Un aiuto da…Odino: è siciliano il primo modello IA in Italia dedicato alla scuola
È un paradosso che i docenti conoscono bene: tra scartoffie, circolari e griglie del ministero il tempo per costruire materiali e architettare lezioni creative ed originali è sempre meno. E proprio qui si inserisce il prodotto sviluppato da Neolithic Evolution, startup isolana che, dialogando in maniera serrata con i docenti, ha messo su un’idea che possa rispondere a tutte queste esigenze. Abbiamo chiacchierato con il project manager Salvatore Borzì e messo alla prova il tool mentre esaudiva con ottimi risultati svariate richieste
“Quando potrò ritagliarmi del tempo per preparare le mie lezioni?”. Per quanto possa apparire paradossale, è questa la domanda che, con sempre maggiore frequenza, si fa largo nelle sale docenti delle nostre scuole. Questo senso di frustrazione non deve stupire, tuttavia, se si considera che la giornata tipo di chi svolge la professione di insegnante oggi somiglia ad una sorta di incubo degli acronimi. Si comincia, magari, dalla necessità di strutturare delle UDA – rigorosamente interdisciplinari – e si prosegue lungo una tortuosa gincana fatta di PDP per studenti con bisogni educativi speciali e PFP per chi parallelamente svolge un’attività sportiva. E ancora per i PEI, i GLO, i progetti POF e POC, e chi più ne ha più ne metta. Il risultato? La burocrazia, spesso, finisce per prendere il sopravvento sull’aspetto puramente didattico. E molti, tra l’ironia e l’esasperazione, si ritrovano ad invocare con sguardo spiritato qualcosa in più delle canoniche 24 ore. Ma se su questo specifico aspetto ai docenti non è ancora stata data competenza per intervenire, da qualche mese a questa parte un supporto concreto e provvidenziale al loro lavoro è giunto da Odino, un’IA pensata e addestrata proprio per venire incontro alle esigenze di chi vive la scuola quotidianamente: «Quando abbiamo iniziato a confrontarci con i docenti, ci siamo resi conto che esiste una notevole mole di passaggi burocratici legati, per esempio, alle relazioni dei coordinatori di classe o a tutto il comparto del sostegno educativo, con relazioni e documenti da redigere con una certa frequenza. Volevamo quindi realizzare uno strumento che aiutasse i docenti ad acquisire queste competenze specifiche nella compilazione di modelli che, in parte, finiscono sempre per ripetersi, e che al tempo stesso fosse al loro servizio nella realizzazione creativa di contenuti da fruire in classe».
Quando spiega quale sia la filosofia alla base dell’IA sviluppata dalla startup siciliana Neolithic Evolution, Salvatore Borzì, project manager dell’azienda insieme a Vincenzo Lo Re, tiene a sottolineare quanto sartoriale sia stato – e continua ad essere – il lavoro del team che ha messo su Odino: «Molti insegnanti con cui abbiamo avuto modo di parlare, più o meno avvezzi a questo mondo, utilizzavano varie piattaforme generaliste come ChatGpt, Gemini o DeepSeek, senza tuttavia mai raggiungere un grado di soddisfazione completo per via di risposte troppo ampie o non adatte al livello o allo specifico contesto classe di appartenenza. D’altro canto, esistevano già sul mercato internazionale dei sistemi che operavano in modo simile ad Odino, per esempio in Nord e Sud America, ma poco adatti per essere trasferiti e funzionali rispetto a ciò che la struttura della scuola italiana richiedeva. Per questo abbiamo optato per un layout che richiamasse quello di tutti i principali large language model, ma che avesse delle funzioni aggiuntive e che fosse diviso in tre macro-categorie: insegnamento, valutazione, gestione».
«Sin dall’inizio l’idea è stata quella di dare in mano ai docenti un strumento che fosse funzionale a compiere quelle attività che non sono di carattere puramente didattico o creativo e che potesse dunque restituire al professore del tempo per strutturare il suo lavoro con originalità. Odino non sostituisce l’insegnante e le sue lezioni, ma dà modo di renderle ancora più personali»
Salvatore Borzì, Project Manager di Neolitich Evolution
AL SERVIZIO DELL’IMMAGINAZIONE. E, in effetti, la prima sensazione, una volta approdati nell’hub centrale, è quella di avere tra le mani un tool che garantisce un alto grado di intuitività e personalizzazione. Non soltanto perché è possibile avviare una chat veloce e porre ad Odino pressappoco qualsiasi quesito inerente all’argomento scuola, ai quali l’IA risponderà sulla base di un ampio bacino di materiali utilizzati per il suo addestramento, ma anche perché il sistema permette di fornire dei prompt affinati e settorializzati: si può così indicare la specifica disciplina su cui declinare il contenuto, se il materiale è destinato ad una scuola media o superiore o ancora precisare a quale indirizzo di studi appartiene la classe. «Ogni docente – spiega Borzì – può scegliere se inviare le richieste in maniera totalmente anonima. Non utilizziamo questi materiali per addestrare il modello, ma fungiamo comunque da cloud per il docente che volesse mantenere traccia di ciò che ha prodotto in precedenza». Nel giro di un paio di minuti, Odino è in grado di fornire al docente tutto ciò di cui ha bisogno per un’organizzazione certosina del proprio lavoro in classe. Si vuole, ad esempio, realizzare una verifica da sottoporre ai propri alunni? Ecco che Odino è in grado di proporre alternative a risposta multipla, aperta o a completamento, con tanto di tempistiche previste e modalità di somministrazione consigliata sulla base del livello della propria classe. C’è bisogno, piuttosto, di una sana dose di improvvisazione? Anche su questo aspetto Odino fa la sua parte, riuscendo a reperire in rete dei materiali che possono essere proiettati e discussi in tempo reale. Testando il modello sulla ricerca di materiali multimediali relativi all’Iliade per un biennio di liceo – per i quali è stato possibile anche indicare un formato specifico, ad esempio in PDF – i risultati sono stati piuttosto soddisfacenti e variegati. Senza contare quanto utile Odino si riveli nel supporto all’elaborazione di unità di apprendimento – con tanto di scansione oraria consigliata – e quanto flessibile si dimostri nel creare materiali multilingua, favorendo l’inclusione di eventuali studenti stranieri in classe. IA al suo meglio, dunque, ma solo come servizio all’abile regia del docente: «Sin dall’inizio l’idea è stata quella di dare in mano ai docenti un strumento che fosse funzionale a compiere quelle attività che non sono di carattere puramente didattico o creativo e che potesse dunque restituire al professore del tempo per strutturare il suo lavoro con originalità. Odino non sostituisce l’insegnante e le sue lezioni, ma dà modo di renderle ancora più personali, spesso pensate per ogni singolo alunno. Un risultato difficilmente ottenibile attraverso modelli linguistici aperti come ChatGpt».
