In chiaro: Catania ritrova il mare? Investimenti, darsena turistica e nodi ambientali del porto etneo
Un nuovo piano urbanistico-marittimo ridisegna funzioni e spazi dello scalo etneo fino al 2055, con interventi che puntano su crociere, nautica di alta gamma e collegamenti più fluidi con la città. Il programma prevede opere pubbliche e private per circa 940 milioni in trent’anni, una forte crescita dei passeggeri e la creazione di nuove aree fruibili sul fronte mare. La Valutazione Ambientale Strategica ha dato via libera con prescrizioni su Scogliera d’Armisi e foce dell’Acquicella, mentre comitati e associazioni contestano dimensioni, impatti e metodo. Restano da definire in dettaglio gli interventi di rinaturalizzazione e gli equilibri idromorfologici della costa sud. Tra sostenitori che vedono innovazione e competitività e critici che chiedono correzioni profonde, il nodo decisivo sarà l’attuazione concreta e la trasparenza del processo
In chiaro è la rubrica del Sicilian Post che affronta con metodo e rigore i principali temi che riguardano la Sicilia. Ogni appuntamento analizza un caso di interesse pubblico – economico, sociale o culturale – distinguendo con chiarezza i fatti, le opinioni e le fonti. Tutte le informazioni provengono da fonti verificate e documenti ufficiali, citati e linkati direttamente nel testo per garantire al lettore la massima trasparenza. La precedente puntata riguardava la scommessa (e le ombre) dei termovalorizzatori siciliani.
Cosa succede: è stato approvato il nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP) di Catania per una profonda trasformazione dello scalo nella direzione di un notevole ampliamento e specializzazione turistica.
Perché conta: se realizzato, modificherà radicalmente il rapporto tra Catania e il mare. Previsti investimenti per quasi un miliardo di euro in trent’anni e un significativo incremento del traffico merci e dei passeggeri.
Il dibattito: i sostenitori parlano di un Piano che trasformerà il porto in un polo innovativo, ecosostenibile e competitivo, un’occasione di sviluppo economico e di apertura del mare alla città. Comitati e associazioni denunciano la poca interlocuzione con le realtà cittadine, impatti su aree naturali sensibili, procedimenti illegittimi e un sostanziale sovradimensionamento.
Il nuovo PRP: iter, orizzonte e contenuti
Il PRP di Catania è stato approvato dall’Autorità di Sistema Portuale al termine di un percorso iniziato nel dicembre 2024 con l’invio del progetto al MIT. Sostituisce il piano del 1978 e indirizza lo scalo verso la specializzazione su passeggeri e crociere con orizzonte al 2055.
Il Piano quantifica investimenti per ~940 milioni (pubblici+privati): nuova darsena turistica a nord per mega-yacht fino a 120 m, potenziamento area passeggeri/crociere, collegamento stradale interrato a sud. Edificazione prevista: 1.470.500 mc. Target 2040: 585.000 crocieristi (+279% vs 2022). La VAS ha dato parere favorevole con condizioni su Scogliera d’Armisi e foce Acquicella.
Trasformazione, impatto economico, waterfront, capacità
- Trasformazione: il porto sarà un’infrastruttura con standard internazionali, innovativa, tecnologica, ecosostenibile e competitiva.
- Impatto economico: effetto cumulato stimato in €2,539 miliardi e 10.282 occupati.
- Waterfront: apertura alla città, riqualificazione paesaggistica e nuove aree fruibili per cittadini, turisti e crocieristi.
- Capacità e specializzazione: accosti per navi >340 m, nuova Stazione Marittima; Ro-Ro da 1.600 a 4.000 stalli semirimorchi.
Le osservazioni dei comitati
Le osservazioni dei comitati si concentrano su:
- Illegittimità: pianificazione oltre il perimetro di competenza dell’AdSP.
- Sovradimensionamento: “ode al cemento” non giustificata dai traffici.
- Impatti ambientali: rischi per Scogliera d’Armisi (maxi-yacht) e foce Acquicella.
