Sicilian Playlist #251: Levante e il profondo valore del silenzio

Il nuovo singolo della cantautrice di Caltagirone, “Niente da dire”, è una riflessione su quanto i gesti possano comunicare ben più delle parole e su quanto, a volte, sia necessario prendere le distanze dai rumori di fondo. La selezione prosegue con “Maronna”, brano in cui Idda lascia incontrare soul, gospel e antichi canti religiosi siciliani, con “Un bersaglio al centro”, poetica reinterpretazione del duetto di Aida Satta Flores con Augusto Daolio dei Nomadi, e con “Ma’”, dolce lettera d’amore che Lorenzo Vizzini dedica alla madre. A seguire “Da Dio”, brano in cui Nico Arezzo affronta il tema dei legami che si trasformano, “Altrove”, l’introspettiva canzone di Mirko Bianca sulla transizione dalla giovinezza alla vita adulta, e “Fallita”, il desiderio di rinascita di essere. Chiudiamo con “Sutta stu cielu”, e lo sguardo degli Original Sicilian Style sui problemi della nostra società, e con “Connessioni sospese”, brano con cui Joline Terranova si interroga su quanto il digitale abbia influito sulle relazioni interpersonali

Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Niente da dire”, Levante

Il nuovo singolo di Levante è una riflessione sul silenzio come scelta consapevole, sul valore dei gesti rispetto alle parole. Non avere nulla da dire, non significa non prendere una posizione, ma piuttosto avere già espresso tutto attraverso le azioni, i dettagli, le presenze silenziose che parlano più di mille frasi. Un istintivo e genuino distaccarsi dal rumore di fondo, scegliendo invece un dinamismo concreto e in movimento. Con un testo poetico e diretto, Levante mette a nudo una vulnerabilità che diventa forza, in un equilibrio tra malinconia e lucidità.

“Maronna”, Idda

Idda è il nome d’arte di Valeria Romeo, cantautrice e produttrice di Catania che non nasconde il suo amore per la cultura siciliana e per il gospel. «All’età di 11 anni le mie ispirazioni erano Aretha Franklin e Mahalia Jackson ed ogni volta che ascoltavo canti spirituals sentivo lo spirito di Dio avvolgersi attorno a me nota dopo nota«, racconta. «Dissi alla mia coach: “Io voglio fare Gospel”. Lei mi guardò e da lì in poi la mia vita cambiò».

Quell’amore si è ampliato ai ritmi urban e hip e hop e “Maronna” è un mix tra gli antichi canti religiosi in Sicilia e la musica soul, gospel, hip hop e r&b. «Generi apparentemente differenti ma che mi appartengono», sottolinea l’autrice. «Questo brano rappresenta anche l’ultimo estratto che anticipa l’arrivo del mio primo album in arrivo ad ottobre».

“Un bersaglio al centro”, Aida Satta Flores

Versione inedita del brano – che la vide duettare con lo storico cantante dei Nomadi Augusto Daolio –, riedizione realizzata in collaborazione con il Conservatorio A. Scarlatti di Palermo e la partecipazione straordinaria del cantautore Cisco Bellotti. Il brano anticipa “Volver”, doppio album in uscita in vinile e digitale l’8 ottobre 2025 per Azzurra Music, un progetto discografico di inediti e brani della sua carriera rivisitati, frutto di due anni di collaborazione tra Aida Satta Flores e i giovani musicisti di uno dei più storici conservatori italiani.
La canzone nasce voce e chitarra come regalo sotto l’albero di Natale che Aida scrisse per il suo fidanzato. Si tratta di un’intensa ballata d’amore, pubblicata per la prima volta nel 1992 nell’album d’esordio “Il profumo dei limoni”, prodotto dai Nomadi. Inizialmente Aida non voleva includerla nel disco, ma fu il cantante dei Nomadi Augusto Daolio a convincerla del contrario e a cantare con lei, rendendolo il suo unico duetto nonché la sua ultima apparizione discografica e video.
Il brano rivive in una veste rinnovata, mantenendo intatta la sua profonda essenza originaria, ma arricchendosi di una voce intensa, nuovi strumenti coinvolgenti e una consapevolezza artistica più matura. L’emozionante introduzione con la voce inconfondibile di Augusto Daolio apre il brano, che vede la partecipazione di Cisco in una toccante e rispettosa reinterpretazione della parte originariamente cantata da Augusto.

“Ma’”, Lorenzo Vizzini

A neanche un mese da “Austu”, Lorenzo Vizzini torna con “Ma’” feat. Francesco Le Metre. Il brano segna un ulteriore passo nel percorso che lo sta vedendo avvicinarsi alle proprie radici, tra Sicilia e malinconia del tempo che passa. “Ma’” è una lettera colma d’affetto che il cantautore ragusano dedica alla madre, intrecciando nei versi le somiglianze che li rendono parte l’uno dell’altra. Lo sguardo personale di Vizzini si colloca all’esterno: osserva sua mamma e si rivolge a lei con tenerezza e maturità emotiva. “Ca sugnu uguali a tia, e tu sì uguali a mia” canta il ritornello, ma le strofe raccontano la distanza che con il tempo si è imposta nel loro legame, “oggi anche in un abbraccio sento la piccola frattura del tempo che è passato fra di noi”. 
Un brano intimo e nudo, in cui l’atmosfera personale viene ammorbidita dalla voce calda e dal pianoforte di Francesco Le Metre, che ha mantenuto l’essenzialità e la delicatezza grazie alle texture e ai suoni d’ambiente percepibili in lontananza, come a raccontare che dietro un rapporto fra genitore e figlio spesso si nasconde una complessità mai detta. 
Scritto interamente in siciliano, “Ma’” prosegue il cammino già inaugurato da “Austu”, una ballata che scava nei ricordi. Non una memoria nostalgica e patinata, ma viva, ruvida, fatta di odori, voci, rituali, che prende forma attraverso la lingua e la scrittura, strumenti che Vizzini maneggia con la precisione e la sensibilità di chi ha fatto dell’autorialità il proprio mestiere.

