Sicilian Playlist #283: Manutsa ed Ennio contro ogni forma di guerra

Dopo l’esperienza a The Voice Generations, il duo siciliano torna con “Manifesto”, un brano che vuole squarciare la cortina dell’indifferenza e denunciare la normalizzazione dei conflitti. La selezione prosegue con “The Man in the Suit”, ballad malinconica e impegnata di FRANCIS’ SCREAM, con “Non vi deluderò”, una toccante dedica che i viaggiatori rivolgono alle loro famiglie lontane firmata da Ermes Russo e Silvia Mezzanotte, e con “HAL”, in cui i Pagoda Universe esplorano quel sentimento misto di sgomento e fascino che lega uomo e tecnologia. Tra i consigli della settimana anche “Baila”, la rinascita inattesa dopo la fine di un’amore cantata da Joline Terranova, “Estate sintetica”, remaster di un brano in cui Armando Cacciato offre una visione sospesa tra leggerezza e mistero, e “Lento”, distopia alla Matrix firmata EDY. Chiudiamo con “PALERMITANO”, in cui il rapper Mated ci porta tra le strade del capoluogo con i suoi occhi, e “All’ombra di una bomba atomica”, delicato e inquieto ritratto del nostro presente di Pietro Spanò

Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Manifesto” Manutsa e Ennio 

Dopo aver conquistato la finale della seconda edizione di The Voice Generations, Manuela Di Salvo, in arte Manutsa, e Ennio tornano sulla scena musicale con questo brano che vuole essere un grido civile che trasforma il dolore della guerra in una presa di coscienza collettiva. Tra maree di silenzio, infanzie spezzate e immagini che feriscono la memoria, il brano denuncia l’indifferenza e smaschera le narrazioni che tentano di rendere accettabile la violenza. È un invito a non restare spettatori, ma a scegliere da che parte stare, prendere parola e opporsi, nella consapevolezza che ogni vita conta e che nulla di tutto questo deve diventare normale.

Il duo di artisti siciliani ha conquistato il pubblico partecipando alla seconda edizione di The Voice Generations, distinguendosi per autenticità e originalità fino a raggiungere la finale grazie a una toccante interpretazione del brano “Al di là dell’amore” di Brunori Sas. Nel corso del programma, i due cantautori si sono fatti portavoce di un forte messaggio sociale contro la violenza e la tragedia delle morti in mare, trasformando il proprio percorso artistico in un autentico manifesto di denuncia e consapevolezza.

Il brano, interpretato da Manutsa ed Ennio e scritto dalla stessa Manutsa, è stato prodotto, registrato e mixato da Roberto Terranova, presso ErrEstudio per Jacklab Records e vede la preziosa collaborazione di Ivano Zanotti alle batterie e percussioni. Il mastering è stato curato da Giovanni Versari presso La Maestà Studio.

“That Man in the Suit” FRANCIS’ SCREAM

FRANCIS’ SCREAM, cantautore siciliano che mescola indie folk, indie rock e sfumature lo-fi, presenta il nuovo singolo scritto da Francis (all’anagrafe Francesco Scrima) e prodotta da Simone Poccia (Mob Studios). “That Man in the Suit” è una ballad dal forte sapore vintage, costruita su un intreccio di chitarre acustiche, pianoforte, organo e armonica, che accompagna un racconto sospeso tra malinconia e critica sociale. Le atmosfere intime e narrative del brano si aprono in un ritornello straniante e quasi sospeso, capace di introdurre all’improvviso una leggerezza solo apparente dentro un testo attraversato da immagini inquietanti e disilluse. Attraverso slogan, ordini sussurrati e visioni che mescolano pubblicità, controllo e consumo umano, il brano tratteggia la figura simbolica di un uomo elegante, incarnazione di un potere ambiguo e normalizzato.

Del brano, Francis racconta: «È un manifesto di protesta per tempi in cui la violenza non ha più bisogno di urlare: indossa una giacca elegante e vive nascosta dietro pubblicità luminose e promesse rassicuranti. La propaganda illumina le strade, anestetizza il dissenso e trasforma le persone in qualcosa da consumare in silenzio»,

Con una carriera ancora giovane, Francis’ Scream si distingue per un sound indie autentico e catartico, in cui chitarre potenti e arrangiamenti stratificati incontrano un’intensità emotiva sincera. Folk-pop e indie si intrecciano nella sua scrittura, tra storie di amore, desiderio e dolore raccontate con immediatezza e forza evocativa. Francis’ Scream si muove in un immaginario alt-indie personale e riconoscibile, capace di unire radici folk e sensibilità contemporanea.

