Sicilian Playlist #259: Levante e la forza di convivere con i fallimenti
Apriamo la selezione della settimana con “Dell’amore il fallimento”, brano «manifesto» del nuovo progetto discografico dell’artista di Palagonia. A seguire, gli inediti con i quali le due paladine siciliane in gara hanno infiammato il palco di XFactor: “Cento ragazze” di Rob, sfogo punk che racconta senza filtri una delusione d’amore, e “Sicilia Bedda”, omaggio orgoglioso e nostalgico alla sua terra di Delia Buglisi. Tra i consigli d’ascolto anche “Vantablack”, eclettica mescolanza indie, rock e pop targata Marco Amoroso, “ventisigarette”, rap conscious dell’emergente Nove, e “Ghioia”, brano di Lorenzo Vizzini che riflette sul valore identitario della memoria. Chiudiamo con “Niente”, in cui Valentina Indelicato svela le emozioni nascoste dietro questa classica risposta di circostanza, con il videoclip finalmente disponibile di “All the Things You Are” di Simona Trentacoste & SMAT Quartet, e con “Otosfera” di Alessandro Presti, opera sinfonica siciliana contemporanea con influenza classica, nella quale confluiscono musica mediterranea, afro-americana, latina, musica colta europea ed echi dei canti arcaici di tradizione orale siciliana
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Dell’amore il fallimento” Levante
Con “Dell’amore il Fallimento”, Levante non pubblica solo il suo nuovo singolo ma anche la canzone manifesto del suo prossimo album in uscita nel 2026. «Ho deciso che sarebbe stato il manifesto del disco, che avrebbe dovuto essere la prima traccia della scaletta. Così, boom, senza misteri», ha raccontato Claudia Lagona da Palagonia.
Scritto interamente da Levante e prodotto da Antonio Filippelli, “Dell’amore Il Fallimento” racconta la visione esterna di un mondo interiore che crolla. «Si fallisce più spesso di quanto ci si racconti e non succede nulla, si va semplicemente avanti. Averne la consapevolezza, quella sì che è una grande conquista» è la riflessione della cantante siciliana.
“Cento ragazze” Rob
Per X Factor 2025 è arrivata la serata più attesa: gli inediti. “Cento Ragazze” è quello presentato da rob, nome d’arte di Roberta Scandurra, classe 2005, catanese, concorrente nella squadra capitanata da Paola Iezzi. Con questo brano, la giovane cantautrice porta sul palco una scarica di energia pop punk che intreccia rabbia, fragilità e urgenza emotiva, trasformando una delusione d’amore in un racconto diretto e senza filtri. È tra le favorite per la finale.
“Sicilia Bedda” Delia
“Sicilia Bedda” è l’inedito presentato dalla “leonessa di Paternò” DELIA, concorrente X Factor 2025 nella squadra capitanata da Jake La Furia. Il brano porta al centro la sua terra, trasformandola in protagonista assoluta di una dedica musicale che mescola nostalgia, gratitudine e un orgoglio profondo. Un brano pop, cantato in siciliano, basato su luoghi comuni che ha portato la ventiseienne Delia Puglisi al ballottaggio con Viscardi. L’ha vinto e, quindi, è entrata in semifinale.
“Vantablack” Marco Amoroso
Brano estratto da “Bar Amoroso”, debut EP del cantautore siciliano, un progetto di quattro tracce che racchiude l’essenza più autentica e personale dell’artista. Tra influenze pop, jazz, rock e indie, Marco Amoroso costruisce un linguaggio musicale riconoscibile e maturo, capace di fondere introspezione e melodia in un equilibrio elegante e sincero.
