Sicilian Playlist #276: Sabù Alaimo dà voce agli ultimi del nostro tempo

La selezione di questa settimana parte con “Il meglio”, brano estratto da “Quelli come noi”, EP del cantautore palermitano che, come lui stesso dice, «pone l’accento sull’alienazione di chi non sa riconoscersi nei modelli imposti». Proseguiamo con “Cannibali”, una sorta di filastrocca in musica attraverso cui Gero Riggio canta un inno a difesa della salute del pianeta; e con “Palermo”, ballad-omaggio al capoluogo isolano firmata Maiogabri. Chiudiamo con “Amunì”, scarica d’energia reggae degli Shakalab, e con “Stati d’animo”, malinconico antidoto al dolore di Don Pero

Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Il meglio” Sabù Alaimo

Il brano è tratto da “Quelli come noi”, il nuovo EP del cantautore palermitano Sabù Alaimo. «Questo progetto discografico pone l’accento su una forma di disadattamento sociale, cioè la difficoltà di riconoscersi nei modelli imposti e il senso profondo di alienazione che ne deriva», dice l’autore. «Il titolo dell’EP racchiude l’illusione di poter risolvere questo disagio attraverso la ricerca di simili, di qualcuno che condivida lo stesso sguardo sul mondo». 

In questi brani Sabù Alaimo trasforma in musica la voce dei reietti del nostro tempo: canzoni che somigliano a un grido di aiuto, dirette, urgenti, capaci di parlare più allo stomaco che alla testa. Ne nasce una cifra definibile come “punk cantautorale”, che si riferisce a una forma di comunicazione sincera, ruvida e necessaria, più che all’aspetto strettamente musicale. 

In “Quelli come noi”, ogni brano contribuisce a costruire un racconto unitario sul disadattamento. Nell’EP, “Il meglio” apre un percorso intimo e consapevole, scavando nella propria verità fino a toccarne i punti più inquieti per poi provare a perdonarsi e tornare a guardare al futuro con fiducia, scegliendo l’ottimismo come atto necessario e coraggioso. 

“Cannibali” Gero Riggio

Il cantautore siciliano pubblica il nuovo singolo, brano vincitore della sezione “Canzoni Sostenibili” del Premio Lunezia 2025, riconoscimento che premia le opere capaci di coniugare valore musicale e contenuto etico.

Con un testo semplice e diretto, quasi come una filastrocca – scelta stilistica che gli è valsa il premio – “Cannibali” veicola un messaggio universale: la responsabilità verso il pianeta e il futuro delle generazioni è per tutti. Le immagini quotidiane – dalla formica alla conchiglia, dal ruscello al tramonto – diventano simboli di empatia e rispetto per la vita, rendendo il brano immediato e accessibile a chiunque voglia ascoltarlo. La semplicità stilistica è una scelta deliberata per far arrivare il messaggio a un pubblico trasversale e creare un impatto emotivo immediato.

Scritto da Gero Riggio e prodotto e arrangiato da Leo Curiale, “Cannibali” è una ballad intensa costruita su un mid-tempo crescente: se il testo analizza la nostra incapacità di preservare il futuro, la melodia e il ritmo trasformano la riflessione in un inno vitale e propositivo. Il brano affronta temi come l’antropocentrismo e la crisi dell’empatia, invitando l’ascoltatore a riconoscere dignità e valore in ogni forma di vita. Anche il gesto più innocuo diventa simbolo dell’impatto duraturo delle nostre azioni.

Il titolo sintetizza la chiave filosofica del brano: l’umanità è descritta come “cannibale di speranza e futuro”, l’unica specie capace di consumare il domani delle generazioni successive per un beneficio immediato. L’essere umano può distruggere o evolvere, ma spesso procede senza una direzione chiara. «“Cannibali” è un invito all’Ecologia dei Sentimenti», spiega Gero Riggio. «Ci dice che non possiamo salvare il pianeta se non salviamo prima la nostra capacità di restare incantati davanti alle piccole cose. Siamo gli artefici del nostro destino, ma il destino non è solo il successo personale: è la sopravvivenza della bellezza stessa».