“Non vi deluderò” Ermes Russo feat. Silvia Mezzanotte

Mazara del Vallo è da sempre luogo di incontro e integrazione tra culture diverse. Qui è nata la The Vocal Academy, accademia di canto fondata da Silvia Mezzanotte e Riccardo Russo oltre dieci anni fa. Da questa realtà prende vita “Non vi deluderò”, un progetto musicale che dà voce a ragazzi provenienti da diversi continenti beneficiari del Progetto di accoglienza SAI MSNA del Comune di Mazara del Vallo. L’iniziativa nasce da un’intuizione di Riccardo Russo e del giovane cantautore Ermes Russo, con l’obiettivo di costruire, attraverso una serie di incontri, un brano capace di raccontare esperienze di vita, storie di adolescenti costretti a crescere in fretta per fuggire alle guerre e alla povertà per rincorrere il sogno della libertà e della dignità umana. Un viaggio doloroso e di speranza che nel progetto trova ascolto e umanità.

Il brano, scritto da Ermes Russo e dalla giovanissima cantautrice Alcamese Vittoria Blunda, porta un titolo potente e simbolico: è una promessa rivolta alle famiglie lasciate lontano, ai genitori, ai fratelli e agli affetti custoditi nel cuore durante tutto il viaggio. All’interno del brano, ispirato dalle storie di vita dei ragazzi risuona il coro delle loro voci in lingua originale, elemento che rende il progetto ancora più autentico e universale. Verrà presentato a Mazara del Vallo nell’ambito della prima manifestazione dedicata alla Giornata Mondiale del Rifugiato.

Silvia Mezzanotte: «Questo brano è un ponte tra storie, culture e generazioni, nato dalla convinzione che la musica possa trasformarsi in ascolto, accoglienza e memoria condivisa. Anche il mio cuore sente di voler dire a questi ragazzi e alle loro famiglie: “Non vi deluderò”».

Ermes Russo: «È stato bellissimo poter conoscere questi ragazzi e le loro storie  e dare voce a quello che hanno vissuto sia nella loro lingua che in lingua italiana soprattutto per fare capire anche al nostro Paese l’inferno che hanno attraversato».

“HAL”, Pagoda Universe

È il nuovo singolo dei Pagoda Universe e il primo per l’etichetta discografica Mendaki Publishing. Il brano affronta il tema dell’intelligenza artificiale attraverso una narrazione in prima persona, esplorandone il dualismo più attuale: da strumento di progresso e supporto alla quotidianità a presenza ambigua, capace di trasformarsi in una minaccia potenzialmente distruttiva.

Con il loro synth-pop energico e inquieto, i Pagoda Universe costruiscono un brano che si muove tra entusiasmo e paura, ironia e disincanto, restituendo in forma sonora una delle grandi tensioni del presente. “HAL” diventa così una figura simbolica, una voce sospesa tra salvezza e controllo, tra fascinazione tecnologica e perdita di dominio umano. «HAL è la personificazione dell’entusiasmo e dei timori di chi utilizza le intelligenze artificiali. Per noi è come quel personaggio che fino a metà film non sai se salverà il mondo o lo distruggerà», racconta la band.

Ad accompagnare l’uscita, il videoclip ufficiale diretto da Nicholas Baldini, già regista di importanti produzioni per artisti del calibro di Alfa e Shade. Il video adotta una tecnica ibrida che combina riprese reali, elaborazioni in CGI e intelligenza artificiale, offrendo una rappresentazione visiva del multiverso creativo e immaginifico della band siciliana. Nel videoclip i Pagoda Universe si muovono all’interno di un universo generato dalle suggestioni che li influenzano ogni giorno, trasformando il brano in un viaggio visivo tra realtà, simulazione e immaginario digitale.

“Baila” Joline Terranova

L’artista palermitana presenta un brano pop dance tratto da una storia vera e racconta il viaggio emotivo di una ragazza che, dopo la fine di una relazione importante, si ritrova smarrita e senza direzione. Ma proprio quando tutto sembra perdere significato, una giornata d’estate cambia ogni cosa. Tra il calore della spiaggia, il ritmo del DJ e l’energia di una festa, la protagonista riscopre se stessa e si lascia alle spalle il passato. Un incontro inaspettato riaccende leggerezza e voglia di vivere il momento.

«“Baila” si inserisce nel mio progetto artistico come espressione della mia natura versatile e poliedrica, lontana da uno stile statico», spiega l’artista. «Ho voluto unire l’energia pop dance ad un racconto emotivo ed intimistico di una ragazza portando una fase di leggerezza all’interno del mio percorso musicale. La scrittura del testo è stata fatta in una notte della scorsa estate, notte in cui non potevo prendere sonno perché la mia amica “ispirazione” mi è venuta a trovare e io ho dovuto ascoltarla».

Il videoclip di “Baila” è stato girato in diverse location suggestive della costa siciliana, che accompagnano visivamente il percorso emotivo della protagonista. Le prime scene sono ambientate presso l’Hotel Palm Beach, tra il pontile e il bordo piscina, dove Joline Terranova appare sola, immersa in un’atmosfera intima e riflessiva. Il racconto prosegue in mare, con riprese in barca nei pressi di Torre Normanna e all’interno di una suggestiva grotta, simbolo di introspezione e passaggio.

