Sicilian Playlist #278: le anime resistenti della musica mediterranea
La selezione della settimana parte con un connubio di quattro voci che proietta nel futuro l’oralità della musica etnica: Alfio Antico, Patrizio Trampetti, Jennà Romano e Amedeo Ronga ci propongono “A Sicilia senza ponti”, tratto dall’album “Anima delle due Sicilie”. Proseguiamo con “Rosa”, la tenera ninna nanna dedicata da Biancamare alla propria nonna, con “Malelingue” di Alessandra Ponente che combatte gli stigmi sulla figura femminile, e con “Meravigliosa incoscienza”, brano in cui Dimartino si mette pacificamente a caccia del leggendario “Sugghio”. Spazio anche a “Tira sassi” e alle nuove consapevolezze di Mario Biondi, a “A due passi dal mare”, title track elegante e solenne della prossima fiction Rai firmata dal graffio di Giusy Ferreri, e a “Lu sceccu”, brano in cui Femina Ridens ridona vita a suoni ancestrali. Chiudiamo con “Free Palestina” e la speranza di un futuro migliore cantata da Pippo Pollina, con “Lacrime e Negroni” in cui i Disorient Express esplorano il peso quotidiano di certi nostri pensieri, e con “Astral Threads”, un viaggio tra suoni spaziali in compagnia di Alter (D)ego
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“A Sicilia senza ponti” Alfio Antico, Patrizio Trampetti, Jennà Romano e Amedeo Ronga
“Anime delle due Sicilie”, un lavoro discografico che segna l’incontro tra quattro “anime resistenti” della musica italiana e mediterranea: Patrizio Trampetti, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Il progetto non si limita a una celebrazione della memoria, ma si configura come un esperimento di musica dalle radici etniche proiettata nel futuro, capace di fondere la forma-canzone con l’oralità popolare in una struttura assolutamente contemporanea. L’album nasce infatti come un “laboratorio glocale” dove Napoli e Sicilia si guardano allo specchio per riconoscersi parti di un unico territorio.
I brani affrontano temi profondi come la memoria storica, la crudeltà della guerra e l’identità mediterranea, rifiutando le etichette convenzionali. Ma non mancano lampi d’ironia, come nel brano “‘A Sicilia senza ponti”, dove il dialogo con sé stessi e con il proprio cuore assume un valore assoluto, capace da solo di far superare distanze ed ostacoli. Il progetto del disco nasce e fiorisce dall’esperienza live, nella quale gli artisti hanno avuto modo di affinare e integrare un linguaggio espressivo comune.
La forza del progetto risiede infatti nella caratura dei suoi protagonisti, quattro virtuosi che hanno intessuto ogni traccia dell’album: Patrizio Trampetti, storica colonna della Nuova Compagnia di Canto Popolare e autore di brani iconici come “Un giorno credi”, porta la sua pervicacia di “cantautore ostinato”; Alfio Antico, definito il “dio del tamburo”, è un visionario costruttore e suonatore di tammorre, in un lontano passato pastore di Lentini, che ha collaborato con giganti come De André e Dalla, portando con sé storie millenarie nate tra le pelli di pecora. Jennà Romano, leader dei Letti Sfatti e vincitore del Premio Ciampi, è un polistrumentista “provinciale e sconfinato” capace di far dialogare mondi apparentemente distanti; Amedeo Ronga, contrabbassista di grande sensibilità, è da oltre vent’anni legato ad Alfio Antico da un sodalizio musicale quasi “telepatico”.
“Rosa” Biancamare
La cantautrice, Floriana Poma all’anagrafe di Erice, dedica questa delicata ninna nanna alla sua bisnonna Rosa. Il brano racconta la perdita di una figura familiare importante e determinante nella vita di Biancamare. Un canto dell’anima a tratti nostalgico, ma pieno di amore e forza.
Biancamare quest’anno è entrata fra i 12 finalisti che si sfideranno per salire sul palco del Concertone di Roma del Primo Maggio. Un risultato da considerare già eccellente se si considera che erano stati 120 (su più di 1.700 iscritti) i progetti ammessi alla semifinale, dalla quale sono stati selezionati 12 progetti emergenti che accedono alla finale live di 1MNEXT2026.
“Malelingue” Alessandra Ponente
Il nuovo brano di Alessandra Ponente affronta il tema del pregiudizio e della stigmatizzazione femminile, ispirandosi alla figura della prostituta come simbolo di marginalità e giudizio sociale. Scritto da Alessandra Ponente e musicato da Alessandra stessa e Gaetano Mirabella, “Malelingue” si ispira al romanzo “Malavita” di Giankarim De Caro, che racconta la vita di due generazioni di prostitute nella Sicilia tra il primo Novecento e la Seconda guerra mondiale. Un affresco duro, storico e umano, che attraversa povertà, marginalità e stigma sociale, restituendo dignità e complessità a figure femminili spesso ridotte a stereotipo.
