Sicilian Playlist #247: la nostalgia dolceamara di Lorenzo Vizzini

In Sicilia l’estate non è solo stagione: è rito e malinconia, tra feste di paese e desideri di fuga, tra un mare che consola e strade che bruciano sotto il sole. È un tempo sospeso, fatto di promesse e disillusioni, di ricordi che punzecchiano e consolano. Sei brani, sei voci – da Vizzini a Battiato – raccontano un’isola fragile e potente, intima e universale, che vive di musica come di respiro

Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Austu”, Lorenzo Vizzini

San Giovanni, la Playa, le prime sigarette fumate per sembrare grandi: Austu è il racconto vivido di un Sud che punge e consola. Interamente in dialetto, il brano di Lorenzo Vizzini è una ballata che parla di radici e partenze, di malinconie che restano addosso anche quando ci si allontana. Agosto diventa promessa beffarda, festa che lascia un vuoto sottile, ricordo di un’identità che non smette di bruciare. Una memoria non patinata, ma viva e ruvida, che trova nel mare l’unico punto fermo: perché “non si addormenta mai”.

“Back Together Again”, Sarah Jane Morris & Mario Biondi

Un duetto che unisce mondi e timbri: il soul vellutato di Sarah Jane Morris e la voce profonda di Mario Biondi si incontrano in Back Together Again. Il risultato è un abbraccio sonoro che sa di club internazionali e di eleganza mediterranea, un ponte che collega Londra a Catania. Un brano che celebra la rinascita e ricorda come la musica, passando dall’isola, riesca sempre a farsi linguaggio universale.

“Promesse e veleno”, Sasà V

Notti urbane, amori fragili, addii silenziosi. In Promesse e veleno, Sasà V cattura la solitudine contemporanea con una scrittura diretta e malinconica. «Ci aggrappiamo a qualcuno non per quello che è, ma per quello che rappresenta in quel momento», spiega l’artista nisseno, che ha fatto della sincerità il centro della sua poetica. Un brano che – al netto di una melodia e un arrangiamento estivi – restituisce la fragilità delle illusioni moderne, necessarie per sopravvivere ma destinate a spegnersi presto.

“Malamuri”, Olivia Sellerio

Per il centenario di Andrea Camilleri, Olivia Sellerio torna con Malamuri e il progetto Zara Zabara, Canzoni per Montalbano, riportando in vita il mondo di Vigàta attraverso la musica. I “cattivi venti” evocati dal brano diventano metafora di tempeste interiori e sociali, ma anche omaggio al “scrusciu d’u mari” tanto caro allo scrittore. La voce intensa e viscerale di Sellerio intreccia tradizione siciliana e sonorità mediterranee, restituendo ancora una volta un racconto che, pur radicato nell’isola, si apre all’universalità del sentimento.

“Sere d’Agosto”, Giuni Russo

Voce cristallina, atmosfere sospese, notti stellate: Sere d’Agosto è la poesia musicale di Giuni Russo. Tra profumi di gelsomino e terrazze sul mare, l’artista palermitana trasforma l’estate in sogno rarefatto, un canto che unisce nostalgia e leggerezza. La sua musica restituisce la Sicilia non come cartolina, ma come esperienza sensoriale ed emotiva, fragile eppure eterna.

“Summer on a Solitary Beach”, Franco Battiato

Un classico intramontabile, sospeso tra visione e sogno. In Summer on a Solitary Beach, Franco Battiato disegna un’estate metafisica, fatta di oceani immaginari e atmosfere decadenti. Non è una semplice canzone, ma un paesaggio interiore: la solitudine si fa forza creativa, spazio di contemplazione. Qui la Sicilia non è geografia, ma mito e archetipo, un’isola interiore che parla al mondo intero.

Ascolta la playlist su Spotify

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