Quel divario più lungo di un ponte: la Sicilia precaria nella fotografia del Rapporto Bes 2026

Dalle aule scolastiche senza prospettive alle corsie ospedaliere in affanno, fino ai contratti senza garanzie: gli indicatori Istat elaborati nel report annuale sul benessere equo e sostenibile nel nostro Paese svelano le difficoltà quotidiane affrontate da quanti cercano di costruire qualcosa nell’isole e nel Sud. E rivelano che, dietro facili entusiasmi e proclami, la strada da percorrere è ancora in salita

C’è una seducente narrazione che attraversa periodicamente il dibattito pubblico isolano. È il racconto patinato della Sicilia che attrae turismo, dei record estivi infranti, dei grandi cantieri infrastrutturali evocati come svolte imminenti e di un Mezzogiorno pronto ad agganciare la locomotiva dello sviluppo nazionale. Eppure, basta varcare la soglia dei dati ufficiali per comprendere come questo racconto somigli a una vistosa dissonanza cognitiva. A dimostrarlo, con la spietata nitidezza della statistica, è l’edizione 2026 del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) diffuso dall’Istat: un documento che, misurando la qualità della vita, i diritti e la sostenibilità, restituisce la diagnosi di un territorio sospeso in un cronico galleggiamento, dove i divari con il resto d’Italia continuano a consolidarsi come vere e proprie iniquità territoriali.

GIOVANI NEL LIMBO. Se il benessere di una comunità si valuta dalla capacità di offrire un futuro alle giovani generazioni, la Sicilia si scopre drammaticamente vulnerabile. I dati Istat tracciano un quadro che va oltre lo svantaggio formativo, assumendo i contorni di un furto di prospettive. Nell’Isola, quasi un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora (tasso NEET al 22,8%, a fronte del 13,3% nazionale). Questo limbo di inattività affonda le radici sin dai primi anni scolastici. Mentre l’Italia celebra il raggiungimento del target europeo sull’abbandono precoce (sceso all’8,2%), la Sicilia resta maglia nera sfiorando il 13,7%. Ancora più profonda è la frattura negli apprendimenti: le rilevazioni Invalsi evidenziano che oltre sei studenti di terza media su dieci (il 62,4%) non raggiungono competenze numeriche adeguate, contro il 45,5% nazionale. Non si tratta di isolati deficit nozionistici, ma del ridimensionamento della funzione inclusiva della scuola pubblica, che trasforma la provenienza geografica in una penalizzazione e spinge il capitale umano più qualificato all’emigrazione.

Il 17,1% delle famiglie siciliane dichiara di arrivare a fine mese con grave difficoltà (contro il 7,5% italiano), in un contesto dove il reddito disponibile pro capite si ferma a 17.402 euro annui rispetto ai 23.155 euro medi del Paese

LAVORO PRECARIO E FAMIGLIE POVERE. Questa fragilità formativa si riflette su un mercato del lavoro asfittico. Il tasso di occupazione (20-64 anni) si ferma in Sicilia al 51,4%, con un solco di oltre ventiquattro punti rispetto al 75,3% del Nord. È tuttavia nella mancata partecipazione che emerge la vera portata del disagio: l’indicatore che somma disoccupati e inattivi disponibili a lavorare tocca il 27,2%, salendo al 33,1% tra le donne e confermando la questione di genere come uno dei principali freni allo sviluppo. Chi lavora deve poi fare i conti con la precarietà: la trasformazione dei contratti instabili in posizioni a tempo indeterminato si arresta all’8,4% (contro il 16,0% del Nord), mentre oltre il 31,8% dei lavoratori a termine resta bloccato in forme temporanee da più di cinque anni. Le ricadute si traducano in una diffusa vulnerabilità economica. In Sicilia il rischio di povertà interessa il 38,4% della popolazione, una quota che supera il doppio della media nazionale (18,6%). Questa dinamica pesa sulla quotidianità delle famiglie: il 17,1% dichiara di arrivare a fine mese con grave difficoltà (contro il 7,5% italiano), in un contesto dove il reddito disponibile pro capite si ferma a 17.402 euro annui rispetto ai 23.155 euro medi del Paese.

Sottolineare i segnali di ripresa o i successi di alcuni settori è legittimo e persino doveroso, ma il vero rischio è scambiare le dinamiche contingenti per un cambiamento consolidato, lasciando in ombra le fragilità di fondo

I CRUCCI DI SANITÀ E AMBIENTE. Un’ulteriore complessa contraddizione emersa dal Bes 2026 riguarda la salute e l’accesso ai servizi essenziali. Se la speranza di vita media alla nascita appare appaiata ai dati nazionali, la speranza di vita in buona salute scende ad appena 55,9 anni — distanziandosi dai 67,9 anni di Bolzano e dai 59,1 della media italiana. Dover affrontare tre anni in meno in buone condizioni di salute evidenzia le carenze della sanità regionale, penalizzata da uno sbilanciamento negli organici (appena 1,1 infermieri per medico, contro il 2,1 di Bolzano) e da una rete territoriale da rafforzare. A questo scenario si sommano le emergenze ambientali. In un territorio esposto alla crisi climatica e a carenze manutentive, l’impatto degli incendi boschivi ha segnato nel 2025 il picco del 12,5 per mille di superficie colpita. Senza dimenticare la morsa della siccità, con 41 giorni consecutivi senza precipitazioni nell’ultimo anno, e una disponibilità di verde urbano nei capoluoghi limitata a 8,0 metri quadri per abitante, contro i 16,0 del dato nazionale.

QUEL CHE RESTA OLTRE LA CONTINGENZA. Il Rapporto BES 2026 dimostra che la questione siciliana non è una fatalità né un tratto immutabile, ma una sfida complessa che richiede risposte strutturali. Sottolineare i segnali di ripresa o i successi di alcuni settori è legittimo e persino doveroso, ma il vero rischio è scambiare le dinamiche contingenti per un cambiamento consolidato, lasciando in ombra le fragilità di fondo. Ripartire dai dati del rapporto Bes significa dunque integrare quella narrazione positiva con la realtà dei fatti, rimettendo al centro la scuola, il lavoro dignitoso e la sanità pubblica. Perché soltanto affrontando queste disuguaglianze alla radice sarà possibile trasformare la speranza di ripartenza in uno sviluppo equo, duraturo e davvero inclusivo per tutta l’isola.

(Illustrazione in copertina realizzata con GeminiAI)

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