Con “Bar Amoroso”, il cantautore trasforma il Bar – luogo di vita dell’artista, era l’attività di famiglia – in uno spazio metafisico e intimo, dove emozioni e riflessioni si incontrano. È qui che prende vita la sua musica: un invito a fermarsi, osservare, ascoltare, condividere. «Il Bar per me è un luogo di passaggio e di incontri, ma anche di solitudini, un piccolo mondo dove puoi essere te stesso senza filtri, dove si mescolano le storie, le attese e i sogni di chi ci passa», racconta Marco Amoroso. «Il Bar Amoroso era l’attività della mia famiglia, il posto dove sono cresciuto e dove ho imparato ad osservare le persone e le loro vite che si incrociavano. Con questo EP ho voluto omaggiare quel luogo e ricrearne l’atmosfera: quel senso di verità e di umanità che spesso si perde nella frenesia del quotidiano».
“ventisigarette” Nove
Nove, pseudonimo del giovane cantautore e rapper siciliano Simone Rotolo (classe 2006), presenta il nuovo singolo ventisigarette, disponibile da oggi martedì 18 novembre 2025 su tutte le piattaforme digitali. Il brano segna una tappa importante nel percorso dell’artista e inaugura la collaborazione con Puntoeacapo Srl che ha prodotto il singolo in uscita.
Artista emergente tra i rappresentanti della nuova scena rap-indie italiana, Nove ha iniziato a scrivere nel 2022 concentrandosi per lo più sulla realizzazione di brani rap/old school. Nell’evoluzione del suo percorso ha esplorato successivamente anche sonorità indie e nuove contaminazioni, mantenendo comunque un forte legame con le sue radici musicali. Con il nuovo singolo, prodotto da Brine, amico e collaboratore di lunga data, Nove conferma una forte identità narrativa e uno stile introspettivo e personale.
“ventisigarette” è un brano rap conscious che affronta il tema dei pensieri ricorrenti e dolorosi paragonandoli alle venti esatte sigarette di un pacchetto: ricordi e riflessioni che, pur facendo male, vengono “accese”, consumate e poi abbandonate, solo per tornare, inevitabilmente, ad accendersi il giorno dopo.
“Ghioia” Lorenzo Vizzini
Dopo quattro singoli esce il nuovo album del cantautore ragusano Lorenzo Vizzini. Un disco che non è solo una raccolta di brani, ma una dichiarazione di appartenenza e un percorso di ricerca personale: un ritorno alla lingua siciliana, ai suoni della sua infanzia, ai paesaggi che continuano a chiamarlo anche da lontano. Le tracce si muovono tra racconto intimo e rito collettivo, come se ogni parola affondasse le mani nella terra per riportarne in superficie odori, rumori, ombre, sabbia e vento. La memoria non è rifugio nostalgico, ma uno strumento vivo, un modo per interrogare le proprie radici e capire come continuano a orientare il presente.
Il dialetto diventa la chiave di lettura di tutto il progetto: è urgenza espressiva, un modo per dire ciò che in italiano non ha lo stesso suono, lo stesso peso, la stessa verità. Viene utilizzato come strumento narrativo, musicale e identitario, con la precisione dell’autore e la vulnerabilità di chi torna alle radici per capire cosa resta, cosa è cambiato e cosa continua a fare male.
“Niente” Valentina Indelicato
Il nuovo singolo della cantante catanese indaga il significato nascosto dietro la parola “niente”, spesso usata per celare emozioni e pensieri che non trovano voce. Attraverso immagini delicate e contrasti sottili, mette in luce come anche ciò che appare minimo possa racchiudere un universo di senso, capace di farsi sentire non solo nell’anima ma anche nel corpo. Il “niente” diventa così una presenza fisica, un peso silenzioso che attraversa i gesti e le percezioni. L’opera invita a lasciar consumare quel “niente”, a svelarlo, affinché ciò che resta sia più autentico, più trasparente, più vero. Spiega l’artista a proposito del brano: “Ho parlato con il mio niente e mi sono detta tutto. Ho scoperto che il niente non è assenza, ma il luogo dove il tutto può (ri)fiorire.”
