoca con grande ironia i momenti più solenni della sua autorevole carriera. Della sconfinata galleria di nomi celebri che ha conosciuto nel corso degli anni, Katsaris cita in particolare l’unico e inimitabile Chick Corea, suo caro amico: «Io e lui parlavamo sempre di pianoforte jazz. Una volta mi disse: “Debussy è il padre del jazz. Gli accordi finali del Preludio della suite Pour le piano sono i primi veri accordi jazz nella storia”». Con un sorriso commosso ricorda anche Wolfgang Wagner, nipote dell’immenso Richard e pronipote di Franz Liszt, incontrato a una serata speciale organizzata dalla televisione tedesca in occasione del 75° compleanno del grande violinista Yehudi Menuhin: «Ero vestito come Liszt per uno sketch di improvvisazione virtuosistica. Allora corsi a braccia aperte verso Wolfgang, che sedeva tra il pubblico, e gli urlai: “Wolfgang, nipote mio, sei qui!”. Quella volta improvvisai su temi di Wagner e… Bellini!».

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