Tra romance e booktoker: le nuove biblioteche social che tengono a galla l’editoria

In origine erano i testi delle collane Harmony con baci appassionati e paesaggi da cartolina in copertina. Oggi sono testi che abbracciano temi come la vulnerabilità, le seconde possibilità, i conflitti interiori da superare e che si prestano perfettamente al format breve dei video su TikTok. Un fenomeno di proporzioni ragguardevoli, che traina il settore e che, in un modo o nell’altro, sta avvicinando tanti giovani e giovanissimi alla lettura. Sul tema abbiamo interpellato la sociologa dell’Università di Catania Claudia Cantale, che ha dedicato a questi argomenti il suo ultimo libro

Hanno tra i 14 e i 25 anni, leggono più della media nazionale e trasformano un romanzo in un trend globale nel tempo di uno scroll. Su TikTok si mostrano con It Ends With Us di Colleen Hoover, Red, White & Royal Blue di Casey McQuiston, Fourth Wing di Rebecca Yarros o, in Italia, con i romanzi di Erin Doom. Basta un’inquadratura stretta, un respiro trattenuto e una frase sussurrata in camera perché un titolo diventi un caso editoriale. Nel cuore di questa ritualità digitale c’è il romance, un genere che molti credono di conoscere, ma che oggi appare molto più ampio e complesso delle sue etichette tradizionali. Per romance, infatti, non si intendono più soltanto “romanzi d’amore” o le storie a lieto fine che popolavano le collane Harmony. È una narrativa che mette al centro l’emozione, il desiderio, la vulnerabilità, l’intimità tra personaggi che attraversano conflitti, incomprensioni, distanze e ritrovi. È un universo che abbraccia il young adult, il romantasy, le storie queer, le dinamiche “enemies to lovers”, le seconde possibilità. E soprattutto è un genere che, oggi, si legge insieme agli altri: nei video brevi, nei commenti, nelle reaction che trasformano la lettura in un gesto collettivo.

Per capire come si sia arrivati fin qui, abbiamo parlato con Claudia Cantale, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi e docente all’Università di Catania, autrice di Romance e Social Reading. Comunità in rete tra piattaforme e algoritmi (Carocci, 2025). Il suo lavoro non è un’analisi del romance in sé, ma un modo per osservare ciò che oggi accade dentro le piattaforme e dentro le comunità che leggono.


CHI REGGE DAVVERO L’EDITORIA? I numeri raccontano una storia semplice: nel 2024, secondo l’AIE, in Italia sono stati venduti circa cinque milioni di romance, per un totale di oltre cinquanta milioni di euro. Sono cifre che obbligano a guardare il fenomeno senza pregiudizi. Cantale lo sintetizza così: «I dati di AIE sono molto interessanti perché ci danno un’idea su cosa regge l’editoria oggi». Ed è proprio a partire da quei dati che aggiunge un dettaglio decisivo: «Dietro l’editoria c’è uno zoccolo molto forte di lettrici giovani che consumano una quantità di libri romance davvero impressionante». Il romance, dunque, non occupa un angolo periferico del mercato: è una delle forze che sostengono un sistema «in cui si produce un libro ogni otto minuti». Senza queste community, la struttura dell’editoria italiana sarebbe ancora più fragile.

«Il fenomeno è esploso su TikTok per la forma che ha il suo algoritmo, accentuando alcune caratteristiche dei content creator per cui più contenuti produci, più diventi visibile. Si innesca una strana logica: non leggo più perché mi piace leggere, ma perché devo produrre commenti, like, reazioni: insomma, devo produrre engagement»

Claudia Cantale, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi e docente all’Università di Catania


DAL SALOTTO DI CASA ALLE PIATTAFORME. Una parte significativa del lavoro di Cantale nasce da un ricordo personale, che lei stessa racconta all’inizio del saggio: «Capitava che da bambine io e mia sorella, dopo una impegnativa sessione di gioco sul balcone o nel corridoio di casa, sedessimo ai piedi del divano e insistentemente cercassimo l’attenzione di nostra madre. Ma nulla di quello che di più buffo riuscissimo a creare poteva distogliere la sua attenzione e il suo sguardo dal libro che stava leggendo». In quelle copertine c’erano «baci appassionati» e «paesaggi mozzafiato», e nella mente di una bambina l’autrice preferita della madre «si chiamava Harmony». È una scena che appartiene alla sfera privata, ma che diventa una sorta di ponte: il romance, per decenni, è stato una lettura intima, quasi nascosta. Oggi si è trasformato esattamente nel contrario.

