Sicilian Playlist #263: i sogni lontani di Nima
La selezione della settimana si apre con “Amasia”, nuovo singolo della giovane artista isolana che, attraverso l’elettronica, esplora una dimensione onirica che va oltre il concetto di terra e di spazio. Proseguiamo con “Sono blu”, altro studio sull’amore firmato Levante, con il beat travolgente di “Un nuovo giorno” di Sarah Di Bella e con “Nel cuore è Natale”, dolce pop ballad di Joline Terranova. Chiudiamo con “Scacco”, riflessione sulla distopia dell’IA dei Teatro Euphoria, con “Now I Remember My Face Again” e la necessità di saperci guardare dentro cantata dagli State of Neptune e con “If I Flew”, leggero e raffinato jazz di Simona Trentacoste
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Amasia” Nima
Nima giovane producer, compositrice e songwriter siciliana, torna con il singolo “Amasia” in duetto con GoDratta. L’incontro con la madre cosmica si trasforma in un brano ricco di folkore e di musica dance per rappresentare un mondo lontano capace di far sognare e ballare chi cerca sempre qualcosa di nuovo. Le sue creazioni, attraverso l’elettronica, decostruiscono, ricombinano e si appropriano di un passato che irrompe nel presente-futuro. Una ricerca che esce dai confini territoriali per toccare altre terre bagnate dal Mediterraneo, andando oltre il concetto di terra e spazio. Per questo progetto utilizza la lingua Nụhmeyya, mix di fonemi arabi, greci, siciliani ed ebraici, o semplicemente una lingua esistente ma ignota, questo concetto trova il suo significato nel termine “glossolalia”.
“Sono blu” Levante
Continua il percorso di Levante composto di una lunga serie di racconti sull’amore, osservato da prospettive diverse. Dopo “MAIMAI”, “Niente da dire” e “Dell’amore il fallimento”, e in attesa di vederla sul palco di Sanremo 2026 con “Sei Tu”, la cantautrice pubblica un nuovo brano dal titolo “Sono Blu” e dalle sonorità club mostrando una versione inedita della sua produzione musicale.
Nel videoclip, diretto dai Broga’s Studio. vediamo Levante in una danza sfrenata e liberatoria in mezzo a una folla di altri corpi che, ciascuno immerso nel proprio viaggio fisico e mentale, sembrano unirsi in un unico respiro, in un solo grido, un solo movimento.
«Si è voluto giocare questa volta sulla moltiplicazione dei punti di vista: il video è stato infatti realizzato disponendo una quindicina di operatori con numerosi dispositivi vintage intorno alla scena», racconta il collettivo Broga’s. «Per assecondare il mood fine anni 90 ricercato da Levante, abbiamo ripescato gli strumenti con cui a cavallo tra gli anni 90 e 2000 le persone portavano a casa il ricordo delle proprie serate: MiniDV, Handycam digitali, cellulari venduti tra il 2005 e il 2015 come il Blackberry Bold, Samsung Galaxy Music, Nokia Xpress, camere compatte con pochi megapixel (come la mitica Lumix)».
Così Levante descrive il testo del brano: «Alcune relazioni fanno dei percorsi indimenticabili, quando è la verità a indicare la strada, le storie scivolano tra le vie di città magiche, luoghi di luce. Ma cosa succede se è l’onestà a mancare? Si fa notte sulla nostra fiducia, e l’unica strada percorribile per una menzogna è un vicolo cieco. Andare via è il nuovo viaggio, senza perdere».
“Un nuovo giorno” Sarah Di Bella
“Un nuovo giorno” è un brano che cattura l’essenza di un’alba luminosa, trasformandola in musica. Le sonorità sono caratterizzate da beat chiari e leggeri, ma con un ritmo deciso e incalzante. Ogni hit-hat simboleggia una scintilla di rinnovamento, destinata a chi è pronto a spezzare le proprie “catene” e ad abbracciare la vita con ritrovata energia.