- Funzionalità: preferibile l’alternativa Augusta per il Ro-Ro.
- Rischio: criticità idrogeologiche per il sottopasso vicino all’Acquicella.
- Inattualità: PRP basato su DPSS 2019/2022, precedente all’ingresso di Siracusa e Pozzallo (necessario aggiornamento, p. 52).
Cosa resta da chiarire
Restano da definire con precisione le modalità di conservazione e rinaturalizzazione della foce del torrente Acquicella. Il documento di Dichiarazione di Sintesi prevede opere di ingegneria naturalistica al posto del sistema di vasche di fitodepurazione inizialmente ipotizzato. Tuttavia, non sono ancora definiti nel dettaglio i metodi e i materiali da utilizzare né la gestione dei flussi d’acqua stagionali.
Rimane incerta anche la necessità di una scogliera di protezione sulla sponda destra del torrente. Il parere VIA-VAS del MASE ne ha sconsigliato la costruzione per l’alto valore ecologico dell’area, ma in caso di forti mareggiate o variazioni morfologiche potrebbe rendersi necessaria per la messa in sicurezza della foce. In assenza di questa barriera, saranno comunque indispensabili interventi periodici di pulizia e dragaggio del fondale, con possibili impatti ambientali da monitorare.
Per quanto riguarda la Scogliera d’Armisi, il Piano Regolatore Portuale dichiara di tutelarne “oltre il 90%” e di intervenire solo su tratti già antropizzati. Tuttavia, lo studio ambientale allegato alla Dichiarazione di Sintesi rinvia alle fasi progettuali esecutive l’analisi delle biocenosi marine e la valutazione della perdita degli habitat lavici che verranno coperti dalla nuova darsena turistica.
In pratica: il via libera è arrivato, ma le prescrizioni ambientali dovranno essere tradotte in progetti esecutivi verificabili e trasparenti, pena nuovi contenziosi tra enti e cittadini.
Le tappe principali
- Dicembre 2024: il progetto del Piano Regolatore del Porto viene presentato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
- 21 marzo 2025: il Consiglio Comunale esprime parere favorevole sul PRP. La maggioranza lamenta “intimidazioni e pressioni”; parte dell’opposizione vota a favore.
- 21 maggio 2025: la Commissione Tecnica VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente emette parere motivato sul PRP e sul Rapporto Ambientale, richiedendo integrazioni.
- 13 agosto 2025: la Soprintendenza declassa al livello 1 la fascia sud del porto, interessata dagli ampliamenti. A marzo aveva chiesto di non realizzare la nuova darsena commerciale.
- 29 ottobre 2025: l’Autorità di Sistema Portuale approva definitivamente il nuovo Piano Regolatore del Porto di Catania.
Un progetto, più punti di vista
«Sono molto soddisfatto che dopo quasi mezzo secolo dal vecchio PRP, siamo riusciti con un forte gioco di squadra a far approvare in tempi rapidissimi il nuovo Piano. Il porto di Catania sarà completamente trasformato e diventerà uno dei tanti fiori all’occhiello della città, un’infrastruttura dagli standard internazionali, innovativa, tecnologica, ecosostenibile, competitiva e aperta a cittadini, turisti e crocieristi.» — Francesco Di Sarcina, Presidente AdSP Mare di Sicilia Orientale
«Registriamo la mancata volontà di arrivare a un confronto reale con la cittadinanza e le associazioni. Data l’enormità del provvedimento approvato, con un PRP che appare comunque illegittimo nel pianificare aree esterne al perimetro di sua competenza e dato l’impatto gravissimo che rischia di avere su beni comuni e interessi pubblici generali, non ci resta che valutare di adire la magistratura in ogni sede per evitare che si consumi un ennesimo scempio di Catania, del suo mare e della sua storia.» — Comitato Scogliera d’Armisi
«Rappresenta un punto d’equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale e accoglie molte delle indicazioni del Consiglio comunale, tra queste riduzione della cubatura edilizia, tutela della scogliera d’Armisi e rinaturalizzazione del torrente Acquicella.» — Maurizio Caserta, capogruppo PD al Consiglio comunale
La questione vista dai giornali
Linea istituzionale — ANSA racconta l’approvazione come esito di un iter formale durato mesi (pareri recepiti e delibera finale del Comitato di gestione), mettendo l’accento su continuità amministrativa e completamento del percorso. Il frame è ordinatore: fatti, date, passaggi istituzionali.
