Sicilian Playlist #286: l’inno all’emancipazione femminile di Cassandra Raffaele nel ricordo di Saman
La selezione di questa settimana parte con “Maleducata”, singolo che, tra beat elettronici e jungle mediterraneo, rappresenta un manifesto politico ed emotivo per la libertà delle donne. Proseguiamo con “Foresta incantata”, brano in cui Büo presenta l’immagine di una natura ambigua, sospesa tra accoglienza e pericolo, e con “Come fosse un film”, in cui Chiara Accardi esorcizza la fine di un amore. Chiudiamo con “A Malasorte”, riflessione ironica sul concetto di sfortuna firmata da Alessandra Ponente, con “Sicily”, omaggio alle radici isolane di Sissy Castrogiovanni, e con “Calma apparente”, brano per pianoforte minimale e intimo di Diego Spitaleri
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Maleducata”, Cassandra Raffaele
Dopo le atmosfere notturne e visionarie di Welcome to Sicily, Cassandra Raffaele esce con un nuovo singolo che spinge ancora oltre la dimensione elettronica e clubbing del percorso intrapreso dall’artista, mescolando jungle londinese, house, tensione ritmica e radici mediterranee in un cortocircuito sonoro fisico, tribale e contemporaneo. Un pezzo pensato per il dancefloor ma capace, allo stesso tempo, di trasformarsi in un manifesto emotivo e politico.
Cassandra Raffaele accelera il passo per entrare nel cuore del suo nuovo capitolo discografico con un brano urgente, viscerale e fortemente identitario. “Maleducata” prende ispirazione dalla tragica vicenda di Saman Abbas (la diciottenne pakistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato le nozze combinate) e trasforma quella ferita collettiva in un inno elettronico di emancipazione femminile, una presa di posizione netta contro ogni forma di imposizione culturale, violenza e controllo. Il brano racconta la ribellione di chi sceglie di rompere schemi e aspettative per rivendicare il diritto di esistere liberamente, decidendo del proprio corpo, della propria vita e del proprio destino.
«La storia di Saman mi ha toccata nel profondo», racconta Cassandra Raffaele. «Volevo scrivere un brano che non piangesse la sua fine, ma che celebrasse la rabbia pulita di chi vuole vivere alle proprie condizioni. “Maleducata” è la risposta a tutte le gabbie mentali e culturali, un’urgenza sonora che rivendica libertà e autodeterminazione».
Scritto e prodotto dalla stessa Cassandra Raffaele, “Maleducata” fonde beat elettronici incalzanti e atmosfere jungle mediterranee, costruendo un immaginario sonoro sospeso tra club culture europea e suggestioni del Sud. Il mix e il mastering sono stati affidati a Carlo Longo. Il risultato è un brano ad alta intensità ritmica, pensato per i club e le playlist più trasversali e d’avanguardia, ma attraversato da una forte tensione narrativa ed emotiva che conferma ancora una volta la capacità di Cassandra Raffaele di unire ricerca sonora, scrittura pop e visione artistica personale.
“Foresta incantata”, Büo
Un percorso musicale che parte dalla Sicilia, da Agrigento, e si intreccia con sonorità contemporanee e influenze internazionali. “Foresta incantata” è il singolo di Büo, nome d’arte di Alberto Stuto, giovane dj e producer classe 1997, primo tassello dell’album “Respiro di pietra”, appena pubblicato, un progetto che unisce ricerca sonora e dimensione introspettiva.
Un’immersione tra natura oscura e paesaggi interiori. L’opera intreccia folktronica, ambient e suggestioni mediterranee. Il disco è il frutto di un periodo che raccoglie stati d’animo contrastanti e di frammentazione interiore. La natura emerge come presenza duplice: accogliente e perturbante. Le composizioni seguono un percorso di attraversamento più che lineare.
Ogni traccia rappresenta una soglia tra stati emotivi differenti. Il progetto nasce da un processo fortemente collaborativo tra artisti eterogenei. Tra i contributi: Mondocane, FiloQ, Chalanga, Mavàra, Elia Lasorsa, Davide Siervo, Tommy Cyaen, Lucía González Gaitán, Chalanga, Esse, Jey, Jo Choneca, Neb, Vella e altri.
“Come fosse un film”, Chiara Accardi
Fresca reduce da Musicultura 2026, Chiara Accardi, cantautrice siciliana, fa uscire questo singolo alle soglie del suo album d’esordio. Il brano esorcizza la fine di un amore che è bruscamente tornato a terra, rappresentando di fatto il secondo atto del racconto avviato con “Mi Manchi Ma Non Parlo”.
Il brano racconta la presa di coscienza di un amore rivelatosi un’illusione, una storia costruita su “grandi parole” e gesti teatrali che, alla prova dei fatti, si sono dimostrati vuoti. Riprendendo il celebre “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, Chiara Accardi gioca sul contrasto tra un testo lucido e disilluso, e una produzione musicale decisamente up. Il testo descrive un impiego di forze sbilanciato: da una parte chi si è fidato e innamorato sinceramente, dall’altra chi ha vissuto la relazione come fosse un film: recitando una parte, inscenando drammi inesistenti (“fai finta di passare l’inferno”) e trattando l’amore come un semplice incontro fortuito. Il brano però non piange sulle macerie: esorcizza il dolore e ne fa un groove coinvolgente.