Il videoclip di “Niente”, per la regia di Gianluca Scalia e la produzione a cura di Kemedia, racconta un’intima riflessione sull’essenza delle emozioni e sul vuoto che talvolta ci abita. Il brano prende forma visiva attraverso un linguaggio cinematografico delicato e potente, capace di accompagnare l’ascoltatore in un percorso di introspezione e consapevolezza. Nel videoclip, Valentina Indelicato attraversa spazi sospesi e simbolici che riflettono la dimensione più fragile e sincera dell’animo umano. L’essenzialità delle immagini in bianco e nero dialoga con la forza emotiva della voce, restituendo un equilibrio perfetto tra musica e visione.
“All the Things You Are” Simona Trentacoste & SMAT Quartet
Esce il videoclip di “All the Things You Are”, il nuovo singolo di Simona Trentacoste & SMAT Quartet: il video trasforma in immagini la delicatezza dell’esecuzione musicale: un corpo di donna prende vita dal tratto di una matita su un foglio ruvido, danzando in uno spazio privo di gravità, simbolo di quel luogo interiore dove nascono l’amore, la musica, l’ascolto e la bellezza.
Il brano, da poco uscito in digitale e attualmente in rotazione radiofonica, anticipa l’uscita dell’album “Siamo molto interessanti”, in uscita a dicembre, un progetto in cui si celebra la storia e l’essenza del jazz con rispetto e consapevolezza, ma senza rinunciare alla propria identità artistica. Un lavoro che intreccia introspezione e leggerezza, memoria e innovazione, trasformando l’ascolto in un’esperienza di pura autenticità musicale.
“All the Things You Are” è uno degli standard più amati e interpretati della storia del jazz. Composto nel 1939 da Jerome Kern, con testo di Oscar Hammerstein II, nacque per il musical di Broadway “Very Warm for May”, ma trovò la sua vera dimensione solo dopo, diventando un classico intramontabile. Da Charlie Parker a Ella Fitzgerald, da Sarah Vaughan a Stan Getz, fino a Dizzy Gillespie – che nel 1945 introdusse una celebre versione bebop – questo brano è divenuto terreno fertile per l’espressione e la libertà musicale di generazioni di artisti.
Nella nuova versione firmata da Simona Trentacoste & SMAT Quartet, il brano viene reinterpretato con un approccio intimo e raffinato, in cui la melodia dialoga con nuove armonie e il tempo si fa elastico e vivo. Il quartetto – composto da Massimo Moriconi al contrabbasso, Tony Brundo al pianoforte, Antonio Petralia alla batteria e Simona Trentacoste alla voce – esplora l’interplay come linguaggio emotivo, creando una dimensione sonora eterea e sospesa, dove la musica diventa un luogo dell’anima e della cura.
“Otosfera” Alessandro Presti
È il nuovo album di uno dei più grandi talenti della nuova generazione in Italia, registrato a Praga con la Czech National Symphony Orchestra, già orchestra di fiducia di Ennio Morricone per circa 25 anni, diretta dal M° Gaetano Randazzo nei CNSO Studios di Praga. Il vinile esce per l’etichetta siciliana Maia ed è stato realizzato con il sostegno del MIC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per chi crea”.
“Otosfera”, prodotto artisticamente dallo stesso artista messinese affiancato dal M° Gaetano Randazzo, è un’opera sinfonica siciliana contemporanea con influenza classica, nella quale confluiscono musica mediterranea, afro-americana, latina, musica colta europea ed echi dei canti arcaici di tradizione orale siciliana che si sublimano nel respiro internazionale di tutto il lavoro, composto di cinque parti (Otosfera I, II, III, IV e V) e della durata di circa 38 minuti.
Un progetto che è il risultato vivo di un’intensa attività di studio e ricerca di un proprio suono, sia compositivo che timbrico, e di un profondo lavoro di introspezione da parte dell’autore. Tutta la musica in questo album ruota attorno ad un mistero: cos’è Otosfera? Una parola inventata da Presti anni addietro e che ha a che fare col “sentire” in tutte le sue forme e che è riaffiorata proprio nel momento in cui il compositore cominciava a pensare l’opera e a intraprendere il viaggio della sua scrittura.
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