Sicilian Playlist #255: la carica ribelle di Marco Castello
Apriamo la selezione di questa settimana con “Editto da sottoscoglio”, che segna l’esordio del nuovo disco del cantautore siracusano all’insegna di un inno intenso e rabbioso contro le ingiustizie di questo mondo. Proseguiamo con “Cara allegria”, la dichiarazione d’amore ad un sentimento che dimentichiamo con troppa facilità firmata da Giulia Mei con MILLE, con “Giochi di lusso”, intimo e potente brano di Alosi, e con “Piccolo demonio”, esilarante e surreale ricetta per affrontare i mali di questa vita composta da Davide Di Rosolini. Spazio anche a “Non mi dire mai la verità”, dolce e malinconica ballad di Giuseppe Anastasi sulla difficoltà di non perdere mai il coraggio di illudersi, e a “Cit.”, acuta riflessione griffata De.Stradis su un tempo, quello dell’IA generativa, in cui la creatività individuale può ancora ritagliarsi il suo spazio. Chiudiamo con “L’anguria”, brano registrato da Il Mago del gelato nel suggestivo scenario modicano di Cava Cugno
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Editto dal Sottoscoglio” Marco Castello
È il primo singolo che anticipa il prossimo disco del cantautore siracusano. La canzone è il frutto di un lungo periodo di rabbia nei confronti del mondo vissuto dall’artista, che trova nella musica il modo più semplice e diretto di esprimere questo sentimento. In questo pezzo Marco canta, suona la batteria e ovviamente la chitarra, e racconta i meandri sotterranei di un’isola fittizia, dove un gruppo di dissidenti locali sancisce la fine dell’occupazione militare americana dando inizio a una rivolta che vedrà ricoperta di escrementi la base militare di Sigonella (luogo storico della provincia siracusana, protagonista di una crisi diplomatica fra Italia e Stati Uniti che rischiò di sfociare in uno scontro armato).
“Cara allegria”, Giulia Mei feat. MILLE
Scritto da Giulia Mei e Mille insieme a Ramiro Levy e Alessandro di Sciullo – che l’hanno anche prodotto – il brano unisce in maniera ipnotica gli elementi più classici del piano ai synth dal sapore anni ‘80 in una dichiarazione d’amore a un’emozione che andrebbe ricercata e custodita e che spesso paradossalmente ci troviamo a respingere.
«Certe volte penso che siamo programmati per accogliere le emozioni negative, mentre facciamo più fatica ad accogliere quelle positive», racconta la cantautrice palermitana. «Tuteliamo il dolore ma l’allegria, quando viene a trovarci, a volte non sappiamo nemmeno riconoscerla. Ecco io penso che l’allegria andrebbe coccolata e protetta e siccome nella vita non so farlo, le ho scritto una canzone d’amore, sperando che le piaccia e che mi perdoni per tutte le volte che l’ho ghostata».
Sulla collaborazione con Mille, aggiunge: «È arrivata naturalmente, con l’arrivo della canzone stessa. La sua voce e la sua personalità erano il tassello mancante per sigillare questa canzone complessa e multiforme, crepuscolare e allo stesso tempo leggera come una piuma, ruvida eppure impalpabile. Inoltre mi lega con Elisa un rapporto di amicizia, senza cui questa collaborazione non avrebbe avuto senso di esistere, e sono molto felice che lei si sia innamorata come me di questa canzone, mettendoci la penna, la voce e ogni parte di sé».
“Giochi di lusso” Alosi
«Una dichiarazione di presenza, un invito a riscoprire la ricchezza dell’attimo», con queste parole Alosi presenta il suo nuovo singolo che intreccia chitarre dal gusto vintage e atmosfere contemporanee, creando un equilibrio tra introspezione e intensità sonora. Il testo del brano è firmato da Alosi, la musica è scritta in collaborazione con Luca Di Blasi (in arte JDIBLA), già chitarrista del primo album solista “1985” e oggi autore e produttore multiplatino per artisti come Bresh e Tedua. «È un brano brutale per la sua sincerità e senza filtri», racconta Alosi. «Una canzone che fa un giro in un posto buio dell’anima e ne viene fuori. Il lusso, uno dei miti dell’occidente, in realtà è spesso solo nella consapevolezza di essere ancora qui adesso con le persone che contano veramente».