PERCHÉADESSO? La domanda centrale è questa. E la risposta, come emerge dalla ricerca, riguarda tanto la psicologia quanto le tecnologie. Il romance spopola perché intercetta un bisogno emotivo forte: parla di sentimenti in modo diretto, offre mondi in cui riconoscersi e in cui mettere in scena fragilità, desideri, conflitti. In un tempo incerto, la promessa narrativa di un percorso emotivo compiuto – non necessariamente un “lieto fine”, ma una risoluzione – è rassicurante.
Allo stesso tempo, è un genere che si adatta perfettamente alla comunicazione breve, intensiva ed espressiva delle piattaforme: i suoi contenuti visivi, le sue reazioni forti, la sua capacità di essere riassunto in un’emozione sono ciò che TikTok premia. Cantale lo spiega chiaramente: «Il fenomeno è esploso su TikTok per la forma che ha il suo algoritmo, accentuando alcune caratteristiche dei content creator per cui più contenuti produci, più diventi visibile».
Questa dinamica modifica anche il gesto del leggere: «Si innesca una strana logica: non leggo più perché mi piace leggere, ma perché devo produrre commenti, like, reazioni: insomma, devo produrre engagement». Il romance, in questo senso, è la materia narrativa perfetta per un ambiente in cui emozione e visibilità coincidono.

Molti creator percepiscono una responsabilità implicita. Una booktoker ha confidato di sentire «il carico del suo ruolo da “educatrice”» e di vivere la propria posizione come un piccolo spazio di mediazione all’interno delle piattaforme


NUOVI LUOGHI DI AGGREGAZIONE. La ricerca di Cantale attraversa TikTok, ma anche Wattpad e altri spazi digitali in cui i giovani non si limitano a leggere: scrivono, commentano, co-creano. È qui che la percezione comune viene spesso smentita. «Il mio pregiudizio risiedeva nel fatto che ritenevo questi content creato totalmente inconsapevoli del funzionamento delle piattaforme, in quanto molto giovani», racconta. «Invece li ho trovati molto preparati».
Le interviste sono state per lei «la parte più esaltante» del lavoro, perché ragazze e ragazzi uscivano dalla dimensione del personaggio online e condividevano il proprio rapporto con i libri, con il tempo, con la comunità. È dentro queste conversazioni che emerge un dato inatteso: molti creator percepiscono una responsabilità implicita. Una booktoker le ha confidato di sentire «il carico del suo ruolo da “educatrice”» e di vivere la propria posizione come un piccolo spazio di mediazione all’interno delle piattaforme. Questo passaggio è uno dei più significativi della ricerca perché mostra come, nelle comunità digitali, la lettura diventi anche un esercizio di cura: scegliere cosa consigliare, come raccontarlo, quale sensibilità trasmettere.

UNA LENTE SUL PRESENTE. In definitiva, lo studio di Cantale usa il romance per guardare altrove. Non studia solo un genere, ma un ecosistema: il modo in cui gli algoritmi modellano le pratiche culturali, la centralità delle emotività nei linguaggi giovanili, la costruzione di spazi di appartenenza che nascono da un libro ma sfociano in una comunità.
Il romance diventa così uno specchio attraverso cui osservare come leggiamo oggi, come ci raccontiamo agli altri, come un’emozione privata può attraversare uno schermo e trovare qualcuno, altrove, disposto a sentirla.
È questo – più dei dati e più dei titoli – che forse spiega davvero perché il romance spopola: perché parla di ciò che manca e di ciò che cerchiamo. E perché lo fa in un linguaggio che, almeno per una generazione intera, sembra finalmente somigliare alla vita.

(In copertina: foto di Priscilla Du Preez | Unsplash)

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About Author /

Collaboratrice del Sicilian Post dal 2020. Si interessa di editoria, cultura e tematiche sociali. È laureata in Comunicazione presso l'Università di Catania.

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