«Tra gli obiettivi che si tenterà di perseguire nelle prossime edizioni, c’è quello di trasformare Catania in un punto di riferimento per produttori e registi cinematografici. La promozione del territorio può ripartire proprio dal cineturismo».

Il Festival Internazionale di cortometraggi “Corti in cortile”, che si terrà dal 22 al 24 settembre al Palazzo Platamone, quest’anno è giunto alla sua nona edizione e parte del merito va certamente attribuito al direttore artistico Davide Catalano. A lui abbiamo chiesto com’ è nata l’idea di organizzare un Festival di cortometraggi a Catania: «Il cortometraggio è la forma più scelta dai registi emergenti per ottenere visibilità e in alcuni casi è un punto di partenza per lungometraggi di successo. Uno degli obiettivi che il Festival si propone è di dare visibilità alle giovani promesse del cinema e favorire il rapporto con produttori o altri professionisti del settore». Se, da una parte, i riflettori sono puntati sui 22 finalisti selezionati per l’evento, dall’altra, le luci si accendono anche sulla città. «Molti dei registi giunti in città per la premiazione finale non conoscono Catania, questa deve quindi essere l’occasione per promuovere il nostro territorio. In particolare la domenica mattina sarà  dedicata al workshop “Cineturismo: viaggio nei set cinematografici di Catania” con la proiezione di fotografie di antichi siti divenuti set cinematografici». Una promozione territoriale che potrebbe risultare vincente se connessa ad incentivi economici. «Nei prossimi mesi presenterò ai vertici della Regione Siciliana un progetto volto a realizzare una Film Commission siciliana sul modello dell’Apulia Film Commision».

LA VITA DA CINEMA, LA VITA NEL CINEMA. «Un altro obiettivo del Festival, maturato negli anni in seguito alle richieste dei più giovani, è quello di offrire momenti di formazione per chi intenda intraprendere la carriera cinematografica o teatrale, mostrandone le diverse prospettive. Quest’anno tra gli altri ospiti vi sarà Leo Gullotta che incontrerà il pubblico e dialogherà sulla vita da attore.» L’anno scorso il Festival ha ospitato tra gli altri Cristiano Travaglioli, montatore di celebri film come “La mafia uccide solo d’estate” e “La grande bellezza”, ribadendo la volontà di promuovere lo scambio anche con quelle figure professionali del mondo del cinema che sono meno note. Formazione, ma non solo cinematografica. Molti sono i momenti pensati per veicolare precisi messaggi sociali dall’incontro sul “Cinema e psichiatria”, alla proiezione del film d’inchiesta sull’immigrazione “Invisibili”, fino alla presentazione della riedizione del libro di Rocco Chinnici “L’illegalità protetta”. «Ogni festival ha il dovere di proiettare film d’inchiesta o favorire incontri che animino dibattiti pubblici sulle tematiche sociali più pressanti. In particolare va concesso adeguato spazio ai documentari, che hanno sempre un forte intento di denuncia e sono frutto di un grande lavoro di ricerca».

L’AUDIOVISIVO IN OGNI SUA DECLINAZIONE. L’edizione di quest’anno vanta inoltre il gemellaggio con il Festival ungherese Miskolc International Film Fest, durante il quale a Budapest è stato proiettato “Ustica, gli anni del diamante” di Stefano e Mathia Coco, che ha riscosso grande successo. «Quest’anno Corti in Cortile è come il film Baaria, ognuno può rispecchiarsi in una delle attività proposte». Grande attenzione in particolare è rivolta al fenomeno delle serie televisive e delle serie web, con seminari teorici e pratici, e all’universo dei cortometraggi, dal Carosello ai trailer. E ovviamente ci saranno le proiezioni serali dei corti finalisti. «Ogni sera alle 21 presso la Corte Mariella Lo Giudice il pubblico potrà non solo assistere alle proiezioni ma essere direttamente coinvolto, esprimendo a fine serata la propria preferenza. Il corto più votato della sera otterrà il premio popolare Corti in Cortile»

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