La Sicilia con gli occhi (e la telecamera) di Louis: «I siciliani sono grandi sognatori»

Giunto nell’isola affascinato dai racconti della moglie siciliana, il regista inglese ha invertito il trend dei giovani che da questa terra partono soltanto. Nel giro di un paio d’anni, dopo essersi stabilito a Catania, la città etnea e la Trinacria, tra il rito della tavola calda e l’energia creativa dei loro abitanti, lo hanno conquistato, al punto che da spingerlo a tenere una sorta di diario sui social, subito divenuto virale. E che, prossimamente, diventerà un documentario

«Dimmi che pezzo di tavola calda mangi e ti dirò chi sei». Inizia così il video postato sui social da Louis Nabil Djalili, regista di professione, diventato virale in poche ore per aver toccato le corde di ciò di cui, a noi catanesi, piace parlare di più: il cibo. La teoria è semplice: possiamo scoprire molto della personalità di un catanese dal pezzo di tavola calda che sceglie dal bancone del suo bar preferito. L’arancino? Sei un siciliano orgoglioso. La cipollina? Sei una persona profonda, piena di strati. La cartocciata? Sei imprevedibile. E così via.

La cosa sorprendente, però, è che Louis è riuscito perfettamente a catturare l’essenza dei siciliani pur essendolo solo di adozione, e basta uno sguardo più attento al suo profilo per capire che c’è molto di più di un video virale sulla tavola calda. E in un’epoca storica in cui sempre più giovani lasciano la Sicilia perché qui non vedono un futuro, c’è anche chi inverte la tendenza e decide di trasferirsi da una delle più grandi città europee, come Londra: «La ragione principale per cui mi sono trasferito è mia moglie» racconta Louis. «Ci siamo conosciuti nel 2023, e quando abbiamo iniziato a frequentarci una delle prime cose che mi ha detto è stata che lei non se ne sarebbe mai andata dalla Sicilia. Io, che sono nato e cresciuto a Londra, ho pensato che questa ragazza mi piaceva così tanto da aprirmi alla possibilità di trasferirmi qui. Ho vissuto all’estero per due anni, nella Macedonia del Nord, e sapevo già cosa volesse dire vivere al di fuori di Londra, e specialmente nel sud Europa. Sapevo sarebbe stata una sfida, ma anche vivere a Londra per certi aspetti lo è. Ed è bello vivere in un posto diverso, ho la possibilità di sperimentare diverse opportunità che non avrei mai pensato di vivere se fossi rimasto nella mia città natale».

«Questa è una città piena di persone che hanno grandi sogni e cercano di fare tutto pur di realizzarli, anche se gli viene costantemente detto che qui è impossibile e non riusciranno mai nel loro intento»

Louis Djalili

UNA SICILIA IN MOVIMENTO. Scoprire la Sicilia per Louis è stata una sorpresa perché, nonostante i continui tentativi di chi ha scelto di restare in Sicilia di rovesciare la narrativa, molti ancora vedono la nostra regione solo come meta vacanziera o luogo di atrocità legate alla mafia: «Amo l’energia che si respira a Catania. Purtroppo la Sicilia viene fin troppo spesso ritratta come meta idilliaca per trascorrere le vacanze, o come luogo di mafia, ma è stato sorprendente scoprire che questa è una regione piena di giovani creativi che credono davvero nell’isola e decidono di restare qui per costruire qualcosa, ed è ammirevole, considerato soprattutto che fanno molti sacrifici per cercare di ottenere anche il più piccolo cambiamento. Questa è una città piena di persone che hanno grandi sogni e cercano di fare tutto pur di realizzarli, anche se gli viene costantemente detto che qui è impossibile e non riusciranno mai nel loro intento».

Anche Louis condivide l’obiettivo di stravolgere questa prospettiva che vede la Sicilia come luogo immobile, grazie al suo progetto di realizzare un film-documentario focalizzato proprio sulla vita in Sicilia e sull’abbattimento di stereotipi e luoghi comuni di chi abita l’isola: «L’idea di realizzare un film è nata quando vivevo ancora in Macedonia – dice Louis – perché ero solo e non conoscevo nessuno lì, allora mi sono messo a fare quello che sapevo meglio: prendere la videocamera, il microfono e parlare con gli sconosciuti. Il tema era quello di scoprire come le persone interagiscono tra di loro negli spazi pubblici, ed è stata la cosa più bella che ho fatto perché mi faceva sentire in connessione con persone reali, non solo attori che stavo filmando. E dopo circa un anno che mi sono stabilizzato qui in Sicilia sentivo che fosse arrivato il momento di dedicare di nuovo la mia attenzione a questo lavoro. E allora, perché non ripescare il tema dell’antologia e vedere cosa succede? Ne è nato un documentario che parla di qualcuno che cerca di comprendere la Sicilia dal punto di vista di un outsider, come me».

«Sto giungendo alla conclusione che non puoi davvero capire la Sicilia e i siciliani soltanto osservandoli. Devi vivere con loro spalla a spalla, devi comprenderne le vittorie e i momenti di crisi, e solo allora potrai dire di aver appreso qualcosa»

Louis Djalili

ESPERIENZA DAL VERO. Il documentario si è concluso ed è adesso in fase di montaggio, permettendo a Louis di tirare le somme sull’esperienza: «Sto giungendo alla conclusione che non puoi davvero capire la Sicilia e i siciliani soltanto osservandoli. Devi vivere con loro spalla a spalla, devi comprenderne le vittorie e i momenti di crisi, e solo allora potrai dire di aver appreso qualcosa. Ed è quello che vivo io quotidianamente da quando mi sono trasferito qui, cercando di non fermarmi alla superficie, ma di cercare davvero di capire le persone che vivono qui, una cosa che è molto importante anche per il mio lavoro, perché l’obiettivo del regista dev’essere sempre quello di attingere da esperienze dal vero».

L’obiettivo? Presentare il documentario ai prossimi festival cinematografici siciliani: «Vogliamo finire al più presto per presentarlo ai prossimi festival. Sarebbe meraviglioso se venisse selezionato nei più prestigiosi festival in Sicilia, potrebbe essere la perfetta conclusione al processo di creazione del documentario. Ma se ciò non dovesse succedere, avremo comunque l’opportunità di mostrarlo a quante più persone possibili. In ogni caso, è stato incredibile anche solo aver avuto la possibilità di imparare così tanto sulla Sicilia e sui siciliani: la creatività, l’intraprendenza e la gentilezza di persone che vogliono davvero aiutarti a fare qualcosa. E so che questo è solo l’inizio».

Hai apprezzato questo contenuto?

Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.

Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.

Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.

Abbonati

Abbonati al Sicilian Post

About Author /

Collaboratrice del Sicilian Post dal 2020. Si interessa di editoria, cultura e tematiche sociali. È laureata in Comunicazione presso l'Università di Catania.

Start typing and press Enter to search