Da un lato l’universalità del linguaggio musicale. Dall’altro, il codice ristretto e quasi inaccessibile di una comunità ai confini della Sicilia. Due estremi in mezzo ai quali trovano spazio sfumature musicali – dal rock all’elettronica, passando per la world music – provenienti da culture molto diverse tra loro. Saranno la voce di Eleonora Bordonaro e l’irriverente fanfara dei “Giudei” di San Fratello a dare il via, in forma di anteprima, alla 15a edizione del Marranzano World Fest organizzato dall’Associazione Musicale Etnea, con un concerto che si svolgerà domenica 23 giugno alle ore 20.30 presso il Palazzo della Cultura di Catania e che sarà anche l’occasione per presentare Roda (Finisterre / Just Entertainment), il nuovo disco della cantautrice di Paternò. 

Nato da quindici anni di ricerche condotte dall’artista, già finalista delle targhe Tenco nel 2020, Roda è il primo album cantato interamente in gallo-italico, conosciuto anche con il nome di Lombardo di Sicilia. A lungo rimasto nella sfera dell’oralità e solo di recente trascritta, la parlata del Borgo di San Fratello, località ai margini dei boschi dei Nebrodi, affonda le proprie radici nella commistione di vari frammenti di lingue provenienti dal Nord Italia, importate nell’isola a partire dall’XI secolo durante la dominazione normanna. «L’idea – racconta Eleonora Bordonaro – era quella di testimoniare gli sforzi di una lingua che combatte per rimanere in vita. Nel disco questo avviene attraverso l’integrazione del mondo sonoro tradizionale del luogo, cioè quello dei Giudei, con la creatività contemporanea». Ogni anno a San Fratello, per tre giorni durante la Settimana Santa, appaiono infatti gruppi di musicisti mascherati e vestiti in abiti rosso sgargiante decorati con lustrini e paillettes. Si tratta dei “Giudei”, appellativo che gli deriva dall’essere associati al ruolo dei cosiddetti uccisori di Cristo. Armati della loro inseparabile tromba ad un pistone di origine militare chiamata modello 1884, questi singolari personaggi tra marce, ballabili e lamenti da flagellanti rappresentano dei veri e propri disturbatori delle celebrazioni legate alla Passione. Ispiratori e protagonisti del disco, i Giudei saranno anche presenti sul palco insieme alla Bordonaro durante il concerto di giorno 23. Con loro anche Puccio Castrogiovanni (marranzano), Marco Corbino (chitarra), Michele Musarra (basso) e Salvo Farruggio (batteria).

Roda (in galloitalico “Lei”) balla al suono di marranzani, percussioni ed elettronica e vede la cantautrice in veste di una nuova Virgilio che accompagna gli ascoltatori alla scoperta di una realtà in cui esotismo e misticismo si mescolano senza soluzione di continuità. «I testi delle canzoni contenute nell’album prendono spunto da episodi vissuti durante gli anni della mia frequentazione della festa di Pasqua a San Fratello e sono stati ispirati da autori locali o semplici informatori».  Da brani come “Iermanimei” (in italiano “Animanimale”), scaturito dall’incontro con un cavallo bianco nei boschi intorno al paese, a “Giuriei”, nella quale la cantautrice ribalta la prospettiva sulla supposta irriverenza dei Giudei durante la Passione. A San Fratello, secondo una leggenda, la notizia della resurrezione di Cristo arrivò in anticipo: «E agliauri li sunäri dî giuriei / ni son fätti p’atrager Mart e Passian / ma ntô cuor e nta la mant dî Sanfrardei /son cuntuntozzi pi la Rrisurrizzian». (E quindi le sonate dei Giudei / non sono fatte per oltraggiare Morte e Passione / ma nel cuore e nella mente dei Sanfratellani sono gioie per la Resurrezione). 

Durante la serata verrà presentato il programma della 15ª edizione del Marranzano World Fest, previsto dal 6 al 14 luglio. La kermesse promossa dall’AME, quest’anno sarà dedicata ai flauti di canna in Sicilia e agli aerofoni pastorali e tradizionali dal Mediterraneo all’India e oltre. «Ospite d’eccezione di questa edizione – spiega l’ideatore e direttore artistico del Marranzano World Fest Luca Recupero – sarà il Maestro Hariprasad Chaurasia, vera leggenda vivente del bansuri, il flauto traverso di canna sacro alla cultura induista». Il concerto di domenica 23 sarà introdotto da una lettura di poesie provenienti dall’Africa e dal mondo arabo da parte di alcuni ragazzi migranti. «L’iniziativa – prosegue Recupero – vuole essere un contributo nell’ambito delle celebrazioni per “La giornata Mondiale del Rifugiato” e vede la collaborazione tra Associazione Musicale Etnea e il Consorzio catanese “Il Nodo”».

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