Il brano incarna la dichiarazione: “Con grinta e coraggio mi rialzo e vado verso un nuovo giorno”. Il messaggio centrale di “Un nuovo giorno” è la rinascita: una fase di risveglio e forza interiore che, presto o tardi, ognuno è chiamato ad affrontare. La traccia si propone come un incoraggiamento ad accogliere il cambiamento e il futuro.
«Questo brano è molto fresco e creativo», commenta l’artista siciliana. «Ho avuto la grande opportunità di collaborare con i professionisti di UP MUSIC STUDIO, in particolare con Sabatino Salvati e tutto lo staff. Ci siamo capiti al volo: desideravo un brano fresco e nuovo, che parlasse di un tema tanto importante come la rinascita nella vita di ogni giorno».
Il videoclip descrive per l’artista «il tempo della rinascita, un percorso visivo che segue un’anima in cerca della sua luce. La narrazione mostra l’esigenza di unirsi al mare in un giorno inizialmente cupo e vuoto, simboleggiando la ricerca di una forza purificatrice. Il video esprime l’unica e fondamentale certezza: “essere e credere in sé stessi e la ritrovata libertà dal non sentirsi mai più prigionieri delle circostanze». La conclusione visiva riflette il verso centrale del brano: “Con grinta e coraggio mi rialzo e vado verso un nuovo giorno”, rappresentando l’atto di spezzare le catene del passato per accogliere il futuro.
“Nel cuore è Natale” Joline Terranova
Singolo natalizio di Maria Grazia Terranova, in arte Joline. Una ballad pop che celebra con dolcezza lo spirito natalizio, mettendo in primo piano i valori più profondi e significativi di questa festività: l’amore, la famiglia, la gioia condivisa e la serenità interiore. La vera essenza del pezzo non risiede nei regali materiali o nelle ricchezze, bensì nell’amore che si diffonde tra le persone, soprattutto all’interno delle famiglie. La canzone ricorda che, anche senza oro o meraviglie, il vero Natale è quello vissuto nel cuore, tra sorrisi, gesti di affetto e momenti condivisi. E se i bambini attendono i regali, l’amore resta comunque il protagonista: il dono più grande non è un oggetto, ma un abbraccio o un sorriso.
«Questo brano si inserisce nel mio progetto musicale come un momento di dolcezza e calore, perfetto per contrastare le sonorità più intense degli altri brani», spiega Joline. «Il brano celebra un Natale autentico, pieno d’amore, famiglia e semplici gesti condivisi, senza concentrarsi su regali o materialismo. È un brano che ricrea un’atmosfera intima e calorosa, con sfumature di luce e speranza che credo sia ciò che mancava per bilanciare l’intero album. Con l’esortazione al ricordo che il vero spirito del Natale sta nelle piccole cose e negli abbracci che ci scambiamo».
Il videoclip è girato in parte nella location più suggestiva per l’artista, la sua casa, e in parte nel centro storico di Palermo (Teatro Massimo, via Ruggero Settimo e via Principe di Belmonte), interamente addobbato con luci natalizie. Le scene si sviluppano tra strade silenziose e illuminate, con riprese e montaggio a cura di Plances Film e regia firmata da Joline Terranova e Giovanni Plances.
“Scacco” Teatro Euphoria
S’intitola “IA” l’album d’esordio dei Teatro Euphoria: un lavoro audace, visionario e profondamente contemporaneo. Il disco esplora il fragile equilibrio tra uomo e tecnologia, tra impulso creativo e artificio digitale, tra lucidità e delirio. “IA” nasce come un vero concept album: un itinerario dentro la mente dell’artista moderno, figura che oggi più di chiunque altra si confronta con l’intelligenza artificiale: lo strumento più rivoluzionario e controverso del nostro tempo. Il percorso narrativo affronta temi come la dipendenza dalla tecnologia, la presa di coscienza, il senso di colpa e, infine, la perdita della ragione. Un viaggio che mette in luce ciò che rende il gesto artistico ancora autenticamente umano.
