«Tutti mi dicevano che in Italia fosse impossibile portare un’opera musicale con un cast tanto numeroso e di alto livello, che non ci fossero palchi adatti a ospitarlo, che non avrebbe raggiunto un numero elevato di spettatori. Non è vero, basta dare al pubblico uno spettacolo spettacolare per portarlo a teatro e i numeri mi hanno dato ragione. Credo che Notre Dame de Paris andrà in giro ancora per un anno». Con queste parole 20 anni fa il produttore David Zard presentava “Notre Dame de Paris”, il musical record di successi che ha raggiunto due decenni di carriera con tournée in tutto il mondo. In occasione del suo ventennale l’opera torna in Italia da marzo a dicembre 2022: due tappe in Sicilia, la prima a Palermo al teatro Verdura ad agosto, la seconda a Catania, al PalaCatania, dall’11 al 20 novembre a seguito della riprogrammazione dallo scorso anno a causa della pandemia.

LA DIFFICOLTÀ DI ESSERE UNICI. «Il 14 marzo 2002 va in scena la prima di uno spettacolo che in Francia aveva già segnato un’era, ma che in Italia approda con difficoltà» ricorda Andrea Delogu, che ha moderato la conferenza stampa di presentazione della nuova tournée distribuita da Vivo Concerti. I 20 anni di successi di un musical in cui nessun produttore aveva fiducia sono stati motivo di orgoglio per l’artista mondiale che ha curato musiche e lirica dell’opera insieme a Luc Plamondon e Pasquale Panella, cioè Riccardo Cocciante. «La difficoltà nell’iniziare è una condizione essenziale per un grande successo. Un artista per essere unico deve soffrire la sua differenza, conquistare tutto con difficoltà. Io stesso agli esordi della mia carriera venivo scartato per il tono di voce troppo arrabbiato, per la fisicità non adatta alle scene» racconta Cocciante. «Basti pensare che in origine non c’era un luogo in Italia in cui portare “Notre Dame de Paris”. Il primo teatro in cui è stato rappresentato, il Gran Teatro di Roma, lo ha fatto costruire appositamente David Zard».

Il cast. Foto di Attilio Cusani

CULTURA PER TUTTI. La scelta di allestire Notre Dame de Paris in teatri dalla grande capienza nasce non solo da esigenze tecniche: «Io amo rivolgermi a persone di tutte le età e di tutte le caste sociali – spiega Riccardo Cocciante – e i palchi in cui il musical va in scena sono luoghi capaci di accogliere gente comune, in jeans. La cultura deve appartenere a tutti, non rivolgersi solo a chi è già dotto». Proprio per rendere il musical accessibile a chiunque e mai banale, Cocciante sottolinea le osticità cui è andato incontro: «Ogni elemento, dal testo alle musiche, deve essere apparentemente semplice. La bravura dell’artista consiste proprio nel celare la fatica». Nasce con questo intento un musical “atemporale”, che raggiunge la sua unicità proprio per la mescolanza di generi e stili differenti capaci di coinvolgere tutti: «Non c’è niente che sia solo antico o solo contemporaneo: dai testi alle musiche, dagli abiti alla danza. Nei brani ho inserito percussioni, esistenti dall’inizio dei tempi, e non batterie, troppo moderne. Nella danza c’è un accostamento unico della break dance al classico, senza barriere». Grazie a queste caratteristiche «“Notre Dame de Paris” è un’opera che cresce, ma non invecchia, è eterna perché racconra metaforicamente pregi e difetti dell’uomo, denuncia le ingiuste barriere di fronte alla diversità» sottolinea la Delogu.

STILE INCONFONDIBILE. Pur nelle inevitabili modifiche apportate al cast nel suo ventennio di vita, gli artisti sono stati sempre scelti per una cifra stilistica che li contraddistinguesse: «Ogni interprete è stato selezionato perché aveva già qualcosa del personaggio a cui era destinato. Febo era già Febo, Esmeralda era già Esmeralda. La bellezza non sta nel falsare il personaggio, ma nel trovarlo e plasmarlo sempre meglio. Un compito affidato a me dal punto di vista vocale e al regista da quello scenico» afferma Cocciante spiegando il metodo di selezione. Artisti diversi, ma sempre unici, che hanno calcato il palco in occasione della conferenza stampa introducendo già gli spettatori nel campanile in cui suona le campane il gobbo più famoso al mondo.


CREDITI

Musiche: Riccardo Cocciante
Liriche: Luc Plamondon
Versione italiana: Pasquale Panella
Regia: Gilles Maheu
Coreografie: Martino Müller
Scenografie: Christian Rätz
Costumi: Fred Sathal
Luci: Alain Lortie
Suono: Manu Guiot
Arrangiamenti: Riccardo Cocciante – Jannick Top – Serge Perathoner

CAST

Esmeralda: Lola Ponce
Quasimodo: Giò Di Tonno
Frollo: Vittorio Matteucci
Clopin: Leonardo Di Minno
Gringoire: Matteo Setti
Febo: Graziano Galatone
Fiordaliso: Tania Tuccinardi

Ospiti Speciali per la prima volta dal 2002*:
Clopin: Marco Guerzoni
Fiordaliso: Claudia D’Ottavi

*in occasione di alcune date selezionate

E oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker

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