Le scene finali sono state girate a Sant’Elia, dove prende forma la dimensione più dinamica e corale del videoclip. Qui, insieme all’attrice Sonia Marino, al DJ Giuseppe Lo Iacono e a Giovanni Plances, si sviluppa la narrazione: la protagonista, interpretata da Sonia Marino, ritrova sé stessa anche grazie all’incontro con un ragazzo e al supporto dell’amica, interpretata da Joline Terranova.

“Estate sintetica” Armando Cacciato

A volte certi brani non appartengono soltanto al passato. Restano sospesi nel tempo, in attesa del momento giusto per tornare. “Estate Sintetica”, pubblicato originariamente nel 2009, torna in una nuova versione. Il brano, all’epoca, ottenne una buona risonanza all’interno delle radio digitali e delle piattaforme dedicate alla musica indipendente, tra cui Last.fm e Stereomood, muovendosi in quell’universo alternative-pop che in quegli anni stava contaminando anche la scena italiana.

Registrato insieme a Salvatore Cani, storico compagno musicale di Armando Cacciato negli Harea Kreativa, il pezzo conserva ancora oggi una forte impronta identitaria. Cani, oltre ad aver registrato le linee di basso, firma tutte le chitarre elettriche presenti nel brano, contribuendo a costruire un sound diretto, essenziale e fortemente evocativo.

Armando Cacciato, oltre alla voce, aveva invece registrato batteria, percussioni e tastiere, elementi che già nella versione originale contribuivano a definire quell’atmosfera sospesa tra elettronica artigianale, indie-rock e suggestioni estive vagamente visionarie.

Le sonorità richiamano certe atmosfere indie-rock e alternative dei primi anni Duemila, con riferimenti che rimandano a gruppi come The Strokes, oggi nuovamente al centro dell’attenzione internazionale.

“Estate Sintetica” racconta un’estate surreale e artificiale, fatta di notti umide, tensioni elettriche e immagini che sembrano emergere da un ricordo deformato dal tempo. La scrittura, volutamente criptica e visionaria, alterna leggerezza e malinconia, trasformando il brano in una fotografia emotiva sospesa tra nostalgia, desiderio e alienazione.

“Lento” EDY

Mentre continua il tour di presentazione, EDY pubblica il video di “Lento”, focus track del nuovo lavoro discografico “ALGORITMOCRAZIA”. Un video dalla dimensione urbana e quasi distopica, costruito su un immaginario che richiama Matrix: una pastiglia e il gessetto di una bambina diventano gli unici antidoti alla violenza del presente. Due EDY in scena: quello reale e il suo alter ego, la maschera in giacca e cravatta. Due facce della stessa guerra. Un conflitto visivo tra identità, potere e verità. Tra ciò che mostri e ciò che sei.

“ALGORITMOCRAZIA”, uscito l’8 maggio scorso, segna un momento cruciale nel percorso di EDY. Un lavoro maturo, consapevole e profondamente radicato nel presente: l’artista spinge con decisione verso una nuova fase creativa, invitando pubblico e addetti ai lavori a prenderne parte.

“PALERMITANO”, Mated

“PALERMITANO” primo EP di Mated, rapper classe 2005. Il brano rappresenta la chiusura di un primo ciclo artistico e umano, un punto di partenza che nasce dalla sua città e dalla necessità di raccontarla senza filtri lontano dagli stereotipi che spesso la accompagnano. Palermo nell’immaginario comune viene spesso associata a una narrazione negativa; Mated sceglie invece di mostrarne l’altra faccia, trasformando la propria esperienza personale in musica.

Lo scorso 1 maggio Mated ha vissuto uno dei momenti più importanti del suo percorso artistico esibendosi davanti a 28.000 persone allo stadio Stadio Renzo Barbera di Palermo durante il preshow della partita Palermo–Catanzaro. Un’occasione unica durante la quale ha annunciato l’uscita di “PALERMITANO”, ripreso e condiviso anche sui social.

Con “PALERMITANO”, Mated firma un manifesto generazionale che parte dalla strada, dalla lingua e dalle radici per guardare già verso scenari più ampi.

“All’ombra di una bomba atomica”, Pietro Spanò

Il cantautore palermitano fa uscire il primo singolo del nuovo album “Uomini”, che sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali da giovedì 11 giugno 2026. Nel suo stile, molto legato alla canzone d’autore, in particolare di quella legata alla “scuola bolognese” di Lucio Dalla e Samuele Bersani, Spanò fa convivere surrealismo, cronaca sentimentale, immagini cinematografiche e improvvise illuminazioni. Racconta l’inquietudine contemporanea con delicatezza, lasciando sempre spazio al dubbio, all’ambiguità e alla tenerezza.

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