Sicilian Playlist #253: Lorenzo Vizzini e la difficile arte della trasformazione
La selezione di questa settimana si apre con il racconto rock, intimo e amaro del cantautore ragusano, che affronta il tema del cambiamento e del sentirsi estranei a sé stessi. I consigli d’ascolto proseguono con “Stone”, singolo che è valso ad Adriana Spuria la semifinale all’UK Songwriting Contest, e con “Lassimi accussì”, la serenata con cui Beatrice Campisi invita a lasciarsi alle spalle il peso della quotidianità. A seguire “20 MQ”, una retrospettiva alternative rap su giorni dell’infanzia e dell’adolescenza firmata da Rojo, e “Asanta”, in cui Fabrizio Cammarata lascia incontrare inglese e siciliano, sacro e profano. Chiudiamo con “Mamma non chianciri”, tenera e graffiante lettera d’amore che Saitta dedica a tutte le mamme
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Carusi”, Lorenzo Vizzini
Un brano che sorprende e mostra l’artista alle prese con un sound diverso dalle sue ultime release. Una produzione rock fa da cornice a un racconto intimo e amaro: quello di chi torna a casa e, guardandosi allo specchio, fatica a riconoscersi. Se da ragazzo la provincia era l’antagonista, un luogo che imprigionava sogni e possibilità, oggi l’antagonista diventa più interiore: lo smarrimento davanti a un’identità che cambia, il sentirsi alieno anche nei luoghi più familiari.
Ragusa, con i suoi centri commerciali, le strade vuote e i muri imbrattati, resta sullo sfondo come simbolo di una provincia che non offre spazi di crescita, ma questa volta è lo sguardo del protagonista a rivelare la distanza più profonda: quella con sé stesso. Amici che prendono altre strade, amori che si dissolvono, fratelli simbolici con cui condividere disillusioni: tutto si riflette nel ritratto di un’esistenza in trasformazione, dove la vera lotta è contro il senso di estraneità che abita dentro.
I riferimenti culturali, da Nietzsche a Kierkegaard, da Dio al punk, testimoniano il bisogno di dare un senso all’esistenza, tra spiritualità e disincanto, in un brano intenso, che racconta la fragilità e la forza di una generazione che viaggia contromano. Il nuovo singolo di Lorenzo Vizzini è così un viaggio rock ed esistenziale sul tema del cambiamento e dell’alienazione, un brano che racconta il conflitto più difficile: riconoscersi in ciò che si diventa.
“Stone”, Adriana Spuria
È la canzone con cui la cantautrice siracusana è passata alle fasi semifinali dell’UK Songwriting Contest uscita a fine giugno nelle due categorie, Singer Songwriter e Music Video con il punteggio massimo di 5 stelle. «Per me è un onore essere entrata nella rosa dei semifinalisti in un contest che ha un’elevata reputazione nell’industria musicale ed è considerato una delle competizioni di scrittura di canzoni più prestigiose del Regno Unito e del mondo», commenta Adriana Spuria.
L’ UK Songwriting Contest è stato lanciato a Londra nel 2002 in collaborazione con The BRIT Trust, The BRIT School, The BRIT Studio, Music Aid International e The Guild of International Songwriters and Composers. Il concorso è molto apprezzato sia dai principianti che dagli autori di canzoni esperti di tutto il mondo, e gode di una reputazione altamente rispettata nell’industria musicale. I giudici del UKSC includono vincitori di Dischi d’Oro e di Platino, produttori e artisti vincitori di Grammy, Emmy e BRIT Award, oltre a importanti membri del settore. L’UK Songwriting Contest è stato creato insieme a The BRIT Trust per promuovere l’arte del songwriting e per incoraggiare e scoprire nuovi autori.
“Lassimi Accussì”, Beatrice Campisi
Esce il video del brano contenuto in “L’ultima lucciola”, il nuovo progetto letterario e discografico della cantautrice siciliana Beatrice Campisi, uscito per Mezzanotte e Edizioni Underground? (distribuzione fisica IRD e digitale Believe Digital). Giovedì 30 ottobre, alla Libreria Les Mots di Milano (ore 19.00, via Pepe, angolo via Carmagnola), si terrà la prima presentazione ufficiale del libro che compone il progetto di Beatrice Campisi. Una serenata “per lasciarsi”, per dimenticare il peso della quotidianità, mentre il giorno avanza e il tempo “si mangia la vita, piena di nodi”. Un brano (scritto dalla stessa artista e prodotto da Alosi) intimo, acustico, nel quale la melodia della voce e il calore della lingua siciliana si intrecciano all’arpeggio di chitarra classica e ai colori del pianoforte. Il video, in piano sequenza, di Lù Magarò e Gabriele Zanoncelli, ribalta la prospettiva e la gravità, lasciandoci sognare un amore sospeso fra leggerezza e precipizi.