Ogni brano è introdotto da una traccia che prepara l’ascoltatore alla scena successiva, costruendo un racconto sonoro coerente e immersivo. A chiudere il percorso c’è “Scacco”, primo singolo estratto dall’album: il punto di massima tensione emotiva, in cui l’artista non distingue più sé stesso dal proprio riflesso digitale, né la propria opera da quella generata dall’algoritmo. Una battaglia interiore costante tra identità e alter ego, tra materia e codice. “Scacco” è inoltre l’unico brano a non terminare con la desinenza “-ia”: un gesto simbolico, un atto finale di rottura e libertà creativa.
“Now I Remember My Face Again” State of Neptune
Il nuovo singolo della band palermitana è un brano che indaga il tema dell’identità. La crescita implica il cambiamento: muta il mondo fuori e dentro di noi, e in questo processo si nasconde un rischio insidioso, quello di perdere il contatto più autentico e originario con noi stessi. «Per quanto possa essere difficile, non dovremmo mai abbandonare il nostro bambino interiore né la capacità di restare flessibili e curiosi. È necessario guardarci dentro e intorno con attenzione, ricordando sempre da dove veniamo e in cosa crediamo, soprattutto in un’epoca confusa e sovraccarica di stimoli come la nostra, in cui spesso ci sentiamo impotenti e privi di speranza verso il futuro», affermano. Seguendo questa logica, la canzone assume una forma diretta e immediata: un pezzo veloce, privo di fronzoli, un’esplosione di energia hardcore punk crossover nata quasi all’improvviso e ispirata da band come Boris e Whores.
«La canzone si è manifestata a noi dal nulla, fatta e finita, in un giorno di fine estate 2024», raccontano. «Venivamo da un periodo intenso che ci aveva messo alla prova come persone e come band. In quel momento avevamo un sovraccarico di energia da sfogare che non necessitava spiegazioni o ripensamenti. In qualche modo il brano, col suo parlare di identità, ha esorcizzato paure per il futuro e, coincidenza del destino, ha chiuso un lungo capitolo di evoluzione e progressi del nostro percorso come gruppo, diventando anche l’ultimo pezzo scritto per il nuovo disco. È un brano che amiamo suonare live, uno di quei momenti in cui volano persone da tutte le parti e si genera quel meraviglioso caos che ci fa sentire vivi e ci riporta al momento in cui quel brano è stato scritto».
“If I Flew” Simona Trentacoste
C’è un jazz che non rinuncia alla sua autorevolezza, ma sceglie di arrivare all’ascoltatore con un gesto lieve, con un sorriso. È da questa visione che nasce “Siamo molto interessati”, il nuovo disco di Simona Trentacoste & SMAT Quartet. Si tratta di un progetto che mette al centro il piacere di fare musica con libertà, intelligenza e meraviglia. Il titolo è già una dichiarazione: «Siamo curiosi, siamo affamati di bellezza, siamo pronti ad ascoltare e a farci ascoltare. Serietà e gioco convivono in un repertorio che intreccia storia e modernità, standard senza tempo e un inedito che definisce la personalità del nostro progetto», raccontano gli artisti. «Abbiamo scelto di raccontare, suonando, un’idea di bellezza e misura, di leggerezza e profondità. Quello che abbiamo costruito non è solo un album; è una dichiarazione di intenti: il jazz è vivo, divertente e profondamente sentito. Un ascolto irrinunciabile per chi ama la raffinatezza armonica e un tocco di autoironia».
Dieci brani che attraversano la storia del jazz tra standard iconici e un inedito, rivisitati attraverso arrangiamenti che mantengono il calore del mainstream ma si aprono alle sonorità del jazz moderno. “All The Things You Are”, “L-O-V-E”, “Speak Low”, “My Funny Valentine” e gli altri classici scelti diventano nuovi territori creativi, mentre “IF I FLEW” è l’inedito che, scritto da Antonio Petralia e Simona Trentacoste, suggella la complicità artistica del progetto.
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