“Palermo” Maiogabri

Tra il legno di un pianoforte a coda e il respiro degli archi, il brano è una ballad all’italiana sospesa tra pop e cantautorato, che si muove come una cartolina emotiva. Scritto di getto durante una passeggiata tra i vicoli del centro, la canzone di Gabriele Majorana, in arte Maiogabri, si sviluppa come un viaggio interamente suonato, in cui chitarre sognanti e archi accompagnano il paradosso di chi deve allontanarsi per ritrovarsi. Sullo sfondo, resta una consapevolezza più amara: anche quando la riconciliazione avviene, immaginare un futuro nella propria terra può risultare impossibile. 

«Sul finire dell’estate 2024, mentre attraversavo in bici i vicoli del centro, una frase mi si è accesa in testa: “La mia casa è solamente un posto in cui dormire la notte”. Non una frase poetica, piuttosto la mia realtà: io vivo il centro, vivo per strada, e la strada a Palermo è l’unico posto dove mi sento davvero a casa», racconta l’artista. «Ho accostato la bicicletta, mi sono seduto su una panchina e in pochi minuti “Palermo” ha iniziato a brillare da sé. Questo brano rappresenta per me un passaggio importante: la rabbia e l’ironia dei lavori precedenti lasciano spazio a una dolcezza malinconica, a un sentimento nudo che i vicoli della città vestono e amplificano. In studio ho voluto proteggere quell’emozione, anche a scapito della forma perfetta. Con “Palermo” il mio racconto si fa più terreno, più audace, più vero».

“Amunì” Shakalab

Nuovo singolo degli Shakalab, tra le realtà più riconoscibili della scena reggae italiana. Un titolo immediato e fortemente identitario, che richiama l’espressione siciliana “Amunì” – “dai, muoviamoci” – trasformandola in un invito collettivo all’azione, carico di energia positiva. Il brano si distingue per un ritmo dinamico e coinvolgente, con richiami rock and roll che si intrecciano alle sonorità reggae e urban tipiche della band. Uno stile che conferma la capacità degli Shakalab di fondere linguaggi diversi mantenendo intatta la propria identità artistica.

«“Amunì” è un richiamo immediato, qualcosa che ti spinge a muoverti, a non restare fermo – spiegano – un invito a reagire con leggerezza ma anche con consapevolezza». Un messaggio che guarda avanti senza perdere il legame con le radici, cifra distintiva del percorso del gruppo.

“Stati d’animo” Don Pero

Dopo la pubblicazione di “Tasto Dolente” e “Primo Passo”, Don Pero mette a nudo una fragilità spesso nascosta – ovvero il bisogno viscerale di essere accettati per ciò che si è, nonostante le proprie complessità – e presenta il nuovo singolo “Stati d’animo”. Avvolto da sonorità malinconiche e notturne, il brano si presenta dunque come un antidoto al dolore, uno spazio autentico in cui l’artista trasforma le difficoltà in consapevolezza, trovando nella musica una possibile salvezza.

L’estetica dell’intero progetto si svela già dalla cover di “Stati d’animo”, che non è altro che un esplicito omaggio al test psicologico di Rorschach. Ed ecco che, proprio come nelle celebri macchie d’inchiostro, dove l’osservatore proietta la propria interiorità per dare un senso a forme ambigue, Don Pero invita l’ascoltatore a guardare dentro le proprie zone d’ombra.

L’artista prosegue così lungo una strada che rimette al centro l’intimità e la sincerità del sentire, riscoprendo le atmosfere viscerali che hanno segnato i suoi esordi e contribuito ad un percorso ricco di nuove sorprese.

Ascolta la playlist su Spotify

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