Sicilian Playlist #246: Luisa Briguglio rilegge un classico di Orazio
La selezione di questa settimana si apre con “Il cacciatore”, brano dell’artista messinese finalista al Premio Parodi 2025 che anticipa l’album “Truvatura” e che prende le mosse dall’Ode 23 del poeta latino. Proseguiamo con Ture Most e la sua “L’ultima estate”, un brano che ci invita vivere intensamente ogni emozione per non rischiare di restare invischiati nel rimpianto, e con Paolo Miano, che nella sua “L’equazione di Dirac” intona un inno alla cooperazione come antidoto all’egoismo e alla competizione che sta flagellando la nostra società. In chiusura, una carrellata di iconici tormentoni estivi cantati da illustri siciliani: da Umberto Balsamo a Levante, passando per Giuni Russo
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Il cacciatore”, Luisa Briguglio
Singolo che annuncia “Truvatura”, primo lavoro solista dell’artista messinese fra i finalisti del Premio Andrea Parodi 2025. È un brano ispirato all’Ode 23 di Orazio – “Tu mi sfuggi, Cloe, come cerbiatta” – ma dal punto di vista di Cloe.
“L’ultima estate”, Ture Most
Salvo Mostaccio, in arte Ture Most, prosegue con la sua politica dei singoli: «“L’ultima estate” è un pezzo che invita a riflettere sulla caducità delle cose», spiega. «Ci ricordiamo il primo bacio, la prima granita, il primo tuffo a pesce, ma non sapremo mai quale sarà l’ultima volta che baceremo qualcuno, l’ultimo tuffo dal molo ecc. Il ritornello è una consolazione, il pianto se lo porta via il mare. È un invito a ritrovarsi prima o poi tutti in una spiaggia ipotetica».
“L’equazione di Dirac”, Paolo Miano
Da “Revoluzione” (Dcave Records), secondo disco da solista del cantautore catanese Paolo Miano, è tratto il nuovo singolo “L’equazione di Dirac” «che descrive come due particelle che interagiscono tra di loro, continuano a farlo anche se vengono portate a distanza infinita, a dimostrazione di come tutte le cose dell’universo siano correlate tra loro e di quanto le separazioni siano illusorie. La canzone, quindi, è un invito a fare prevalere la cooperazione alla competizione, evitando spinte egoistiche distruttive per tutti».
“Lo stretto necessario”, Levante (con Carmen Consoli)
Con il suo inconfondibile approccio che mescola sapientemente impegno e leggerezza, nel 2019 Levante (con lo zampino della Cantantessa) regala al pubblico un motivo orecchiabile che racconta tutta la magia e tutta la malinconia dell’estate, tra riti consolidati e consumati e ricordi sbiaditi da scacciare.
“Un’estate al mare”, Giuni Russo
Intramontabile. Tanto il brano quanto la voce di una delle artiste più poliedriche della musica italiana. Con uno dei suoi motivi più iconici ripercorriamo un’estate che fu, quella del 1981, e il testo di una canzone ben più profonda di quanto appaia in superficie, dove tra le righe emerge il bisogno di colmare il senso di solitudine.
“Balla”, Umberto Balsamo
Ammettiamolo: chi di noi, almeno una volta, non ha intonato quel motivetto che dal 1979 fa sciogliere le trecce ai cavalli? Una sorta di formula magica che consentì all’artista catanese di conquistare le serate da ballo estive in riva alla spiaggia e alla sua canzone di affermarsi come uno dei tormentoni più riconosciuti di sempre.
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