Con un sound ruvido e la voce di Chiara in primo piano, la canzone si contorna di particolari riff di chitarra elettrica che creano un immaginario preciso fin dal primo ascolto. Prodotto a Palermo con Fabio Rizzo (Alessio Bondì, Pan del Diavolo, Eugenio in Via di Gioia), il brano è arricchito dal contributo di Aki Spadaro (piano) , Fabio Rizzo (chitarre), Donato Di Trapani (synt).
“A Malasorte”, Alessandra Ponente
Il video di “A Malasorte”, firmato dal regista Giuseppe Emanuele Cardinale, regista, visionario di isola delle femmine, ex autore delle iene, accompagna il brano con immagini intense e dal forte impatto realistico, girate tra i vicoli e i mercati più caratteristici di Palermo. La regia sceglie uno stile diretto e coinvolgente, capace di raccontare una città viva, lontana dalle rappresentazioni più convenzionali, fatta di persone vere, lavoro quotidiano e relazioni genuine. In questo contesto Palermo diventa parte integrante del racconto, trasformando il concetto di “malasorte” in un momento condiviso di riscatto collettivo, tra ironia, energia popolare e senso di appartenenza.
“A Malasorte” è una riflessione lucida e ironica sul modo in cui la sfortuna viene osservata e giudicata in una società sempre più centrata sull’individualismo. Mette in discussione un mondo che sacrifica il bene comune a favore del benessere personale, restituendo uno sguardo critico ma profondamente umano: “Con questo brano ho voluto parlare della malasorte e di tutto ciò che, soprattutto nella mia terra, la Sicilia, ancora oggi si porta dietro tra credenze e superstizioni – racconta Alessandra Ponente -. Gesti come toccare il ferro o spargere sale fanno parte di un immaginario che molti conoscono bene e che, in un modo o nell’altro, continua a vivere nella quotidianità. Allo stesso tempo, la canzone tocca anche il lato più umano e delicato di queste credenze, quando possono influenzare il modo in cui si guardano le persone e creare distanze non sempre giuste. tra i più giovani, queste visioni stanno lentamente perdendo forza, lasciando spazio a uno sguardo più consapevole. La tradizione rimane, ma viene riletta in modo più leggero, senza pesare sui rapporti umani”.
Musicalmente, “A Malasorte” prosegue il percorso identitario dell’artista, intrecciando parola, ritmo e tradizione in una scrittura diretta e consapevole, capace di trasformare una condizione avversa in una possibilità di resistenza e condivisione. Questo singola conferma la cantautrice come una voce capace di osservare il presente senza filtri, trasformando fragilità e contraddizioni in racconto collettivo.
“Sicily”, Sissy Castrogiovanni
“Sicily” è un brano che racconta il legame profondo con la propria terra d’origine e il senso di appartenenza che emerge con forza quando si vive lontani da casa. È un viaggio emotivo tra distanza e ritorno, fatto di immagini sensoriali e del richiamo costante delle proprie radici: quel filo invisibile che continua a tirare anche quando si vive dall’altra parte dell’oceano.
Tra il profumo della zagara, l’odore del mare e un cielo pieno di stelle, emerge anche l’orgoglio di appartenere ad una terra amata e desiderata in tutto il mondo, e la forza di poter dire: “io vengo da qui”.
Il testo alterna siciliano, italiano e inglese, riflettendo in modo autentico l’identità multiculturale di Sissy Castrogiovanni, sospesa tra la Sicilia e gli Stati Uniti. La scelta delle tre lingue riflette in modo autentico il linguaggio e il modo di esprimersi di chi vive una vita tra due culture e due mondi differenti. Dal punto di vista sonoro, il pezzo unisce tradizione mediterranea e jazz contemporaneo americano, aprendo anche a sonorità rock legate alle chitarre elettriche.
La canzone non è solo un omaggio alla Sicilia, ma una riflessione universale sul concetto di casa, identità e ritorno, dedicata a chi vive lontano dalle proprie radici ma continua a portarle dentro di sé ovunque si trovi.
Spiega l’artista a proposito del brano: «Sicily è un brano che rappresenta la naturale evoluzione di chi sono oggi, e di tutto quello che porto a 360 gradi. C’è la Sicilia dove sono nata e cresciuta, ma c’è anche l’America dove ho vissuto per 16 anni. C’è il folk della mia terra, e c’è l’esposizione costante al sound Afroamericano e internazionale. L’uso del siciliano, dell’italiano e dell’inglese, insieme, rappresenta esattamente come vivo e come mi esprimo oggi, è un modo di parlare naturale per chi ha vissuto a lungo tra più culture, dove si switcha spesso tra una lingua e l’altra, perché ci sono cose che rendono il concetto solo se espresse in quella determinata lingua. Anche il processo di registrazione è stato una scelta precisa, mirata al voler essere assolutamente autentica: “Sicily” registrato a Boston (USA), è stato registrato totalmente LIVE in studio, perché vuole mantenere quell’approccio jazz, organico e diretto, che lascia spazio all’interazione reale tra i musicisti. Nessuna campionatura, nessun click, si entra in studio, e si suona. Live. Punto. Il nuovo sound evolve i suoni più folk che hanno caratterizzato la mia musica finora, aprendo adesso alle chitarre rock e ai suoni elettronici. Una nuova contaminazione per me, che mi entusiasma».
“Calma apparente”, Diego Spitaleri
Il pianista e compositore palermitano Diego Spitaleri pubblica il nuovo singolo “Calma apparente”, un brano per pianoforte felt minimalista e meditativo, dal suono intimo e cinematico. Costruito su dinamiche sottili, pause e risonanze profonde, esplora il contrasto tra calma esteriore e tensione interiore.
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