L’AME fa 50 e rilancia: impegno sociale e attenzione alle nuove generazioni per guardare al futuro

Volti conosciuti ed intriganti novità animeranno il cartellone della 50° stagione concertistica dell’Associazione Musicale Etnea, che forte di una storia di valorizzazione culturale della città e di impegno sociale per le aree a forte rischio esclusione – Librino in primis – rinnova il suo impegno a coinvolgere la cittadinanza nel suo complesso nella sua offerta artistica. Biagio Guerrera, presidente AME: «Bisogna uscire dal proprio fortino e raggiugere quelle aree troppo spesso dimenticate. Ne va del futuro di tutta Catania»

A qualcuno potrebbe sembrare miracoloso che un’associazione che si occupa da mezzo secolo di musica, soprattutto classica, che aveva la sua sede a Palazzo Biscari, che debuttò nella Sala Grande dell’Hotel Excelsior e fondata da un’aristocratica di una casata risalente all’VIII secolo, suoni ogni anno per i detenuti del carcere di Piazza Lanza, faccia progetti nel carcere minorile di Acireale, sia impegnata ogni giorno nei quartieri periferici della città di Catania, e intanto selezioni e inviti da decenni il meglio della musica mondiale, producendo musica e organizzando mostre.

Eppure è esattamente questo ciò di cui si occupa l’Associazione Musicale Etnea (AME), che si prepara a inaugurare la sua cinquantesima stagione concertistica, forte di una storia lunga 52 anni e di un profondo rinnovamento che ne ha ridefinito il ruolo e la proposta culturale nella città di Catania. Con più di 1500 spettacoli messi in scena, l’AME è infatti è un pilastro della cultura etnea, un’istituzione che ha saputo evolversi mantenendo salda la sua missione di promozione musicale e, più recentemente, di impegno sociale. La missione dell’associazione, come spiega il presidente Biagio Guerrera, è «contribuire alla crescita culturale della città». Della città intesa nel suo complesso: è necessario, infatti, secondo Guerrera, «uscire dal proprio fortino», raggiungere luoghi e quartieri che siamo soliti definire “a rischio esclusione sociale” ma che di fatto hanno varcato da tempo la soglia del “rischio” e sono entrati stabilmente nell’”esclusione sociale”. Insomma, il loro sforzo è ricucire un divario culturale e di cittadinanza, allargare continuamente il pubblico e l’accesso alla cultura. 

NEL TESSUTO DELLA CITTÀ. L’AME affonda le sue radici nell’ambiente delle “associazioni concertistiche”, sodalizi privati di figure della cultura, della borghesia e dell’aristocrazia, votati principalmente alla musica da camera e talvolta sinfonica. La prima presidentessa fu una signora Moncada della famiglia che abitava a Palazzo Biscari, per anni sede storica dell’associazione. Con il tempo, l’AME è cresciuta, e sotto la trentennale direzione artistica di Salvatore Failla, fu tra le esperienze culturali più importanti e all’avanguardia della città: in anni in cui l’offerta culturale della città era meno articolata di oggi, il musicologo catanese Failla invitata Stockhausen, il Quartetto Italiano e innumerevoli altri artist di primo piano (tra cui Morricone). L’apertura del Teatro Massimo Bellini e la conseguente articolazione della proposta musicale in città hanno portato a un cambiamento. L’attuale direzione, insediata circa vent’anni fa dopo la partenza di Failla, ha impresso una svolta. L’associazione ha iniziato a riscoprire luoghi storici come Palazzo Biscari e a esplorare nuovi spazi come Zō. La programmazione è diventata più eclettica, una caratteristica che, in realtà, era già nel DNA dell’AME fin dalle origini: il primo concerto fu infatti del pianista russo Sokolov, il secondo della Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Il presidente dell’AME Biagio Guerrera

È sul fronte sociale che l’associazione ha mostrato una notevole evoluzione. L’AME collabora da tempo con scuole in contesti periferici, in particolare a Librino, dove progetti iniziati sei anni fa hanno recentemente trovato una formalizzazione in un ambizioso “patto educativo di comunità” tra scuole, famiglie e associazioni. L’obiettivo: ridurre la dispersione scolastica e la povertà educativa, e ovviamente, fare rete. Un quartiere, Librino, su cui il presidente Guerrera è molto chiaro: «Librino è talmente vasto che può essere considerato una vera e propria città a sé stante. Se fosse autonoma, sarebbe una delle prime dieci città della Sicilia per dimensioni. Eppure ha un grande bisogno di infrastrutture. Non c’è un teatro, né un cinema. Bisogna avere più attenzione verso Librino: è il luogo con il più alto tasso di natalità in tutta la città, quindi è il futuro di Catania. Se Catania vuole pensare al proprio futuro non può ignorare il suo quartiere più popoloso». 

