SHANGHAI. La pandemia non ha fermato il festival internazionale del cinema di Shanghai 2021 e il suo amore per l’Italia. Nonostante le limitazioni dovute al Covid, l’organizzazione dell’evento è riuscita a mettere insieme un’intera settimana di attività e film da tutto il mondo, una scaletta offline e online di tutto rispetto e una partnership con Cinecittà. Sono stati 28 i film italiani in programma nelle sale cinematografiche cinesi, appartenenti alle sezioni del festival Tributo ad Ennio Morricone, Viva La Festival, Villaggio Global: Focus Italia in partnership con Cinecittà, SIFF Rapsody, Debutto mondiale, Documentari, Cortometraggi. Tra i film presenti anche qualche nome siciliano, “La leggenda del pianista sull’oceano” e “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore (presente questa settimana nei cinema cinesi anche al di fuori del festival con “Nuovo Cinema Paradiso”, proiettato per la prima volta sui grandi schermi del Paese), “Le sorelle Macaluso” della palermitana Emma Dante, “Notturno” prodotto da Donatella Palermo. “La leggenda del pianista sull’oceano” ha anche un primato, i biglietti sono andati tutti esauriti in 37 minuti. Successivamente, sono stati venduti pure tutti i biglietti di “Una pura formalità” e “Notturno”.

Uno solo, invece, il film italiano quest’anno presente in concorso, il documentario “Fort Apache” (tradotto in cinese letteralmente come Teatro della fortezza di Apache 阿帕奇要塞剧团), di Ilaria Galanti e Simone Spampinato, che non è riuscito a vincere il Golden Globet Award, battuto dal messicano “Sisyphus”. 

Il produttore Marco Müller

La presenza cinema italiano in Cina non si è limitata soltanto alle proiezioni. A portare alta la bandiera italiana (e un po’ anche quella siciliana dal momento che è per un quarto siciliano) è stato, in qualità di giurato, il critico e produttore cinematografico romano Marco Müller, ex direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia che con l’Asia ha un rapporto molto speciale da anni. Il produttore, infatti, è stato tra i primi italiani invitati a studiare in Cina dopo il ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi nei primi anni ’70. Da allora ha organizzato diversi eventi di cinema cinese in Italia, ha dato vita, insieme con il regista cinese Jia Zhangke (N.d.R. Leone d’oro a Venezia con Still Life nel 2006), al festival internazionale di Pingyao e ha ricoperto il ruolo di consulente capo del festival del film di Pechino. «Tengo tantissimo – ha detto il maestro – al fatto di essere un quarto siciliano anche perché per me è l’ennesima dimostrazione che la Sicilia è stata un grande laboratorio di culture e di etnie, essendo mio nonno e il resto della mia famiglia, tutti biondi con gli occhi azzurri. Il risultato di questa mescolanza meravigliosa è che avendo una figlia con moglie cinese credo di essere uno tra i pochi padri di un sangue misto cinese che ha una figlia bionda con gli occhi azzurri, ed è grazie alla Sicilia». 

Nessun lungometraggio italiano in concorso quest’anno, ma il botteghino è stato comunque un successo per la Sicilia grazie ai film di Giuseppe Tornatore. «La leggenda del pianista – ha continuato Müller – è stato un trionfo al botteghino che nessuno si aspettava, infatti Peppuccio (N.d.R. Tornatore) ha ricevuto tantissime proposte per venire a girare dei film in Cina, io stesso sono stato canale per fargli arrivare una proposta importante. Credo però che la cosa più significativa sia il fatto che questa settimana sia tornato nelle sale Nuovo Cinema Paradiso. Tutte le persone che incontro e che non conoscono il bene nostro cinema mi hanno detto che andando a vedere Nuovo Cinema Paradiso hanno pianto e si sono commossi».

Il cinema italiano abbandona in Cina la sua immagine di “pizza e mandolino” per ottenere un volto più profondo, anche grazie al festival di Shanghai, che negli anni è servito tante volte come piattaforma di lancio per i film italiani. Tra gli esempi di successo di pellicole nostrane Cina, il più eclatante resta “Perfetti sconosciuti” che, oltre ad essere incluso nel guinness dei primati come film con più rifacimenti nella storia del cinema, è anche il lungometraggio dell’Unione Europea con il maggior incasso al botteghino cinese negli ultimi 20 anni.

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