Sicilian Playlist #268: la memoria che si rinnova cantata dai Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino
La selezione di questa settimana comincia con “Balla Carmè”, un brano dal valore fortemente simbolico che riflette sull’importanza della trasmissione culturale tra generazioni. Proseguiamo con “Giochi di lusso”, ballad tagliente firmata Alosi, e con la psichedelica “Efesto” di Stefano Meli. Chiudiamo con “Muoviti”, dialogo interiore dal sapore filosofico di Il Socio Unico, con “Tornado” e il pop misticheggiante dei Santamarea e con “Dannata Gioventù”, manifesto del disagio di un’intera generazione di Kid Gamma, che contestualmente presenta l’album “Meridione Paradiso”
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Balla Carmè”, I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino
I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino s’incontrano in un brano dal forte valore simbolico, educativo e intergenerazionale, pensato come atto di trasmissione culturale. Attraverso musica e danza, “Balla Carmè” racconta il gesto ancestrale di un nonno che affida alla propria nipote il patrimonio culturale della sua terra madre. Un’eredità fatta di memoria collettiva, identità e radici profonde, che non passa soltanto attraverso il racconto, ma si incarna nel suono e nel movimento, linguaggi primari e universali. La struttura musicale richiama le origini della taranta, evocandone l’energia rituale e primordiale. La ciclicità della terzina, elemento arcaico della tradizione popolare, guida l’ascoltatore verso uno stato di trance inteso come spazio di purificazione, liberazione e riconnessione con sé stessi e con la comunità.
«“Balla Carmè” nasce dal desiderio di raccontare la tradizione come qualcosa di vivo, che si muove e si trasforma insieme alle persone. È un gesto d’amore tra generazioni, un passaggio di memoria che avviene attraverso il corpo, il ritmo e il ballo», raccontano gli artisti. «La taranta, con la sua forza rituale, diventa per noi un linguaggio di cura, di liberazione e di appartenenza, capace di tenere insieme passato e presente».
Un rito musicale che unisce passato e presente, corpo e spirito, che trasforma il ballo in un atto di trasmissione e rinascita culturale. Il videoclip, in uscita insieme al singolo, rafforza questo immaginario, traducendo in immagini il legame profondo tra gesto, memoria e identità condivisa.
“Giochi di lusso” Alosi
“Cose Molto Cattive” è un disco che vive di notte e arriva fino al mattino: un album che nasce da chi fa musica con l’anima oltre che con le dita, attraversando ferite, abbagli e quelle scintille che illuminano strade senza indicazioni. È un viaggio tra pianeti interiori, tra ballad taglienti come “Giochi di lusso”, boleri elettrici come “Vagabundo”, corse senza fiato come “Notti di Coppe” e molti altri luoghi dell’io che compongono l’universo emotivo di Alosi.
“Il disco si muove tra parole nette, rock notturno e una musica contaminata, registrata in presa diretta con la band come un corpo unico, ma anche lavorata a lungo nel tempo, incontrando via via musicisti – racconta Alosi – che hanno attraversato e plasmato ogni brano. “Cose Molto Cattive” è un album che non consola, ma accompagna: come una candela accesa quando la luna è morta, una luce fragile ma ostinata che non promette risposte, solo presenza”.
“Efesto” Stefano Meli
È il nuovo brano di Stefano Meli, chitarrista interessato ad indagare i confini del suono della chitarra elettrica grazie a uno stile peculiare e a suo modo piuttosto sperimentale. La traccia, a cui hanno dato il proprio contributo anche Alfio Antico, Cesare Basile e Amedeo Ronga, si muove su un mood sospeso e ai confini con l’ambient, la psichedelia e il post-rock, grazie soprattutto a un uso sapiente del delay e dei riverberi. Il video, realizzato da Vincenzo Cascone, è stato girato tra le rovine dell’ex base USAF–NATO di Comiso.