IL PROGRAMMA. Anche il cartellone di quest’anno conferma la vocazione eclettica degli ultimi vent’anni. Un possibile filo rosso? L’attenzione alle nuove generazioni, nel senso più largo possibile. Dopo l’anteprima di domenica 14 settembre, quando ad esibirsi al Parco Paternò del Toscano di Sant’Agata Li Battiati (CT) sarà il Quartetto Rilke su musiche di Mozart, Colasanti e Brahms, il concerto inaugurale si svolgerà al Teatro Massimo Bellini il 26 ottobre e vedrà protagonista il talentuoso violoncellista Andrei Ioniță, – classe 1996, che suona un violoncello creato nel 1671 – affiancato dall’Orchestra del Conservatorio diretta da Epifanio Comis, apprezzato pianista e insegnante presso il Conservatorio. Con l’istituzione catanese «è nata una collaborazione ormai consolidata da anni, che mira non solo a valorizzare giovani solisti di altissimo livello, spesso vincitori di concorsi internazionali, ma anche a promuovere la formazione e la carriera degli studenti catanesi, offrendo stimoli importanti ai giovani musicisti» spiega Guerrera. La stagione darà spazio anche a un giovanissimo pianista cinese, Tian Lan, vent’anni, in formazione a Catania con il maestro Comis, e coinvolgerà i giovani musicisti del Conservatorio in diverse produzioni. Un esempio è l’appuntamento – che ormai si ripete da anni – con Hugo Ticciati, docente presso Lilla Akademien, la principale scuola di musica della Scandinavia, che con i giovani Archi del Conservatorio «esplorerà repertori meno standard, legati alle nuove musiche, proponendo brani di nuovi compositori». 

Un duo speciale, composto da Danusha Waskiewicz e Naomi Berrill, «sta proprio tra musica classica e altro: le variazioni Goldberg di Bach insieme al seicento di Purcell e il novecento di Bartok». Bartok che sarà suonato anche dal duo Eberle-Vàrjon, insieme alla sonata per violino e pianoforte in La maggiore di Franck, considerata spesso un capolavoro della musica cameristica, che avrebbe anche ispirato Marcel Proust nella stesura del romanzo Alla ricerca del tempo perduto per via della ciclicità della composizione. Il programma si arricchisce con incursioni nel jazz, attraverso un progetto coordinato dal chitarrista Paolo Sorge che vedrà un ensemble di giovani e docenti del Conservatorio interagire con una parte visiva curata da Marco Schillaci che utilizzerà video dinamizzati dall’intelligenza artificiale. 

Non mancheranno poi riferimenti alle musiche di matrice popolare e a contaminazioni culturali: Olivia Sellerio riproporrà le canzoni scritte per la serie televisiva di Montalbano, e sarà anche aperta una finestra sul tango da un gruppo coordinato dal violoncellista e compositore argentino Jorge Bosso, che presenterà riletture di Astor Piazzolla. La stagione si concluderà con la produzione originale “Broken Songlines”, un connubio tra fotografia e musica che vede la collaborazione con la fotografa e reporter Monika Bulaj e una parte musicale originale coordinata da Luca Recupero.


IL PROGRAMMA COMPLETO

Settembre 2025

  • Domenica 14 settembre, ore 17:00 — Quartetto Rilke: Musica con Vista | Musiche di Mozart, Colasanti e Brahms — Parco Botanico Paternò del Toscano, Via Roma 59, Sant’Agata li Battiati (CT).

Ottobre 2025

  • Domenica 26 ottobre, ore 19:00 — Andrei Ioniță (violoncello, pianoforte) con l’Orchestra del Conservatorio “V. Bellini” di Catania, diretta da Epifanio Comis — Teatro Massimo Bellini, Piazza Vincenzo Bellini, Catania (CT).

Novembre 2025

  • Venerdì 14 novembre, ore 21:00 — Olivia Sellerio in Zara Zabbara, nel centenario della nascita di Andrea Camilleri — Teatro Sangiorgi, Via Antonino di Sangiuliano 233, Catania (CT).
  • Venerdì 28 novembre, ore 21:00 — Tian Lan (pianoforte), Antonio Fiorenza (tromba), Orchestra da Camera del Conservatorio “V. Bellini”, diretta da Maximiliam Gililov — Teatro Sangiorgi, Catania (CT).

Dicembre 2025

  • Venerdì 5 dicembre, ore 21:00 — Dragonfly: Danusha Waskiewicz (viola, voce) & Naomi Berrill (violoncello, voce) — Santuario San Michele Arcangelo ai Minoriti, Via Etnea 85, Catania (CT).

Gennaio 2026

  • Giovedì 29 gennaio, ore 21:00 — RingLike di Paolo Sorge e Marco Schillaci con il Bellini Jazz Ensemble — Casa della Musica (Ex Empire), Via Zolfatai 12, Catania (CT).

Febbraio 2026

  • Sabato 28 febbraio, ore 21:00 — Hugo Ticciati (violino e direzione) con gli Archi del Conservatorio V. Bellini di Catania — Santuario San Michele Arcangelo ai Minoriti, Via Etnea 85, Catania (CT).

Marzo 2026

  • Sabato 28 marzo, ore 21:00 — Veronika Eberle (violino), Dénes Várjon (pianoforte) — Programma: Bartók, Beethoven, Franck — Teatro Sangiorgi, Catania (CT).

Aprile 2026

  • Venerdì 24 aprile, ore 21:00 — Ensemble Bosso-Concept, Le Stagioni dell’Angelo — Teatro Sangiorgi, Catania (CT).

Maggio 2026

  • Mercoledì 6 maggio, ore 19:00 — Monk in Pieces di Billy Shebar con Meredith Monk, Björk e David Byrne — Scenario Pubblico, Via Teatro Massimo 16, Catania (CT).
  • Giovedì 7 maggio, ore 19:00 — Broken Songlines di Monika Bulaj con Luca Recupero — Teatro Sangiorgi, Catania (CT).

(Immagine in copertina realizzata con OpenAI)

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Studente di lettere classiche all'università di Catania e allievo della Scuola Superiore di Catania. Collabora con la rubrica culturale della Treccani "Il Chiasmo" e gestisce il giornale universitario "InChiostro".

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