Approccio civico-monitorante — La Sicilia evidenzia le condizioni del decreto VAS (tutela Scogliera d’Armisi e foce Acquicella), mentre MeridioNews affianca al via libera le contestazioni dei comitati, insistendo su atti, prescrizioni e conseguenze procedurali. L’attenzione è su come le regole orientano (o limitano) il progetto.
Conflitto e dibattito — LiveSicilia dà risalto al confronto politico e alle modifiche introdotte dalla VAS; Hashtag Sicilia amplifica la mobilitazione civica (“sdegno delle associazioni”), leggendo l’approvazione come fattore di polarizzazione. Qui contano voci, contrasti, reazioni.
Aperta critica — Argo Catania e SudPress adottano un frame valutativo/denuncistico: impatto ambientale, qualità della governance e richiesta di stop o revisione profonda. L’obiettivo è problematizzare la scelta più che registrare l’iter.
Chi fa cosa
Francesco Di Sarcina — Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale (AdSP) dal marzo 2022, nominato con decreto regionale. Ingegnere civile, ha lavorato in precedenza nei porti di Messina e Gioia Tauro, costruendo una reputazione da tecnico esperto in infrastrutture e pianificazione portuale. È considerato una figura “tecnico-istituzionale”, vicina alla governance regionale ma con un profilo più manageriale che politico. Guida il nuovo PRP puntando su modernizzazione, sostenibilità e integrazione urbana dello scalo.
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi — Movimento civico nato nel 2024 contro il progetto di darsena turistica sulla costa settentrionale. Ha promosso una raccolta firme che ha superato le 3.000 adesioni e riunisce associazioni ambientaliste (WWF, LIPU, Legambiente), professionisti e cittadini. Denuncia l’impatto ambientale del piano e la scarsa partecipazione pubblica. Alcuni esponenti locali del M5S e del PD hanno espresso solidarietà alle istanze del comitato, che rappresenta oggi la principale voce di opposizione civile al progetto portuale.
Comune di Catania — Ha espresso parere favorevole al PRP nel marzo 2025, chiedendo tuttavia riduzioni volumetriche e maggiori garanzie ambientali. Il capogruppo del Partito Democratico, Maurizio Caserta, ha parlato di “punto d’equilibrio tra sviluppo e tutela”, mentre parte della maggioranza di centrodestra (vicina a Fratelli d’Italia e Forza Italia) ha difeso l’impianto originario del piano. Il Comune rimane interlocutore politico centrale, mediatore tra interessi economici, ambientali e cittadini.
Regione Siciliana — Attraverso l’Assessorato alle Infrastrutture e ai Trasporti e il Presidente Renato Schifani (Forza Italia), partecipa alla governance dell’AdSP. L’amministrazione regionale sostiene la linea della “modernizzazione sostenibile”, ma insiste sulla compatibilità ambientale e sulla tutela delle aree protette. È l’ente che definisce la cornice normativa e garantisce il raccordo con la strategia portuale nazionale.
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) — Autorità competente per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Ha espresso parere favorevole “con condizioni”, imponendo prescrizioni su Scogliera d’Armisi e foce Acquicella. Il suo ruolo è tecnico ma decisivo: le valutazioni ministeriali incidono direttamente sull’attuazione delle opere.
Le carte per orientarsi
- Relazione Generale del PRP — AdSP Mare di Sicilia Orientale.
- Valutazione Ambientale Strategica — Commissione Tecnica VIA/VAS del MASE.
- Dichiarazione di Sintesi – VAS del PRP — AdSP.
- Relazione del Comitato Scogliera d’Armisi — le critiche al progetto.
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