«L’esplorazione del sito diventa una riflessione sulla storia recente, sugli apparati militari e sulle forme di colonialismo armato, ma anche sul tempo che consuma e trasforma ogni potenza», commenta l’artista ragusano. «Il video costruisce un dialogo tra i musicisti e il luogo, in cui il suono non accompagna lo spazio ma lo interroga, lo attraversa, lo mette in attrito. Uno Spazio che non è definibile dalla sua condizione attuale ma che anzi sembra restituire la sua funzione passata alla luce dei recenti conflitti mondiali. Lo spettatore viene condotto in una dimensione altra, mitica e perturbante, dove l’inquietudine e la solitudine del paesaggio rimandano all’animo tormentato di Efesto. Efesto non è qui il dio della potenza creativa, ma della frattura: il corpo imperfetto, il lavoro incessante, la produzione di armi per gli dèi e, insieme, la sua dannazione, la sua esclusione dall’Olimpo. La base militare diventa così una fucina svuotata, simbolo di una tecnologia senza più scopo, di una forza che ha perso il proprio mito fondativo».
“Muoviti” Il Socio Unico
“Il Socio Unico” nasce da un’idea di Luca Collodoro (musicista e frontman) il quale, dopo aver maturato diverse esperienze nella scena musicale italiana e londinese, decide di assumersi la piena responsabilità del proprio futuro artistico, coinvolgendo nell’avventura altri due soci unici: Roberto La Monica e Andrea Farina.
“Muoviti” è un brano intenso e pulsante, ispirato a “L’arte di conoscere se stessi” di Arthur Schopenhauer, che si trasforma in un vero e proprio dialogo tra due poli dell’animo umano: da un lato la voce della misantropia, dell’introspezione e della fuga dal mondo; dall’altro, la voce dell’autore che reagisce e invita al risveglio, al movimento, al non lasciarsi inghiottire dall’oblio.
«È una riflessione sull’immobilità interiore e sulla tentazione di chiudersi nel proprio mondo per difendersi dal dolore o dall’incomprensione», commenta la band. «È un dialogo con la parte più oscura di noi stessi — e con quella di Schopenhauer, autore de “L’arte di conoscere se stessi”, che ha ispirato il brano — a cui abbiamo scelto di rispondere con energia, ritmo e movimento. È un inno al gesto vitale: muoversi, anche quando sembra inutile, può essere l’unico modo per salvarsi».
“Tornado” Santamorea
Nuovo singolo tratto da “Anime Storte”, l’album d’esordio dei Santamarea. Un album che si è fatto attendere perché è cresciuto insieme alla band palermitana, che nel 2023 trionfò a Musicultura con il loro brano omonimo “Santamarea” e che lo stesso anno realizzò la colonna sonora della sfilata di Etro alla Milano Fashion Week con il singolo “Acqua bagnami”.
Le sonorità misticheggianti, che da sempre contraddistinguono la loro musica, non mancano ma si fondono perfettamente con dei nuovi suoni più orientati verso il pop e a tratti anche verso l’elettronica. È il frutto di un’evoluzione e di una crescita non soltanto musicale ma anche personale di Stella, Francesco, Michele e Noemi – tre fratelli e una sorella di adozione – le cui vite continuano a scorrere parallelamente da sempre, oltre che di uno studio e di una contaminazione straordinaria con la musica di numerosi altri artisti.
Preceduto dai singoli “Con gli occhi di una lepre” e “Zanzare”, due brani che hanno convinto non soltanto l’Italia e le radio italiane ma anche la radio di servizio pubblico della Svizzera italiana, “Anime storte” conta 11 tracce e, come racconta Stella – la voce dei Santamarea – prende il titolo dal siciliano “tortu”, aggettivo che indica il voler fare le cose in modo non convenzionale, che è anche il modo in cui i tre fratelli biologici venivano chiamati dai genitori per il loro modo di essere unici.
“Dannata Gioventù” Kid Gamma
Dopo averlo anticipato con il singolo “Dannata Gioventù”, il cantante e beatmaker palermitano classe 2002 dà alle stampe “Meridione Paradiso” (Ada Music Italy), un album che cammina tra ricordi e desideri, tra la nostalgia delle origini e la voglia di andare oltre. Nel nuovo progetto Kid Gamma racconta la sua generazione, fatta di ragazzi cresciuti in contesti difficili, dove le opportunità scarseggiano e la creatività diventa una necessità per emergere.
L’album, curato da Francesco Ingrassia, è un mosaico emotivo, un intreccio di speranza, rabbia, malinconia e voglia di riscatto. Parla di partire, di lasciare casa e famiglia, ma anche di portare con sé la propria identità e le proprie radici ovunque si vada. Racconta la difficoltà di affrontare il mondo da soli e di fare scelte che a volte pesano più del previsto, ma soprattutto racconta il coraggio di affrontare la propria storia e provare a cambiarla.
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