La produzione si distingue per un suono elegante e stratificato, dove ogni dettaglio strumentale contribuisce a dare forma alla visione poetica dell’artista. Al brano hanno collaborato: Alosi (voce), Luca Di Blasi (chitarra 12 corde), Rosario Lo Monaco (chitarra elettrica slide), Filippo La Marca (synth).
“Piccolo demonio” Davide Di Rosolini
Divertente, folle, surreale, dal clima demodé. Come si può realizzare un piccolo gioiello con semplicità e pochi soldi. Nato a Modica nel 1982, Davide Di Rosolini è un incrocio tra un giullare e un trovatore, capace di passare dalla comicità trascinante e un po’ sguaiata alla riflessione poetica e struggente con cui affrontare empaticamente i guai di questo mondo.
“Non mi dire mai la verità “ Giuseppe Anastasi
C’è una dolcezza ruvida nel nuovo singolo di Giuseppe Anastasi. Un brano quello del palermitano che vuole raccontare di chi sa che l’onestà, a volte, fa più male che bene. E il cantautore ha scelto di raccontarlo attraverso una ballata sospesa tra disincanto e speranza, quasi come se fosse un invito a lasciarsi illudere pur di non perdere la tenerezza. Con un suono essenziale, costruito su pianoforte e pochi tocchi di chitarra, Anastasi mette al centro la voce. Ogni frase sembra misurata ed ogni pausa scelta con cura così da arrivare dritta al cuore di chi lo ascolta.
La traccia è l’anticipazione del nuovo album di inediti in uscita a novembre che non fa altro che confermare la cifra stilistica di Anastasi, autore capace di unire melodia e introspezione con una naturalezza rara. Dopo aver scritto alcune delle pagine più emozionanti del pop italiano, da “Sincerità” a “Controvento” – canzoni affidate ad Arisa – torna a parlare in prima persona.
“Cit.”, DE.STRADIS feat. NICO AREZZO
Cantautore di origine pugliese, De.Stradis ha perfezionato la sua formazione al Conservatorio di Bologna, per poi maturare un’importante esperienza live in Italia e in Europa. Tra gli otto vincitori di Musicultura 2024 con il brano “Quadri d’autore”, da oltre dieci anni collabora con il polistrumentista, autore e produttore Filippo Bubbico, che ha contribuito a definire il suo sound: un’elegante fusione di tradizione italiana e influenze internazionali, che spazia dall’R&B al soul, dal jazz al pop, accompagnata da testi universali e diretti. Il brano nasce dal dialogo con il ragusano Nico Arezzo – voce e complicità ideale – e dalla produzione di Filippo Bubbico, che ne amplifica il lato funk, soul e hip hop, creando un pezzo leggero, sarcastico, pieno di groove.
Con “Cit.” De.Stradis torna con un singolo che è allo stesso tempo gioco e provocazione, un flusso ironico che intreccia citazioni musicali e frammenti di immaginario collettivo, rielaborandoli fino a creare qualcosa di nuovo e personale. L’idea alla base è quella di esplorare il confine tra furto e rielaborazione creativa, proprio come nell’arte visiva del Novecento, dove “rubare” significava reinventare. In questo senso Cit. diventa anche un esercizio di stile contemporaneo: in un’epoca in cui l’AI rimescola e ripropone, De.Stradis mostra come l’umorismo, la prospettiva e l’umanità restino insostituibili.
“L’anguria”, Il Mago del Gelato
Gruppo nato nel 2021 nella periferia di Milano, precisamente in Via Padova, all’interno dello Studio La Sabbia, di fronte al bar da cui prendono il nome, è sceso in Sicilia per registrare tre brani di pura energia risuonano tra le pareti di Cava Cugno, un canyon modellato lungo milioni di anni dall’acqua e dal vento, che parte dalla campagna modicana e arriva al Mediterraneo. Il terzo episodio del format vede protagonista la band milanese dal sound inconfondibile, con due brani originali e una rivisitazione di uno standard intramontabile, “A Night in Tunisia”.
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