Sicilian Playlist #257: Renato D’Amico tenta la scalata a Sanremo Giovani
La selezione della settimana si apre con “Bacio piccolino”, brano ironico e delicato sulle difficoltà di un amore giovanile con il quale il cantautore ericino è rimasto l’unico siciliano ancora in lizza per raggiungere il Teatro Ariston. Proseguiamo con “All’acqua ghiacciata”, inno di Marco Castello a delle città che tornino ad essere a misura d’uomo, e con “Tenue”, brano dei marsalesi Codaluna che affronta il tema dell’incomunicabilità dei sentimenti. Spazio anche a “Il meglio”, ballata intima e potente di Sabù Alaimo, e a “Bluette”, la riflessione di Valentina Indelicato sull’importanza di accettare sé stessi per poter ricominciare. Chiudiamo con “Sentimentale”, malinconica messa in scena di un addio firmato dall’incontro tra Aiello e Levante, e con “Satan”, cupa e distopica rappresentazione del nostro tempo dei Dark Shaman
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Bacio piccolino” Renato D’Amico
È l’unico siciliano rimasto in lizza a Sanremo Giovani per ottenere uno dei due pass che aprono le porte del teatro Ariston. L’ericino presenta un brano vivace e dall’anima retrò, capace di fondere leggerezza e profondità e che racconta le turbolenze di un amore giovanile. «Lei, ispirata dalla filosofia di Gurdjieff, diventa inaspettatamente punto di riferimento per la crescita interiore del ragazzo e gli trasmette una lezione fondamentale: la stabilità tra uno scoglio e l’infinito, ovvero vivere con i piedi ben piantati nella realtà, ma con la testa libera di sognare e di esplorare nuove possibilità», spiega. «Bacio piccolino è nata in Sicilia due anni fa come la scintilla iniziale che ha ridefinito il mio progetto. È stata creata in un periodo in cui cercavo la mia identità personale e musicale. Il brano parla di un amore vissuto più nei sogni che nella realtà, ma grazie al quale mi sono reso conto che quella persona, nel bene e nel male, mi aveva aiutato a trovare il mio equilibrio».
“All’acqua ghiacciata” Marco Castello
Marco Castello fa pulizia nella sua città, Siracusa, spegnendo le «porcherie pubblicitarie / che ci hanno tolto buio ed eleganza. Coi baracchini delle gite accenderemo un gran falò / Di l’Ape Calessini una mattanza / E ci riapproprieremo degli spazi / E rifaremo bella la città / E impareremo ancora a fare cose con le mani / Finalmente, finalmente meno artisti e più artigiani». Raccogliendo un tema lanciato da Sicilian Post, il cantautore porta in musica l’esigenza di difendere l’identità delle città minacciate dal turismo di massa e dalla gentrificazione. E lo fa con leggerezza e ironia.
“Tenue” Codaluna
È il nuovo singolo dei Codaluna, progetto musicale nato nel 2020 a Marsala, fondato da Francesco Paolo Mirabile (basso e synth) e Antony Mannone (voce e chitarra). È accompagnato dal videoclip ufficiale – in uscita il 14 novembre – girato a Gibellina, città che nel 2026 sarà la prima Capitale dell’Arte Contemporanea. Il brano del duo formato da Francesco Paolo Mirabile (basso e synth) e Antony Mannone (voce e chitarra), intreccia musica e visione in un’esperienza sensoriale sospesa tra reale e virtuale, dove la fragilità umana diventa materia sonora e poetica, trasformando l’ascolto in un viaggio intimo e simbolico.
Il protagonista di “Tenue”, sospeso in una sacca amniotica, vive una passione platonica verso una donna ideale: una sorta di Leopardi contemporaneo incapace di comunicare l’immensità dei propri sentimenti. «La sua esistenza è imprigionata in una dimensione artificiale, dove l’interazione umana si è ridotta a simboli e frasi spezzate, riflesso della superficialità delle relazioni contemporanee. La sua mente è connessa – racconta il duo – a una macchina generatrice di realtà, da cui emergono due entità: proiezioni di desiderio, conflitto e conoscenza. Questi esseri, cioè incarnazioni delle sue tensioni emotive, attraversano una Gibellina rarefatta e surreale, scolpita dalle visioni architettoniche del passato e trasformata in un paesaggio distopico, sospeso tra memoria e futuro».