Il video è firmato dalla regista Emanuela Barilozzi Caruso, artista romana residente a Palermo, che racconta: «Questa è la storia di una donna e di tante altre, capaci di resistere e reagire alla violenza, visibile/invisibile, attraverso la propria capacità di immaginare. Il mare calmo, sognato, da cui riemerge, dà speranza alla speranza». Un racconto essenziale e stratificato che mette al centro il corpo, lo sguardo e il peso delle parole. Le malelingue diventano materia, presenza, segno. “Malelingue” è un grido contro le etichette, contro le voci velenose, contro lo sguardo che giudica e condanna. Ma è anche una presa di coscienza: la vergogna si muta in forza, la ferita in voce. Nonostante tutto e tutti questa donna cerca l’amore seppur a ore, come per lanciare un grido disperato di aiuto.
“Meravigliosa incoscienza”, Dimartino
A sette anni dal suo ultimo album “Afrodite”, Dimartino ha annunciato “L’improbabile Piena dell’Oreto”, il suo quinto album in studio, nonché il ritorno alla dimensione solista dopo gli ultimi anni di progetti condivisi e collaborazioni. Meravigliosa Incoscienza è il secondo singolo estratto dal nuovo album di Dimartino, in uscita in uscita l’8 maggio per Numero Uno / Sony Music Italy.
Il videoclip è diretto da Giuseppe Lanno ed è un piano sequenza girato nelle campagne di Misilmeri, il paese di Dimartino, vicino a Palermo. Nel video, Antonio metaforicamente va alla ricerca del “Sugghio”, il mostro leggendario siciliano che vive nei corsi d’acqua. Una caccia, ma pacifica. Non per uccidere il mostro ma per farci pace e aprire un dialogo.
“Tira sassi” Mario Biondi
S’intitola “Prova d’autore” la nuova opera, la prima in italiano, di Mario Biondi. Il “nero a metà” catanese è non solo interprete, ma anche autore e compositore, oltre che impegnato in arrangiamenti e produzione. «Sono contento di poter presentare questo progetto nel quale ho investito tanto tempo, amore e passione», dice il crooner, spiegando che «è lo sviluppo di quasi 20 anni di lavorazione, addirittura c’è un brano che ne ha 25. Essendo una prova molto importante, ho voluto ponderarla per bene, ci ho voluto lavorare con molta attenzione, dedicando più tempo ai dettagli, non mi sono legato a una tempistica precisa e mi sono potuto permettere di lavorare a volte su un brano per mesi, una cosa sicuramente desueta».
Lo si sente da subito nel singolo proposto a Sanremo e scelto per anticipare l’album, “Cielo stellato”, che gioca su sonorità soul-jazz, ma anche nel brano che apre l’album, “Ciao dottore”, dedicato a un amico medico scomparso durante il Covid, e nell’impegnata “Tira sassi”, che «credo sia la mia visione di virtù. Con il tempo sto maturando, comincio a arrabbiarmi sempre di meno e a cercare di essere più costruttivo, se mi tirano i sassi, io costruisco una casa in pietra».
“A due passi dal mare” Giusy Ferreri
Il brano è la title track della colonna sonora della nuova serie tv coprodotta da Rai Fiction e Rodeo Drive “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”, che andrà in onda in prima visione su Rai1 dal 12 aprile. La voce di Giusy Ferreri si fa interprete di un brano solenne ed elegante, con un sapore orchestrale di rara intensità che eleva il graffio unico di Giusy a una dimensione cinematografica. Un’opera che traduce in musica il fascino della penisola sorrentina, un tema iconico che accompagnerà il pubblico in ogni puntata.
Matteo Buzzanca, prolifico compositore sia per il cinema (sue le musiche, tra gli altri, de “Il divin codino”, “Trash – La leggenda della piramide magica”, “Prophecy”), sia per la tv (“Noi siamo leggenda”, “Per Elisa – Il caso Claps”, “Se fossi te”), per “Roberta Valente” firma una colonna sonora che incarna l’anima romantica e sognante della serie. «Ho scritto una colonna sonora che esprime i colori dei personaggi e dei luoghi», spiega Matteo Buzzanca. «Sorrento è una terra ricca di storia e di tradizioni molto riconoscibili: era importante tenerne conto senza scivolare nello stereotipo. Ho preso ispirazione dalle sonorità e dalle inflessioni mediterranee, usandole come aromi dentro le composizioni. Mentre lo scrivevo immaginavo la voce di Giusy Ferreri. Sapevo che non sarebbe stato semplice coinvolgere un’artista del suo calibro, ma ho provato a contattarla. È venuta in studio ad ascoltare il brano e la sua risposta è stata immediata: ha detto subito sì».
