Lago Maulazzo, un tesoro nascosto tra i boschi dei Nebrodi
A 1400 metri sul livello del mare il silenzio ha un suono diverso. È un silenzio che respira, che si muove tra le foglie alte dei faggi e si increspa sull’acqua immobile. Arrivare sulle sponde di questo suggestivo bacino artificiale significa attraversare una Sicilia che sorprende anche chi pensa di conoscerla bene: niente mare, niente fichi d’India, ma fitta vegetazione, aria frizzante e fauna allo strato brado
Il percorso sulla jeep rivela, a piccoli scorci, la magia di un luogo quasi sconosciuto. Fuori dal finestrino, querce e faggi si alternano in una fitta sequenza; l’aria è fresca, stuzzica le narici e profuma di foglie ed erbe selvatiche. Sembra quasi di stare sulle giostre mentre la strada sterrata si fa spazio tra i tronchi, rivelando inaspettate discese e salite, rocce e repentini cambi di rotta. Poi, all’improvviso, un’ultima curva apre la visuale su uno specchio d’acqua, incastonato tra gli alberi come una pietra preziosa: il Lago Maulazzo.

COSTRUZIONE ARTIFICIALE, BELLEZZA NATURALE. Siamo sulle pendici nord-orientali di Monte Soro, nel cuore dei Nebrodi. Il Lago Maulazzo sorge nella faggeta di Sollazzo Verde e si estende per circa cinque ettari – come una grande macchia azzurra perfettamente in armonia con i colori del bosco. Una bellezza apparentemente naturale, che nasconde un segreto: il bacino è stato realizzato artificialmente negli Anni Ottanta dall’Amministrazione forestale della Regione Siciliana, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle risorse idriche e proteggere il patrimonio forestale. Gli effetti di tale operazione non solo si sono rivelati positivi, ma hanno contribuito a valorizzare la zona dal punto di vista paesaggistico, creando un luogo che, pur essendo nel cuore della Sicilia, si allontana dalle sue caratteristiche tipicamente mediterranee.
NELL’ACQUA I COLORI DI CIELO E TERRA. In prossimità del Lago, i sensi scoprono nuovi orizzonti. L’odore è quello della terra bagnata, il silenzio è spezzato solo dal dolce sciabordìo dell’acqua e dai versi degli animali che popolano la zona: falchi, poiane e corvi imperiali sorvolano il cielo come se fosse un grande teatro naturale; cavalli, maialini neri e conigli trovano, invece, rifugio nel bosco – regalando ai pochi visitatori qualche incontro inaspettato. Basta passeggiare un po’ tra gli alberi, infatti, per sentire zoccoli e zampette che calpestano il tappeto di foglie che ricopre il terreno, o per scorgere mamma scrofa con i suoi piccoli. Qualche cavallo si lascia persino accarezzare, prima di tornare a passo veloce in mezzo alla natura incontaminata.

I colori, invece, cambiano insieme alle stagioni. L’acqua del Lago Maulazzo riflette le sfumature della terra e del cielo, fa da specchio alle chiome verdi degli alberi e ai loro rami spogli, accoglie la luce del sole durante i mesi estivi e il candore della neve in inverno, quando tutto diventa ancora più suggestivo e silenzioso. A 1400 metri di altezza, non c’è campo e forse è proprio questo a migliorare l’esperienza: disconnettersi dalle notifiche per riconnettersi col mondo e scoprire una Sicilia lontana dall’immaginario consueto. Un’isola che non è solo mare e spiagge da sogno, ma anche boschi e paesaggi di montagna che ricordano come il mondo, visto dall’alto, riservi sempre straordinarie sorprese.
(In copertina: Ph. andrea | Wiki Commons)
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