In chiaro: la scommessa (e le ombre) dei termovalorizzatori siciliani
Un progetto che promette di cambiare il volto della gestione dei rifiuti in Sicilia: due grandi impianti a Palermo e Catania per chiudere, almeno nelle intenzioni, la stagione delle discariche e riportare l’isola dentro gli standard europei. Ma dietro la retorica dell’efficienza e della modernizzazione, restano domande cruciali: quanta parte dei rifiuti finirà davvero bruciata, quanto costerà l’operazione, e se questa svolta segnerà un passo avanti o un ritorno al passato. Tra dossier, ricorsi, opinioni contrastanti e richieste di chiarimento della Corte dei conti, la partita è appena iniziata — e dirà molto sul modo in cui la Sicilia immagina il proprio futuro ambientale ed economico
In chiaro è la rubrica del Sicilian Post che affronta con metodo e rigore i principali temi che riguardano la Sicilia. Ogni appuntamento analizza un caso di interesse pubblico – economico, sociale o culturale – distinguendo con chiarezza i fatti, le opinioni e le fonti. Tutte le informazioni provengono da fonti verificate e documenti ufficiali, citati e linkati direttamente nel testo per garantire al lettore la massima trasparenza. La precedente puntata riguardava la privatizzazione dell’Aerporto di Catania.
Che cosa succede: la Regione Siciliana ha avviato due impianti di incenerimento con recupero di energia (Palermo e Catania) per trattare ~600mila tonnellate/anno di rifiuti non riciclabili.
Perché conta: gli obiettivi sono la riduzione dei costi, meno discarica (sotto il 10%), cantieri entro fine 2026 e avvio nel 2029; investimento stimato ~800 milioni (ANSA).
Nodi aperti: la Corte dei conti chiede chiarimenti su tipologia, dimensionamento e finanziamento; associazioni e opposizioni contestano sostenibilità e coerenza con la gerarchia UE dei rifiuti.
Inceneritori o “termovalorizzatori”?
La normativa italiana ed europea usa il termine “inceneritore”, distinguendo tra impianti con o senza recupero di energia (Dlgs 133/2005). In Sicilia i due impianti previsti saranno inceneritori con recupero di energia (elettrica/termica). L’etichetta “termovalorizzatori” enfatizza la produzione di energia, ma la finalità principale resta lo smaltimento dei rifiuti residui. La gerarchia UE colloca il recupero energetico in basso, sopra la discarica e sotto prevenzione, riuso e riciclo.

Dal Piano alle gare: l’iter della decisione
- 21 novembre 2024 – La Giunta approva il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR): due impianti di “valorizzazione energetica” a Palermo (Bellolampo) e Catania (zona industriale/Pantano d’Arci).
- DL 181/2023 (convertito in legge 11/2024) – introduce misure urgenti per la “valorizzazione energetica” dei rifiuti in Sicilia.
- 22 febbraio 2024 – Con DPCM il presidente Renato Schifani è nominato Commissario straordinario per la rete impiantistica.
- 21 novembre 2024 – Con Ordinanza n. 3/2024 è adottato lo “stralcio rifiuti urbani” del Piano.
- 8 settembre 2025 – Invitalia aggiudica la progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE) al RTI guidato da Crew Srl (base: 22 mln).
- 22 settembre 2025 – firmato il contratto a Palazzo d’Orléans.
- 24 settembre 2025 – Invitalia conferma l’avvio della progettazione.
Costi, risparmi attesi e la “carbon tax” europea
Quanto costa: la Regione prevede ~800 milioni a valere su FSC 2021–2027.
Che risparmio promette: secondo le stime del Piano, a regime (dal 2029) la spesa di trattamento scenderebbe di circa il 40%: da 424–516 milioni nel 2024 a 268–350 milioni, grazie al minor uso di discariche e alla fine delle spedizioni fuori regione.
ETS in parole semplici: gli impianti potrebbero rientrare nell’EU Emissions Trading System, il mercato europeo della CO₂. In pratica funziona come una tassazione sulle emissioni: per ogni tonnellata di CO₂ emessa si paga un permesso. La Regione ipotizza un onere intorno a 100 €/t di rifiuti trattati (stima coerente con i prezzi recenti dei permessi e con i fattori emissivi del PRGR).
Produzione, discarica ed export
- Produzione: rifiuti urbani 2022 2.200.814 t; rifiuti speciali 2021 ~9,3 mln t (5,7% Italia).
- Raccolta differenziata 2023: 55,2% (Italia 66,6%). Palermo <20%, Catania ~40%.
- Discarica 2022: totale 1.069.787 t (TMB 713.481 t + altri impianti 356.306 t). Obiettivi: 410.000 t (2028) e 220.000 t (2035, ≤10%). Fonte: PRGR.
- Export 2022: differenziati fuori Regione 129.298 t; all’estero 2.680 t (0,3% di 907.669 t). Spedizioni fuori Regione: ~100 mln/anno.
Quanta parte dei rifiuti potrà essere bruciata (e con quali effetti)
I due impianti avranno una capacità complessiva fino a 600.000 tonnellate/anno di rifiuti “non altrimenti valorizzabili”, cioè scarti che non possono essere ragionevolmente riusati o riciclati. In parole semplici: una quota di indifferenziato residuo e una parte di frazioni secche non riciclabili verrebbe usata come combustibile in forni ad alta temperatura, recuperando energia elettrica e/o termica.
