Sicilian Playlist #252: Carmen Consoli rievoca la nostalgia di Ibn Hamdis

Tratto dal nuovo album “Amari luci” e con la partecipazione di Mahmood, la cantantessa trae spunto dai versi del poeta arabo-siculo per rievocare l’anima di secolare crocevia culturale della Sicilia e per gettare uno sguardo su un presente fatto di migrazioni e drammatici conflitti. La selezione della settimana prosegue con “Sa Mastra”, brano in cui Francesca Incudine ripercorre la storia di resistenza al fascismo da parte dell’insegnante sarda Mariangela Maccioni, e con “Occhi”, intreccio tra folk e world music firmato Alessandra Ponente. A seguire “La percezione di noi”, tenero omaggio rivolto alla nonna da Amanda Vitale, “Tutto molto bello”, brano dall’ironia a tratti surreale con cui i Pagoda Universe si sono fatti notare a XFactor, e “Capitolo per te” di Roberta Scandurra, anche lei impegnata sul palco del talent-show. Chiudiamo rimanendo in tema XFactor con Orazio Damiata e la sua coraggiosa reinterpretazione del classico di Mina “E se domani”

Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“La Terra di Hamdis” Carmen Consoli feat. Mahmood

Si chiama “Amuri luci” il nuovo album di Carmen Consoli, primo capitolo di un progetto in tre tempi che promette di spostare più in là i confini della canzone d’autore italiana. Con “Amuri luci” Consoli torna alle radici siciliane. Non folklore, ma linguaggi: il siciliano accanto a greco antico, arabo e latino, a creare un ponte sonoro tra Mediterraneo e modernità. È un gesto politico e poetico insieme: rimettere al centro una geografia culturale plurale, senza chiudersi nella nostalgia. Nina da Messina, Teocrito, Buttitta, Graziosa Casella, Ibn Hamdis, sono le guide di un viaggio nel tempo; Jovanotti, Mahmood ed il tenore Leonardo Sgroi i compagni d’avventura. «Non si trattava di archiviare, ma di far parlare le radici con il nostro tempo», dice la cantantessa.

Il pezzo “La Terra di Hamdis” trae spunto dai versi di Ibn Hamdis, poeta siculo-arabo dell’XI secolo costretto a lasciare l’isola dopo la conquista normanna e a peregrinare per il Mediterraneo arabo. I suoi versi e le sue vicende si intrecciano con un presente drammatico di guerre, migrazioni forzate e sopraffazioni. La voce calda di Mahmood invoca il vento perché possa sciogliere il pianto e spegnere questo inferno.

“Sa Mastra” Francesca Incudine

Francesca Incudine ritorna con un progetto discografico a sette anni dalla vittoria della Targa Tenco. “Sa Mastra” anticipa l’album “Radica”, che vedrà la luce il prossimo 17 ottobre. Il brano narra la storia Mariangela Maccioni, maestra resistente sarda che sfidò il fascismo a viso aperto rifiutandosi di tesserne le lodi durante le sue lezioni, ma le parole della canzone riportano a temi più che mai attuali: la libertà, la cultura come sopravvivenza, le idee che fanno rumore, il coraggio di sognare.

«Non temo chi può uccidere il mio corpo, nello spirito è l’offesa», disse la Maccioni quando nel 1937, il giorno del suo compleanno, i gendarmi dell’Ovra piombarono nella sua casa per poi portarla in prigione. A lei è dedicato un murales in piazza Italia a Nuoro – da cui è tratta la copertina del singolo – commissionato dall’ANPI e opera di Francesco Del Casino. “Sa Mastra” è un altro ritratto di donna che si inserisce nella galleria musicale di Francesca Incudine, accanto a quello scritto per l’attivista pakistana per i diritti delle donne Sabeen Mahmud, uccisa a Karachi con quattro colpi di pistola il 24 aprile del 2015 (dal titolo “Zinda”, uscito come singolo e poi inserito in “Radica”) e a “No name”, per non dimenticare la tragedia della Triangle di New York, la fabbrica delle “camicette bianche”, dove nel 1911 persero la vita 146 persone, molte delle quali giovani donne italiane provenienti soprattutto dalla Sicilia. 

