Dalla Baia di Mazzarò ai Mari del Sud: quando la cultura Tiki incontra l’eleganza di Taormina
Per tre serate la terrazza di Villa Sant’Andrea ha ospitato un pop-up firmato Rita’s Tiki Room, trasformando l’aperitivo in un percorso sensoriale tra miscelazione d’autore, scenografie evocative e sapori ispirati ai tropici. Un’iniziativa che ha intrecciato formazione, creatività e alta ospitalità, dando vita a un raffinato dialogo tra suggestioni internazionali e identità siciliana
Ci sono luoghi che sembrano naturalmente predisposti all’incontro tra culture lontane. Villa Sant’Andrea, affacciata sulla Baia di Mazzarò, è uno di questi. Qui, dove il blu del Mediterraneo incontra il verde della vegetazione siciliana, per tre sere è approdato un immaginario nato a migliaia di chilometri di distanza: quello della cultura Tiki, con il suo universo fatto di rum pregiati, spezie, legni scolpiti, profumi tropicali e racconti di viaggio. Dal 9 all’11 luglio il Bar Sant’Andrea di Villa Sant’Andrea, A Belmond Hotel, Taormina Mare, ha ospitato l’esclusivo pop-up del Rita’s Tiki Room, spin-off dello storico Rita & Cocktails di Milano, considerato uno dei punti di riferimento italiani della mixology contemporanea. Un appuntamento che ha trasformato l’ora dell’aperitivo in un’esperienza immersiva, capace di fondere estetica, cultura del bere e ospitalità in un racconto sensoriale che ha trovato nella Sicilia una cornice sorprendentemente naturale.

TRA RITO E CONVIVIALITÀ. La cultura Tiki nasce negli Stati Uniti negli anni Trenta come reinterpretazione occidentale dell’immaginario polinesiano, diventando nel tempo uno stile riconoscibile che intreccia design, musica, gastronomia e soprattutto cocktail a base di rum. Non si tratta soltanto di una tendenza estetica, ma di un vero linguaggio fatto di ritualità, convivialità e cura del dettaglio, elementi che ben si sposano con la filosofia dell’ospitalità mediterranea. È proprio questa affinità ad aver reso particolarmente riuscito l’incontro tra il Rita’s Tiki Room e Villa Sant’Andrea. Sulla terrazza affacciata sul mare, ogni elemento ha contribuito a costruire un’atmosfera sospesa tra Caraibi e Sicilia. Il bancone, realizzato dall’artigiano Paul Campese, si è trasformato, ad esempio, in una vera installazione scenografica: legno bruciato, intrecci naturali e una grande maschera Tiki evocavano le figure protettrici della tradizione polinesiana, mentre grandi foglie di monstera e composizioni floreali dai colori vivaci completavano uno scenario capace di trasportare gli ospiti in un piccolo paradiso tropicale. Anche la musica ha accompagnato questo viaggio immaginario. Le sonorità rockabilly si sono alternate ai ritmi cubani e brasiliani, creando un sottofondo che dialogava con il rumore delle onde e con la luce dorata del tramonto sulla baia. Un’atmosfera rilassata ma ricercata, dove ogni dettaglio sembrava studiato per coinvolgere tutti i sensi.
CREARE RICORDI. Dietro il bancone, il Bar Manager Fabio Rosella ha guidato l’esperienza insieme a Edoardo Nono e Chiara Buzzi, fondatori del Rita’s Tiki Room, proponendo una drink list che alternava grandi classici della tradizione Tiki a creazioni originali. Tra i cocktail più apprezzati il Banana Boulevardier, dove il carattere del rum incontra le note del bourbon, del liquore alla banana e dello sherry, il Golden Stag, ricco blend di tre rum differenti, e l’intramontabile Piña Colada, capace di evocare immediatamente paesaggi tropicali senza rinunciare all’eleganza della miscelazione contemporanea. Grande successo anche per il Velo, mentre chi preferiva alternative analcoliche ha potuto scegliere tra proposte come Jungle Nectar e Jupiter Noa, pensate con la stessa attenzione all’equilibrio aromatico. Ogni cocktail è arrivato al tavolo accompagnato da un piccolo effetto scenico. Un vulcano decorativo con ghiaccio secco sprigionava una morbida coltre di fumo, trasformando il servizio in un momento spettacolare senza risultare eccessivo. Un dettaglio che racconta bene lo spirito della cultura Tiki: sorprendere, divertire e creare un ricordo, ben oltre il semplice gesto del bere. L’esperienza non si è fermata però al bicchiere. Per ciascuna serata sono stati ideati due canapé inediti, uno ispirato ai sapori tropicali e uno dedicato alla tradizione gastronomica siciliana. Un dialogo gastronomico che ha sottolineato il senso più autentico dell’iniziativa: non una semplice contaminazione esotica, ma l’incontro tra due culture accomunate dalla centralità dell’accoglienza, della convivialità e del gusto.

ESPERIENZA E RACCONTO. Prima ancora dell’apertura al pubblico, il progetto ha avuto anche una dimensione formativa. Lo staff del Bar Sant’Andrea ha infatti partecipato a una masterclass dedicata alla cultura Tiki, guidata da Edoardo Nono. Un’occasione per approfondire la storia di questo movimento, comprenderne l’evoluzione nella mixology contemporanea e sperimentare direttamente tecniche e ingredienti che caratterizzano alcuni dei suoi cocktail più iconici. Un momento di confronto professionale che conferma come dietro ogni grande esperienza di ospitalità ci sia sempre un importante lavoro di ricerca e formazione. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Eminente, Ron de Cuba, ha dimostrato come la mixology possa diventare uno strumento di racconto del territorio e, allo stesso tempo, una finestra aperta verso culture lontane. In un luogo iconico come Villa Sant’Andrea, il linguaggio Tiki ha trovato un equilibrio naturale con l’eleganza discreta dell’hotel e con il fascino senza tempo della costa di Taormina.
Per qualche ora, tra il profumo del mare, il suono delle onde e i colori del tramonto, la Baia di Mazzarò si è trasformata in un approdo ideale tra Mediterraneo e Oceano Pacifico. Un viaggio senza bisogno di partire davvero, dove ogni cocktail raccontava una storia e ogni dettaglio contribuiva a costruire un’esperienza destinata a rimanere nella memoria degli ospiti.
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