“DA DIO”, Nico Arezzo

“Da Dio” non è un addio definitivo, ma una consapevolezza: il legame cambia, si trasforma, e spesso diventa irriconoscibile. È una carezza che si nasconde dietro un gioco di parole, per non affrontarne fino in fondo le conseguenze. Il cantautore ragusano lo racconta così: «Non è addio, ma ci somiglia. Si nasconde dietro un gioco di parole solo per non affrontarne le conseguenze. Vuole essere carezza, sempre. È anche la speranza che “da dio” sia come starai tu, domani».
La produzione, registrata negli studi Fonoprint di Bologna, mette in risalto un linguaggio intimo e personale. Dopo la seconda strofa il brano si apre a nuove dinamiche sonore, mantenendo però l’intimità di un addio che nessuno ha il coraggio di pronunciare.

“Altrove”, Mirko Bianca

Attore e musicista, il cantautore siracusano Mirko Bianca, classe 1994, musicalmente unisce sonorità pop e urban. Questo singolo «è nato dal sentirsi sommersi e schiacciati dalle difficoltà della vita adulta e dalla voglia di scappare “altrove” dai propri problemi per ricominciare da zero», racconta. «Ma è veramente possibile farlo senza portarsi dietro i mostri interiori? Ecco qui il dubbio ed il ripetersi nel ritornello di “E se” … “E se”, sottolineando il fatto che è tutto un’incognita, un salto nel vuoto che forse si è obbligati a compiere se si vuole ritrovare se stessi. È un brano introspettivo ma energico, che parla metaforicamente di quella fase di transizione e smarrimento in cui molti si ritrovano: il passaggio dalla leggerezza della giovinezza alle responsabilità del mondo adulto».

“Fallita”, essere

Nuovo singolo di essere, progetto musicale nato a Palermo, dall’urgenza di trasformare fragilità ed esperienze personali in racconto universale. Il brano è un grido sincero di una generazione fragile, tra disillusione, rapporti familiari complessi e desiderio di rinascita. Musicalmente, il singolo intreccia cantautorato contemporaneo e sonorità alternative, mantenendo la voce come elemento centrale: confessione intima, urlo graffiante e carezza al tempo stesso.

«Un racconto diretto e senza filtri, in cui la vulnerabilità si trasforma in forza: fallita affronta il disagio di una generazione cresciuta  tra contraddizioni, aspettative mancate e città ferite, ma ancora capace di resistere e sperare», racconta l’autore. «Con immagini crude e un linguaggio viscerale, il brano mette in luce la ricerca di sé, i rapporti complessi con i genitori, il peso delle aspettative sociali e il difficile equilibrio tra errori, dipendenze e desiderio di rinascita. La figura della bambina fallita diventa emblema di chi si sente giudicato e incompreso, ma non smette di cercare amore e accoglienza».

“Sutta stu celu”, Original Sicilian Style

«“Sutta stu celu” esce dopo quattro anni di silenzio apparente, segnato dalla pandemia, dall’isolamento forzato e dalla lenta ripartenza: un periodo di profonda introspezione che ha portato a una nuova sonorità, più intima», spiega Enrico Pellegrino, autore dei testi. «Il Covid ci ha un po’ rallentato, ma non fermato. Abbiamo scritto, suonato, composto ed è uscito fuori questo prodotto di cui siamo molto soddisfatti. Secondo me, uno tra i più belli che ho fatto».

Occhi puntati sulla società, ma da una nuova angolazione. C’è tutto in Sutta stu celu: i problemi sociali, le emarginazioni e la fatica quotidiana del lavoro, restano al centro dei testi degli Original Sicilian Style, ma l’approccio è più calmo, ragionato, maturo. Tanto da meritarsi un’edizione limitata in vinile, con copertina d’autore.

Gli Original Sicilian Style sono: Enrico Pellegrino (voce), Lorca Assassina (Dj), Lachea (voce), Maestro Garofalo (tastiere), Elio Virtù (batteria), Pier Luca Russo (chitarra), Zù Fly (basso), Ernesto Randone (Tastiere).

“Connessioni Sospese”, Joline Terranova 

Brano dal sound pop moderno che racconta un amore giovanile costruito su un rapporto poco fisico e ampiamente virtuale, vissuto dietro lo schermo di un computer. Tratto da una storia vera, la canzone mette in evidenza quanto la digitalizzazione stia compromettendo anche le relazioni fisiche tra le persone.

«Un brano tratto da una storia vera dal quale ho preso spunto e nel quale ho voluto sottolineare che siamo vivi e connessi con il mondo ma contemporaneamente abbiamo perso parte del contatto umano», spiega Maria Grazia Terranova in arte Joline, cantautrice e interprete di Palermo.. «Ci ritroviamo insomma intrappolati come una farfalla in una rete che è il web. Ovviamente nel videoclip ho voluto creare una differenza di suoni tra la musica di un disco in vinile suonata da un grammofono anni 50 e la musica pop di oggi».

Il videoclip di “Connessioni sospese”, girato a Castellana Sicula, mette in scena il senso di smarrimento e ricerca che accompagna ogni distacco emotivo. Tra paesaggi naturali sospesi nel silenzio e atmosfere intime, la protagonista si muove come in una dimensione interiore, alla ricerca di un equilibrio fragile. Le riprese e il montaggio sono di Francesco Muratore e Joline Terranova, e la regia di Joline Terranova, Nico Bellone, Francesco Muratore e Ninni Arcuri.

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