“Occhi” Alessandra Ponente

“Occhi” è un dialogo fatto di sguardi, dove il linguaggio verbale si annulla per lasciare spazio all’essenziale. Il nuovo brano di Alessandra Ponente, cantautrice e attrice palermitana dalla voce viscerale che racconta il suo mondo musicale attraverso il folk e la world music di matrice siciliana, è una dichiarazione d’amore e di verità in cui gli “occhi nall’occhi” diventano un varco intimo, fragile e potente, attraverso cui due anime si leggono senza parlare, senza nascondersi. 

La struttura musicale è circolare, come un ultimo ballo che si consuma nel silenzio. I versi si rincorrono, come pensieri che si affacciano e sfuggono: «Non c’è urlo, non c’è pianto  ma un’intensità crescente che trova il suo culmine nella frase e nel refrain musicale “E poi ballamu stu ultimo tango / stritti stritti stanotte è nostra”, che trasforma una separazione imminente in un atto sacro, carnale e spirituale insieme», spiega la cantautrice siciliana. «Musicalmente, il pezzo è essenziale e sospeso, con arrangiamenti che lasciano spazio alla voce per respirare e rivelare le sfumature emotive del testo. Il brano è tratto dal primo album ufficiale “RIAVULI”, che vedrà la luce nei prossimi mesi. Un viaggio emotivo e musicale lungo tre anni, tra radici siciliane, poesia e resistenza, che sarà composto da tredici brani che raccontano un percorso di consapevolezza, dolore, liberazione e verità. Le canzoni sono scritte in un palermitano contemporaneo, che conserva tratti arcaici e poetici, in equilibrio tra tradizione orale e innovazione linguistica.

“La percezione di noi” Amanda Vitale

Nuovo singolo della cantante e cantautrice originaria di Maletto. Il brano vuole celebrare il legame unico con sua nonna, un omaggio prezioso mentre è ancora presente rilasciato in occasione della Festa dei Nonni. Ogni parola riflette ricordi, risate e momenti di conforto, trasformando l’esperienza personale in un messaggio universale di amore e gratitudine. La produzione di Andy dei Bluvertigo e Artu10000000 arricchisce il brano con sonorità delicate, amplificando l’intensità emotiva e invitando a celebrare l’amore che ci circonda.

La cantautrice siciliana torna con un nuovo singolo dopo l’ottimo riscontro online e in radio di “Poteva essere”, il primo brano lanciato con Joseba Publishing e la direzione artistica di Gianni Testa. 

“Tutto molto bello” Pagoda Universe

I Pagoda Universe hanno superato la fase delle Audition di “X Factor” e approdano ai Bootcamp, conquistando il favore della giuria con una performance che ha emozionato, divertito e convinto grazie all’ironia, a volte surreale, della band siciliana. Durante la puntata dedicata alle audizioni, il gruppo ha presentato il brano inedito dal titolo “Tutto molto bello” che ha colpito particolarmente Jake la Furia, uno dei giudici del programma.

Grazie a tre “sì” dalla giuria, i Pagoda Universe, formati da Davide Picciché (voce), Gioacchino Fulco (batteria), Gabriele Fontana (contrabbasso elettrico) e Gianvito Di Matteo (tastiere), si sono aggiudicati il pass per la fase successiva del talent show (guarda video), i Bootcamp, che rappresentano una tappa cruciale del percorso per accedere ai Last Call. «A chi ci segue vogliamo dire che il calore che ci sta arrivando in questi giorni è per noi davvero importante. Vogliamo ringraziare le persone che ci manifestano il loro affetto: grazie, siamo lì grazie a voi», racconta la band.

“Capitolo per te” Roberta Scandurra

Tra le “promosse” della terza puntata di audition c’è Rob, all’anagrafe di Catania Roberta Scandurra, classe 2005. Sul palco delle audition Rob si presenta con un look esuberante, dichiarando: «A me piace farmi notare e mi piace essere esuberante nel look. Ascolto pop rock e pop punk, e voglio fare musica nella vita, perché per me è davanti a tutto». Con la sua energia pop punk e un’interpretazione personale di Call Me dei Blondie, arricchita da frasi in italiano, ha convinto tutti e ottenuto quattro sì. Noi la ascoltiamo nel suo singolo del 2024.

“E se domani” Orazio Damata

Ovazioni per il venticinquenne cantante, originario di Favara che ha avuto l’audacia di sfidare Mina sulle note di “E se domani”: bravo, bella voce, ma canta come gli artisti di una volta.

Ascolta la playlist su Spotify

Hai apprezzato questo contenuto?

Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.

Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.

Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.

Abbonati

Abbonati al Sicilian Post

About Author /

Start typing and press Enter to search