Dal processo restano ceneri e altri residui (stimabili nell’ordine di decine di migliaia di tonnellate/anno) da smaltire in discarica.
Corte dei conti, ricorsi e interrogazione UE
La Sezione di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei conti chiede chiarimenti su tipologia, dimensionamento e coperture dei costi, segnalando ritardi della filiera e ricorso eccessivo alla discarica.
Tra i chiarimenti richiesti rientra anche il possibile sovradimensionamento della capacità rispetto ai flussi attesi: se la capacità fosse troppo alta, una quota eccessiva di rifiuti rischierebbe di essere avviata a incenerimento invece di essere prevenuta, riusata o riciclata (in contrasto con la gerarchia UE). La Regione replica con un contro-dossier che richiama standard europei e regolarità dell’iter.
In sede giurisdizionale, i ricorsi al TAR contro Piano e progetti non sono stati accolti (GdS). A Bruxelles, quattro eurodeputati della Sinistra hanno interrogato la Commissione sul rispetto del principio “do no significant harm”.
La scommessa vista da istituzioni e società civile
«Addio alle discariche e stop alle spedizioni all’estero da oltre cento milioni l’anno.» — Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario
«Impianti di ultima generazione che allineano l’isola all’Europa e riducono gli impatti.» — Enrico Trantino, sindaco di Catania
«Tecnologia superata e dannosa: la via è riduzione e riciclo, non incenerimento.» — M5S Sicilia, gruppo parlamentare regionale
«Piano scellerato e strategia fallimentare: impianti che drenano risorse e allontanano l’economia circolare.» — Zero Waste Sicily, rete associativa
La questione vista dai giornali
Linea istituzionale — focus su investimento, modernizzazione e tempi dei cantieri. Esempi: Regione Siciliana, ANSA, La Sicilia.
Civico-monitorante — attenzione a atti amministrativi, trasparenza e ricorsi. Esempi: Giornale di Sicilia (iter e contenziosi), La Sicilia (interrogazione UE).
Conflitto e dibattito — rilievo a opposizioni, sondaggi e divisioni politiche. Esempi: LiveSicilia (consenso/sondaggio) e Il Sole 24 Ore (appalti e player industriali).
Chi progetterà gli impianti e con quali ruoli
La gara indetta da Invitalia per la progettazione dei due termovalorizzatori in Sicilia è stata aggiudicata l’8 settembre 2025 dal raggruppamento temporaneo di imprese composto da: Crew Srl (mandataria), Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl e Ibi Studio Srl (Invitalia).
Il contratto d’appalto è stato firmato il 22 settembre 2025 a Palazzo d’Orléans. Hanno firmato: il presidente della Regione Siciliana (in qualità di Commissario straordinario per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti), il dirigente ad interim dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti Salvo Cocina, e Franco Stivali, AD di Crew Srl (Giornale di Sicilia).
- Crew Srl (mandataria) — società italiana del gruppo Ferrovie dello Stato, specializzata in impianti industriali e infrastrutture. Coordina le fasi progettuali e i rapporti con gli enti.
- Systra Spa — ingegneria con esperienza in infrastrutture complesse e impianti; supporto tecnico e gestionale.
- Martino Associati Grosseto Srl — studio tecnico per progettazione strutturale e valutazioni tecniche.
- E.Co. Srl — servizi ambientali; progettazione soluzioni per trattamento rifiuti e valutazione impatti.
- Utres Ambiente Srl — gestione rifiuti e impianti di recupero energetico; supporto tecnico-operativo.
- Ibi Studio Srl — progettazione civile/ambientale; analisi e documentazione ambientale.
Documenti essenziali
Una scommessa tra modernizzazione e sostenibilità
La Sicilia prova a chiudere l’era delle discariche con due impianti a recupero energetico. La sfida non è solo industriale: pesano dimensionamento, regole e tempi, oltre alla coerenza con gli obiettivi europei. La qualità del metodo — gare trasparenti, monitoraggio, dati pubblici — dirà se la scommessa sarà crescita o un nuovo vincolo per il futuro.
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Flavio
6 mesi agoE’ possibile sapere quali sono e dove si trovano in Italia gli inceneritori funzionanti senza recupero di energia ?
Enrico Fisichella
5 mesi agoGentile lettore,
la sua domanda trova una parziale risposta el rapporto rifiuti urbani dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2024-dati-di-sintesi
Secondo l’ISPRA, gli impianti di incenerimento operativi sul territorio nazionale sono 36 e smaltiscono il 19% dei rifiuti prodotti in Italia.
Tutti gli impianti di incenerimento sono dotati di sistemi per il recupero di energia, quindi non sono attivi impianti di incenerimento senza recupero di energia
I 36 impianti sono distribuiti in modo non uniforme sul territorio, con una netta prevalenza al Nord che ha ben 25 impianti. (12 impianti si trovano solo in Lombardia e 7 impianti in Emilia-Romagna)
Nel Centro Italia ce ne sono 5.
Al Sud Italia 6 impianti. Quello di Acerra (NA) da solo tratta il 70,4% del totale dei rifiuti inceneriti nel Sud.
Il Nord Italia, dove si concentra la maggior parte degli impianti, ha trattato il 72,7% dei rifiuti urbani totali inceneriti a livello nazionale nel 2023, e ha anche incenerito diverse centinaia di tonnellate di rifiuti provenienti dal Centro e dal Sud(oltre 450 mila tonnellate).
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