“Il meglio” Sabù Alaimo
Dopo il singolo dedicato a Totò Schillaci, il cantautore palermitano Sabù Alaimo torna con una ballata intimista e potente che mette al centro l’introspezione e la ricerca di equilibrio interiore. Il videoclip del brano, che anticipa l’uscita dell’Ep, invece sarà disponibile a partire dal 14 novembre. Il brano è un vero e proprio resoconto di vita, in cui l’ottimismo diventa l’antidoto per superare le difficoltà e la paura del futuro. Con un linguaggio diretto e autentico, Sabù Alaimo scava nell’animo umano “maneggiando” la propria verità più profonda e dolorosa. «Un disagio che cerca pace nella condivisione con gli altri. Il risultato – dice l’artista – una comunicazione senza filtri, sincera e viscerale».
Testo e musica di Sabù Alaimo, produzione artistica dello stesso cantautore e di Leo Curiale, pubblicato dall’etichetta Arancia Records e distribuito da Believe Digital. Ad impreziosire l’arrangiamento del brano gli archi di Nicolò Costantino, prima viola dell’orchestra giovanile del maestro Riccardo Muti. Il videoclip è diretto da Sabù Alaimo con riprese a cura di Alessandro Ciminna.
“Bluette” Valentina Indelicato
Catanese, classe 2000, Valentina Indelicato è tra i nove finalisti della settima edizione di “ProSceniUm – Festival della canzone Città di Assisi”, concorso nazionale dedicato ai giovani talenti della musica cantautoriale. La finale si terrà sabato 8 novembre 2025 alle ore 21.15 presso il Teatro Lyrick di Assisi, dove i finalisti si esibiranno dal vivo accompagnati dall’orchestra diretta dal maestro Paolo Ciacci.
Valentina Indelicato parteciperà con “Bluette”, il singolo pubblicato lo scorso aprile per TRP Vibes / Track Records Productions, un brano che racconta il momento di presa di coscienza in cui tutto, appena dopo un sofferto e rumoroso caos, appare nel suo nuovo ‘punto zero’ sospeso tra l’essere e il divenire. In un crescendo di sonorità e consapevolezza, Bluette è la forza di accettare e accettarsi, un ruvido inizio di una personale e rinnovata cognizione interiore di cui non si conoscono ancora le istruzioni d’uso ma per cui vale la pena andare avanti.
«È un onore poter vivere un’esperienza così significativa. Ho tanta emozione e voglia di vivere ogni momento di questa avventura», commenta l’artista.
“Sentimentale” Aiello feat. Levante
Lui è calabrese, lei siciliana. Collaborano per la prima volta in un brano che lega la scrittura istintiva di Aiello alle melodie che abbracciano e restano, mescolando intensità e leggerezza: un pop carico di malinconia. «Questa è una canzone che racconta l’amore al capolinea, l’ultimo abbraccio, il pianto che arriva senza vergogna. Niente rabbia, niente rancore, solo la malinconia buona, quella che insegna a lasciar andare», racconta l’artista autore del testo con Levante la cui voce entra con naturalezza, portando luce e profondità.
“Satan” Dark Shaman
L’atmosfera è cupa, malsana. Si avvera il funesto presagio. L’arrivo di Satana sulla terra: visioni apocalittiche, fuoco, pianti, corruzione politica, capi di Stato controllati dal male, gente che impazzisce. Siamo entrati in un’era oscura, un modello riproposto da molti, ma che oggi è ancora più attuale e reale. Comincia così, con Satan, uno straordinario attacco degno dei migliori Black Sabbath, il secondo lavoro dei siciliani Dark Shaman, intitolato Occult Doom.
Un titolo che «sottolinea il futuro incerto a cui andiamo incontro in quest’epoca» spiega Seby Carrubba, che, insieme al fratello bassista Dario e al batterista Alberto Mirabella, dà vita ai Dark Shaman. «Occulto sia perché è ignoto, sia perché è occultato, cioè ci viene nascosto da chi governa il mondo. Ma loro sanno benissimo qual è la direzione. E poi anche perché “doom” è il nome di questo genere musicale: il “doom dell’occulto”, inteso come esoterico». Se il loro primo album Road to Hell è pura espressione del furore creativo, Occult Doom documenta la chiara e strabiliante maturità artistica, compositiva e comunicativa raggiunta dal gruppo.
Ascolta la playlist su Spotify
Hai apprezzato questo contenuto?
Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.
Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.
Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.




