Sicilian Playlist #289: I Bellamorèa e il coraggio di sognare
La selezione di questa settimana si apre con “E non hai ancora visto niente”, un incoraggiamento che i fratelli Emanuele e Francesco Bunetto rivolgono alle nuove generazioni. Proseguiamo con “Non mi va”, brano indie rock di Alice Blasi sulla necessità di liberarsi dal peso delle aspettative altrui, e con “New Millennium”, rivisitazione contemporanea di un grande classico della dance anni ’90 firmato da Antonio Dimartino e Topazz. Spazio anche a “Malìa”, seducente brano di Levante che prosegue il suo percorso d’analisi sulle sfumature dell’amore, e a “Burocrazia sentimentale”, con cui il catanese Francesco Foti ci invita a prendere le distanze dalla monotonia della routine. Chiudiamo con “Sikelìa”, lettera d’amore ad una Sicilia troppo spesso abbandonata e sfruttata di IBLA, e con “Cuori ri canna”, estratto dall’album d’esordio dei Lero Lero, che guardano al folklore siciliano con occhi contemporanei
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“E non hai ancora visto niente” Bellamorèa
I Bellamorèa, duo musicale formato dai fratelli siciliani Emanuele e Francesco Bunetto, da anni coniugano musica e impegno civile, raccontando attraverso le loro canzoni temi come inclusione, legalità, memoria e responsabilità sociale. Con il loro 36° videoclip, “E non hai ancora visto niente”, proseguono questo percorso artistico con un brano dedicato ai giovani, che invita a credere nelle proprie capacità e a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà.
Attraverso un testo intenso e coinvolgente, gli artisti affrontano temi come l’autostima, la resilienza, il coraggio di inseguire i propri sogni e l’importanza di costruire il proprio futuro con determinazione. Un momento particolarmente significativo è rappresentato dalla parte in lingua siciliana, che richiama le radici culturali e invita a non dare ascolto a chi cerca di limitare le aspirazioni degli altri.
Da sempre impegnati anche in progetti educativi rivolti a scuole e università, i Bellamorèa utilizzano la musica come strumento di riflessione e crescita, promuovendo valori di inclusione, solidarietà e consapevolezza. Anche questo nuovo videoclip si inserisce in una produzione artistica che mira a parlare a pubblici di tutte le età, trasformando la musica in un mezzo di dialogo, speranza e cambiamento.
Il messaggio finale è chiaro: le difficoltà non definiscono una persona e il futuro può riservare opportunità inaspettate a chi continua a credere in sé stesso.
“Non mi va” Alice Blasi
La giovane cantautrice catanese propone un brano indie rock energico e autentico che affronta il tema della libertà di essere sé stessi, senza il peso delle aspettative altrui. Tra sonorità incisive e un’attitudine anticonvenzionale, la canzone racconta la scelta di abbandonare le maschere e di accettare anche le proprie fragilità, trasformandole in un punto di forza.
Il singolo si rivolge a chi sente il bisogno di vivere con maggiore sincerità, rivendicando il diritto di sbagliare, cambiare percorso e non conformarsi a modelli imposti. Un messaggio che invita a mettere da parte la ricerca della perfezione per riscoprire il valore dell’autenticità e della libertà personale.
L’artista dedica il brano a chi, attraverso l’arte e la creatività, sceglie ogni giorno di esprimersi senza rinunciare alla propria identità, nonostante i giudizi e le convenzioni sociali che spesso scoraggiano chi percorre strade meno tradizionali.
Girato tra i vicoli di Acireale, il videoclip accompagna questo messaggio con immagini dal forte valore simbolico. La narrazione lascia spazio alle emozioni e alla danza, mentre figure inizialmente imprigionate in abiti formali e ruoli prestabiliti si liberano progressivamente delle proprie maschere. Il risultato è un racconto visivo che celebra il coraggio di vivere con autenticità, facendo dell’arte un potente strumento di espressione, consapevolezza e libertà.
“New Millennium” Antonio Dimartino feat. Topazz
Il DJ palermitano Antonio DiMartino firma una rilettura moderna di uno dei motivi più celebri della dance di fine anni Novanta. Il progetto prende ispirazione dal celebre brano che nel 1999 consacrò i Topazz sulla scena internazionale, ma va oltre il semplice remake, dando vita a una produzione completamente rinnovata.
Pur mantenendo il caratteristico sample che ha reso inconfondibile l’originale, il nuovo singolo propone una composizione inedita, arricchita da nuovi arrangiamenti, una diversa struttura musicale e un sound pensato per il pubblico e i club contemporanei.
La presenza dei Topazz come featuring ufficiale crea un ponte tra due epoche, unendo il fascino di un classico della dance europea con un linguaggio musicale attuale. “New Millenium” celebra così l’eredità di un brano iconico, proiettandolo verso una nuova generazione di ascoltatori senza rinunciare alla sua identità.
“Malìa” Levante
Con “Malìa”, disponibile dal 26 giugno, Levante aggiunge un nuovo capitolo al percorso narrativo dedicato alle molteplici sfumature dell’amore e delle sue contraddizioni. Il brano esplora il fascino irresistibile della seduzione, raccontando un sentimento sospeso tra desiderio, passione e mistero, capace di attrarre e trasformare chi lo vive.
L’artista ha presentato il singolo in anteprima il 19 giugno sul palco del concerto del Roma Pride, manifestazione di cui è stata ambassador, anticipando così l’uscita ufficiale del brano. “Malìa” entrerà a far parte del prossimo album “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”.