UN FEDELE ASSISTENTE. Ma le funzioni di Odino, si diceva, non si esauriscono qui. Anche sul campo della valutazione, infatti, il tool offre un valido aiuto per ridurre i tempi e puntellare la stesura di un giudizio sommativo. «Abbiamo svolto un lungo lavoro di ricerca – illustra ancora Borzì – andando a riprendere i modelli e le griglie ministeriali, inserendo tutti i parametri da considerare, ad esempio, per una verifica orale (esposizione fluida, conoscenza degli argomenti, capacità di operare collegamenti, utilizzo del lessico e via dicendo). In tal modo, Odino è in grado di fare un calcolo, suggerire un voto ed elaborare un giudizio sintetico che possiamo restituire allo studente e inserire sul registro elettronico». Stesso principio per i modelli e i documenti della sezione relativa alla gestione burocratica. «Odino permette di consultare i modelli ministeriali, ad esempio relativi alla compilazione dei PDP, e di realizzare un documento compilato che è possibile esportare (e tra non molto anche editare in formati che aggiungeremo come Word o Google Drive)». Una bussola fondamentale, insomma, in una giungla di disposizioni e cavilli che generano un notevole dispendio d’energie.
Si vuole realizzare una verifica da sottoporre ai propri alunni? Ecco che Odino è in grado di proporre alternative a risposta multipla, aperta o a completamento, con tanto di tempistiche previste e modalità di somministrazione consigliata. C’è bisogno, piuttosto, di una sana dose di improvvisazione? Anche su questo aspetto Odino fa la sua parte, riuscendo a reperire in rete dei materiali che possono essere proiettati e discussi in tempo reale
IL LIMITE E LA REGOLA DI SOCRATE. Ciò che Odino è in grado di fare è dunque il risultato di un confronto serrato tra gli sviluppatori e gli attori della scuola (che possono usufruirne in prova gratuita o tramite abbonamento con carta docente). Un dialogo che prosegue tuttora, perché il principio fondamentale dell’IA e della sua evoluzione impone di non fermarsi: «Su alcuni aspetti i risultati sono già strabilianti. Su altri – precisa Borzì – stiamo ancora lavorando e raccogliendo dei feedback, che per noi sono una parte fondamentale. Facciamo spesso call one to one, abbiamo aperto un canale WhatsApp e attivato una e-mail in funzione ogni giorno, ad ogni ora, per intervenire insieme a chi compie la segnalazione su tutti gli aspetti che sono ancora migliorabili, come nel caso di risposte non soddisfacenti o non esattamente centrate. Il mondo dell’IA è una continua esplorazione, una frontiera che si modifica di momento in momento. Per questo lavoriamo tanto su questi aspetti di tuning estremo: per orientarlo ai bisogni dei singoli docenti, dei singoli livelli, dei singoli allievi». E dire che Odino, da questo punto di vista, è già sulla buona strada. Perché se è vero che l’IA è tale se apprende, il tool della startup siciliana sembra averlo fatto dal più celebre dei dettami socratici: «Il nostro è un modello che, quando non sa, lo dice apertamente, senza creare quell’effetto di allucinazione che volevamo assolutamente evitare. Già ora questo genere di casi si verifica in una percentuale inferiore al 3%, uno standard davvero alto per questo tipo di modelli». E se all’IA va ancora lasciato spazio per imparare ciò che manca ancora al suo bagaglio – per quanto ancora? – una cosa, dal canto nostro, è già assodata. Odino non è solo sinonimo di risparmio di un tempo altrimenti destinato a disperdersi tra scartoffie e prompting complessi da affidare a modelli molto meno verticali, ma un’opportunità per aggiungere valore a ciò che più conta: l’aspetto umano e relazionale.
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