“Lu sceccu”, Femina Ridens
Brano tratto da “Etna Calling”, non un semplice album, ma una chiamata dalle radici più profonde della Sicilia, un dialogo vivo tra memoria e presente, tra canti popolari antichi e linguaggi sonori contemporanei. Prodotto artisticamente da Cesare Basile per RadiciMusic Records, l’album nasce da un’operazione di ricerca e reinvenzione: canti di tradizione orale siciliana – tramandati per secoli da voce a voce – vengono riletti attraverso un tessuto sonoro che intreccia strumenti arcaici e mediterranei (buttafuoco, santur persiano, harmonium indiano, guitarzouki, banjo-oud) con elettronica suonata rigorosamente dal vivo, senza loop né basi preregistrate. L’obiettivo non è “riprodurre” fedelmente, ma custodire il fuoco della tradizione: riportarne in superficie l’energia vitale, le sfumature imperfette, le vibrazioni arcaiche che oggi rischiano di perdersi nel rumore levigato del mainstream globale.
La voce di Francesca Messina, potente e intima allo stesso tempo, si intreccia con i paesaggi sonori di Massimiliano Lo Sardo, generando atmosfere che oscillano tra evocazione rituale e visione onirica. La Sicilia di Etna Calling non è cartolina oleografica né folklore da cartellone turistico. È una terra di contrasti, attraversata da tensioni ancestrali e sintetiche, pastorali e cosmiche, mistiche e disturbanti. I brani, liberi dalla forma-canzone canonica, respirano come organismi vivi: frammenti melodici che si dilatano, parole che diventano suono, ritmi che evocano tanto il battito della terra quanto l’eco di presenze aliene.
“Free Palestina” Pippo Pollina
Nuovo brano del cantautore palermitano con base in Svizzera contenuto nell’album di inediti “Fra guerra e pace”. Il video, prodotto da Rambaldo degli Azzoni Avogadro e diretto da Enzo De Giorgi, alterna l’esibizione di Pippo in studio a frammenti della guerra in Palestina. Bombe, rovine e disperazione lasciano progressivamente spazio a manifestazioni in tutto il mondo e a un fiore che sboccia dalle macerie, sottolineando il senso del brano e dell’intero album, ovvero la speranza in un cambiamento e in un futuro migliore, nonostante tutto.
Il cortometraggio è realizzato in gran parte tramite intelligenza artificiale, partendo, in alcuni casi, dall’adattamento in post-produzione di immagini o fotogrammi video già presenti in rete in varie forme.
«Per il popolo della Palestina, tradito perfino da una propria minoranza armata», osserva Pippo Pollina. «Perché la liberazione di quella terra passa dal rifiuto di ogni logica della violenza a tutti i costi. Del muro contro muro. Di chi semina odio per interessi propri o per quelli di chi gli ha armato la mano. La musica suona per la gente. E la gente la guerra non la vuole».
“Lacrime e Negroni” Disorient Express
Nuovo singolo dei Disorient Express che affronta il malessere quotidiano generato dal peso dei pensieri, delle abitudini e dei piccoli malumori che si accumulano giorno dopo giorno. In questo clima notturno e un po’ surreale, nel video, diretta e prodotto da Michele Lo Surdo e Federico Panasiti, emerge un chiaro omaggio alla figura del barman: «Quel confessore della notte (il barman) che sa come curare i nostri malesseri quotidiani miscelando sapientemente la giusta dose di “veleno” che ci rende incapaci di decifrare la realtà, diventando oltremodo distorta, come quando si osserva l’orizzonte sull’asfalto infuocato in piena estate, in un gioco di ruolo che cambia in quanto tale. In questa introspettiva notturna talvolta inconsciamente, impersonificando il nostro stesso malessere, abbiamo necessità di cambiarne la visione».
Nel brano – racconta la band – «compare anche un riferimento diretto e ironico a Jack Torrance, icona kubrickiana intrappolata nei suoi stessi demoni, a sottolineare come ognuno possa ritrovarsi a bussare al bancone con le proprie ossessioni. “Lacrime e Negroni” è dunque un viaggio tra leggerezza apparente e profondità emotiva, dove l’ironia diventa l’unico modo per galleggiare sopra le tossicità del quotidiano».
“Astral Threads” Alter (D)ego
Nuovo singolo di Alter (D)ego, l’alter ego del pianista e compositore palermitano Diego Spitaleri. Il brano «è un viaggio sonoro sospeso tra texture ambientali e suoni spaziali, pensato per rilassare, meditare e accompagnare momenti di introspezione, ideale per le playlist di ambient, relax e focus», spiega il musicista.
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