Tecnologia e sostenibilità: a Catania il Mediterraneo scommette sull’imprenditoria sociale
Negli spazi di Isola Catania è andato di recente in scena l’evento conclusivo di EMIMSEB, un progetto Erasmus+ che ha riunito più di 40 partecipanti provenienti da Italia, Francia, Spagna, Malta e Grecia. L’obiettivo? Scambiare idee e dare vita a progetti ad alto impatto sui temi della tutela ambientale e della transizione digitale, per immaginare nuove prospettive di crescita e per contrastare lo spopolamento giovanile
Una forza propulsiva sempre più intensa sta attraversando il Mediterraneo: è quella dell’imprenditoria sociale. Dei giovani e delle realtà aziendali che si impegnano per generare un impatto positivo sulle loro comunità di riferimento attraverso soluzioni eco-friendly o di trasformazione digitale. Al centro di queste trasformazioni, non soltanto geograficamente, c’è proprio la Sicilia. Catania, in particolare. La città etnea ha infatti di recente ospitato EMIMSEB (Euro-Mediterranean Impact Makers: Social Enterprise Bootcamp), un progetto Erasmus+ che ha unito cinque paesi – Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta – nel tentativo di accelerare le ricadute concrete dell’imprenditoria sociale. Le attività sono state ospitate e coordinate da Isola Catania, con il supporto di quattro partner, ognuno rappresentativo delle altre nazioni coinvolte: Junior Achievement Malta, gli spagnoli di Arrabal AID, i greci di Mataroa e i francesi di Esquare.
LE FASI DEL PROGETTO. Dopo il Social Enterprise Open Camp dello scorso ottobre, il più importante evento di imprenditoria sociale in Italia che ha visto confrontarsi più di 400 tra esperti di innovazione ed imprenditori internazionali attraverso workshop e sessioni di dialogo aperto, dal 18 al 21 febbraio più di 40 partecipanti provenienti dai paesi partner si sono cimentati in veri e propri laboratori pratici sui temi della sostenibilità ambientale e della transizione tecnologica. Filo conduttore delle giornate di lavoro è stato il design thinking: ai partecipanti è stato infatti richiesto di elaborare progetti ad alto impatto e replicabili. Un’occasione non soltanto per tratteggiare i contorni di un futuro prossimo, ma anche per potenziare competenze trasversali come la leadership e per rendere sempre più efficaci le proprie strategie comunicative. Il coronamento del progetto ha poi avuto luogo dal 24 al 26 giugno: i partner hanno avuto la possibilità di valutare i risultati ottenuti dalle sessioni precedenti e di tracciare una nuova roadmap che faccia dell’imprenditoria sociale un volano di crescita e di contrasto allo spopolamento giovanile. A corredo, anche una visita ad alcune imprese attive sul territorio e un demo day organizzato da EIT Food e Isola Catania sull’ecosistema delle startup sostenibili. Tra i risultati anche la stesura del Report EMIMSEB, che mira a rappresentare una risorsa preziosa per imprenditori, investitori e istituzioni per orientarsi con più agio nel panorama dell’imprenditoria sociale europea.
FARE RETE. «Il Social Enterprise Bootcamp – ha commentato Alice Sardo, EU Project Manager di Isola Catania e mentor del progetto – è stata l’occasione di vedere tante idee innovative all’opera e di assistere alla contaminazione di tanti background diversi pronti a mettersi alla prova e scommettere sul futuro dell’area Euro-mediterranea. Tutto questo negli spazi storici e dinamici di Isola Catania, che fa dell’innovazione una delle sue bandiere». Proprio la collaborazione transnazionale è stato uno dei cardini dell’iniziativa: «Poter discutere con persone provenienti dagli ambiti più svariati – ha affermato uno dei partecipanti provenienti dalla Spagna – mi ha permesso di ampliare le mie vedute e considerare diverse nuove prospettive». A fargli eco anche le considerazioni di un partecipante greco: «Scoprire che tante idee possono essere applicate in maniera concreta mi ha incoraggiato. Così come scoprire che, se hai l’intuizione giusta, esistono diverse opportunità di sovvenzione».
UNA REALTÀ IN ESPANSIONE. Il Report EMIMSEB ha così fotografato le potenzialità di un settore in continua crescita. L’Italia, ad esempio, figura come un paese nel quale l’impresa sociale ha un valore di produzione che supera i 18,5 miliardi di euro con un totale di quasi 15.000 imprese. La Spagna, dal canto suo, conta più di 43.000 aziende, che costituiscono il 10% del PIL e generano oltre 2 milioni di posti di lavoro. E anche paesi come la Grecia e Malta stanno progressivamente adeguando le loro legislazioni per puntare con forza sull’imprenditoria sociale. Che, con i giusti investimenti e la giusta attenzione da parte degli attori istituzionali, può rappresentare un grande slancio verso il futuro. Ma che già da ora, è un solido presente.
(Foto in copertina di Giorgio Di Gregorio)
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