La storia di Zucco Grande, da paradiso bucolico a rudere fantasma
Un tempo fiorente borgo agricolo di Filicudi, è oggi un villaggio abbandonato, testimone di un passato vivace e ricco di tradizioni. Situato nella parte nord-orientale dell’isola, il villaggio era famoso per la leggenda attorno alla bellezza delle sue abitanti e per le processioni musicali che gli uomini organizzavano per attrarle. Negli anni ’50, l’emigrazione in massa dei suoi abitanti verso l’Australia ne segnò il declino: oggi non restano che sparute tracce di un sogno malinconico avvolte nella natura
Filicudi, insieme ad Alicudi, detiene un primato speciale tra le Isole Eolie: quello di mantenere il suo status naturale, offrendo un ambiente selvaggio, incontaminato e intatto, totalmente lontano dal caos turistico e cittadino dell’alta stagione. L’isola è immersa in un’atmosfera squisitamente bucolica, semplice e genuina. Ma addentrarsi nella sua natura significa anche scoprire luoghi che il tempo e l’abbandono hanno trasformato in sogni malinconici, come l’antico borgo di Zucco Grande.
ARTE FIORENTE. Situato nella parte Nord orientale di Filicudi, oggi è un villaggio disabitato, ma un tempo risuonava di vita e di fascino. Questo antico centro agricolo, ora dimenticato, era popolato da ben 300 persone. Secondo gli anziani dell’isola, Zucco Grande era particolarmente rinomato per la bellezza delle sue abitanti: si diceva infatti che qui vivessero le donne più belle di tutta Filicudi. Questo florido passato non era solo legato alla vita contadina, ma anche a momenti di arte e musica. Per far colpo su queste famose fanciulle, gli uomini dell’isola organizzavano processioni musicali, ricordate ancora oggi. Si tramanda, tra l’altro, che la sua posizione panoramica offrisse irripetibili scorci d’alba e di tramonto.
ASCESA E DECLINO. Il destino di Zucco Grande, tuttavia, prese la sua direzione significativa negli anni ’50 del ‘900, quando i suoi abitanti emigrarono in massa, per lo più in direzione Australia. Chi desidera visitare questo luogo di memoria deve intraprendere un sentiero, una mulattiera di un’ora che parte dalla contrada di Valdichiesa. Dopo un lungo cammino, i visitatori si trovano di fronte a quello che è stato un villaggio abbandonato da molti anni. Oggi, il paesaggio è dominato dai ruderi delle case disabitate. Ma l’abbandono ha ceduto il passo alla natura, che ha reclamato il suo spazio. Il villaggio è ora sovrastato dalla vegetazione più folta e rigogliosa di tutta l’isola, in un tripudio di colori e brillantezze straordinarie. Le strade, un tempo percorse dai suoi 300 abitanti, sono state ricoperte di felci. Osservare ciò che resta proiettati ad Ovest sul mare aperto permette di immergersi in un’atmosfera antica ed estemporanea, capace di proiettare in qualcosa che somiglia ad un sogno malinconico.
TRACCE DI MEMORIA. Nonostante la malinconia dei ruderi, che la rendono un vero e proprio paese fantasma, l’esperienza di visitare Zucco Grande permette di respirare l’aria delle piccole contrade, dove la flora e la fauna sembrano aver preso il sopravvento sulla stessa popolazione. Questa è l’emozione autentica di far parte di quel magnifico “tutto,” di quell’oasi nel silenzio e nella tranquillità. Poco più avanti, attraverso un sentiero percorribile solo a piedi, si trova un altro gioiello naturale: la sorgente di Vallone Fontana. Anch’essa è un’oasi naturale unica, immersa nella macchia mediterranea più rigogliosa, e collocata all’interno di una grotta, offrendo un luogo ideale per rinfrescarsi e godersi lo spettacolo naturale dopo la lunga passeggiata. Filicudi è oggi una meta ambita per i naturalisti di tutto il mondo e, a conferma della sua importanza ecologica, è stata dichiarata riserva naturale protetta dal 1997. Visitare Zucco Grande significa fare un viaggio indietro nel tempo, confrontando la vivacità del suo passato, fatto di musica e bellezza, con l’odierno, suggestivo silenzio
(Foto in copertina: GerritR | C.C by SA 4.0)
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