“L’ultima lucciola”, il cui titolo nasce dalla lettura di un articolo di Pier Paolo Pasolini, noto come “L’articolo delle lucciole”, uscito sul Corriere della Sera nel 1975, a pochi mesi dal brutale assassinio dello scrittore, è una raccolta di testi, in versi, accompagnati da illustrazioni di Elisabetta Campisi e arricchiti dalla registrazione di un album omonimo, ispirato alle poesie stesse.
“20 MQ”, Rojo
Infanzia, adolescenza, il rapporto con i genitori. Con questo brano ROJO, cantante palermitano, racconta dalla prospettiva di chi si permette di ripercorrere con sguardi e accenti più maturi queste fasi della vita. Questo brano, primo singolo estratto dal nuovo EP “Elettroamore” disponibile dalle prossime settimane è, forse, il capitolo più intimo e sincero del progetto. Immerso nelle sonorità alternative rap, in questo brano emerge una relazione complessa, fatta di lontananze e improvvisi avvicinamenti, di solitudine e voglia di scappar via. Ma con nuove consapevolezze e proprio grazie alla musica, ROJO può guardare alla sua storia con maggiore fiducia e persino con una certa nostalgia.
Il videoclip, che esce in contemporanea, raccoglie il mood e le sensazioni del brano, lavorando per sottrazione in modo che emerga una giornata come tante del ROJO adolescente in una delle fughe segrete dagli adulti. Il disagio, la ribellione, i desideri, le scelte generazionali, sono sullo sfondo e un tocco leggero e poetico le mostra in altra luce. I tre protagonisti vagano nel caos urbano, cercano un loro posto nel mondo e, provvisoriamente, lo trovano in una silenziosa ferrovia abbandonata, triste ma potentemente evocativa, rifugio dalle pressioni quotidiane.
È un viaggio metaforico e concreto, dalla confusione a un luogo naturale antropizzato ma isolato. Due ragazzi e una ragazza inconsciamente esplorano un senso di libertà e spensieratezza. Il video, dalle caratteristiche spiccatamente cinematografiche, esalta gli aspetti meno immediatamente visibili di 20MQ, facendoli risaltare in uno stile visivo realistico, e “risuonando” la sottile malinconia di ROJO per un’età che non tornerà più.
“Asanta”, Fabrizio Cammarata
“Cosa significa essere un’isola?” È da questa domanda che prende forma “Insularities”, il nuovo album di Fabrizio Cammarata, cantautore di origini palermitane che è andato ovunque. Ma, al di là del brano iniziale “Asanta”, che lo riporta nei rituali sacro-profani delle feste religiose per Santa Rosalia in una mescolanza di siciliano e inglese, per il resto dell’album si disperde in un universo vocale e strumentale vasto che lambisce influenze americane e inglesi. Un pop agrodolce, fatto di un vibrato distorto e malinconico, spesso scontato e deja vu. L’album, comunque, si fa piacevolmente ascoltare.
“Mamma non chianciri”, Saitta
Il cantautore catanese Saitta, al secolo Christian Grasso, torna a emozionare con il suo nuovo singolo “Mamma non chianciri”. Un brano profondo e toccante, nato dal cuore e destinato a toccare le corde dell’anima, che si presenta come una dolcissima lettera d’amore alle mamme, a tutte quelle figure che sanno essere rifugio, carezza e radice. Saitta non si limita a cantare: racconta, con una voce che accarezza e graffia, la storia di chi parte ma non dimentica. “Che già fa male andare via da qui, da questa disgraziata terra mia”, canta l’artista, evocando lacerazioni interiori, partenze forzate, nostalgie collettive. “Mamma non chianciri” è un abbraccio che manca, una telefonata che non basta. Un invito a non piangere, anche quando il cuore è stretto da una malinconia che sa di casa lontana.
Ascolta la playlist su Spotify
Hai apprezzato questo contenuto?
Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.
Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.
Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.