Al centro della canzone c’è Malìa, una donna che vive nella Parigi di Pigalle e che fa della libertà la propria scelta di vita. Attraverso questo personaggio, Levante racconta un amore privo di appartenenza e di vincoli, vissuto come un continuo movimento tra incontri, desiderio e indipendenza.
Con la sua scrittura evocativa e uno stile artistico in costante evoluzione, Levante conferma la capacità di fondere musica e narrazione in un linguaggio personale. Un percorso che negli ultimi mesi le è valso anche la candidatura ai Premi David di Donatello per il brano originale “Follemente”, ulteriore riconoscimento della sua versatilità creativa.
“Burocrazia sentimentale” Francesco Foti
Pubblicato il 9 giugno, “In questi tempi troppo ciclici” è il nuovo concept album del cantautore catanese Francesco Foti. Attraverso dieci brani tra loro collegati, il disco sviluppa una riflessione sul ripetersi delle esperienze umane, delle relazioni e delle dinamiche sociali, interrogandosi su quanto spesso si resti intrappolati in meccanismi che sembrano destinati a ripetersi.
L’album è costruito come un percorso circolare, in cui ogni canzone rappresenta una tappa di un viaggio che alterna introspezione e osservazione della realtà. Il filo conduttore è l’invito a interrompere gli automatismi della quotidianità, superare le proprie abitudini e accogliere il cambiamento come parte naturale della crescita personale.
Pur affrontando temi profondi, Francesco Foti sceglie un linguaggio diretto, capace di alternare leggerezza, ironia e momenti di intensa riflessione. Il risultato è un lavoro che invita l’ascoltatore a guardare con occhi nuovi il presente, riscoprendo il valore dell’evoluzione e della possibilità di reinventarsi.
“Sikelìa” IBLA
Con “Sikelìa”, il nuovo singolo pubblicato da IBLA per 1901studio con distribuzione Believe, l’artista agrigentina propone una riflessione intensa sul rapporto tra la Sicilia e lo sguardo, spesso superficiale, con cui viene osservata. Tra sonorità che fondono folk ed elettronica, il brano trasforma l’antico nome dell’isola in una figura femminile simbolica, amata e desiderata, ma troppo spesso sfruttata e abbandonata.
La canzone denuncia la tendenza a ridurre la Sicilia a un’immagine da cartolina, valorizzandone paesaggi, tradizioni e folklore senza confrontarsi con le sue fragilità, le contraddizioni sociali e le difficoltà che la attraversano. Attraverso la storia di Sikelìa, IBLA estende questa riflessione alla società contemporanea, criticando una cultura che consuma luoghi, persone e storie con rapidità, senza comprenderne davvero il valore.
Prodotto da James & Kleeve insieme alla stessa artista, il brano unisce la forza del dialetto siciliano, richiami alla tradizione mediterranea e una produzione elettronica moderna, dando vita a un linguaggio musicale che coniuga identità culturale e contemporaneità. Anche il videoclip, realizzato da Formacollective e 1901factory, rafforza questo messaggio, rappresentando la Sicilia come una donna che incarna insieme bellezza, memoria, dolore e desiderio di riscatto.
L’uscita di “Sikelìa” arriva in un momento particolarmente significativo per IBLA: il suo nuovo progetto discografico è stato selezionato tra i vincitori del bando “Per Chi Crea”, promosso da MiC e SIAE, mentre il precedente singolo “Rituale” è entrato tra i dieci finalisti Big del Premio Amnesty International 2026, confermando un percorso artistico che intreccia ricerca musicale, identità mediterranea e impegno civile.
“Cuori ri canna” Lero Lero
Con il loro omonimo album d’esordio, i Lero Lero propongono una rilettura personale della tradizione musicale siciliana, mettendo in dialogo il patrimonio popolare dell’isola con un linguaggio sonoro contemporaneo. Più che riprodurre fedelmente il folklore, il collettivo sceglie di reinterpretarlo, superando gli stereotipi per restituire una visione viva e attuale della cultura siciliana.
Il progetto nasce dal lavoro di Fabio Rizzo (chitarra), Donato Di Trapani (tastiere) e Alessio Bondì (voce), che negli ultimi anni hanno approfondito lo studio dell’Archivio Sonoro Siciliano del Novecento e delle antiche tradizioni vocali e liturgiche dell’isola. Da questa ricerca prende forma un repertorio che fonde canti popolari, polifonie sacre e sonorità arcaiche con elettronica, sintetizzatori, chitarre elettriche e arrangiamenti dal forte impatto sperimentale.
Anche la copertina, che raffigura il celebre coccodrillo del mercato della Vucciria di Palermo, sintetizza la filosofia del progetto: creare un ponte tra memoria e contemporaneità. Nel corso dell’album si alternano atmosfere intime e rituali, racconti legati al lavoro, alla spiritualità e alla vita quotidiana, sempre reinterpretati attraverso una produzione moderna e ricca di contaminazioni.
Brani come “Com ‘haiu A Fari”, “Franculina”, “Bedda Ca Cantari Mi Sintisti”, “Salinai”, “Cuori Ri Canna”, “Monrealesi” e “Aieri Ci Passava” mostrano la capacità dei Lero Lero di trasformare materiali della tradizione orale in composizioni originali, dove convivono richiami mediterranei, influenze rock ed elettroniche e una forte ricerca timbrica. Il risultato è un disco che conserva il legame con le proprie radici senza rinunciare alla sperimentazione, offrendo una proposta artistica capace di parlare sia agli appassionati della musica popolare sia a chi cerca nuove forme espressive.
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