“Amuri ‘nta la Civita”: WonderTime rende omaggio a Nino Martoglio

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La rassegna, giunta alla sua terza edizione, ha dedicato una serata agli scritti e alle poesie del noto drammaturgo, all’interno del quartiere divenuto famoso grazie alle sue opere, che lo rinobilitano dalla triste nomea. Un modo, inoltre, per recuperare un pezzo di memoria storica della città

L’affetto che la città di Catania tributa da sempre a Nino Martoglio è paragonabile solo alla grande carriera dell’artista belpassese. Non stupisce pertanto che la manifestazione WonderTime, giunta alla sua terza edizione e promossa da Rossella Pezzino de Geronimo, gli abbia voluto dedicare un’intera serata intitolata per l’appunto “Amuri ‘nta la Civita”, quartiere che il drammaturgo ha raccontato in lungo e in largo nelle sue opere più celebri come “San Giuvanni decullatu” e “Civitoti in pretura”. Alla memoria dell’innovatore e sperimentatore, Daniela Arionte e Pierluigi Di Rosa hanno donato un ulivo simbolo di pace e riconciliazione all’interno di quel cortile dove, come in molti raccontano, lo stesso Martoglio diede vita ad alcune delle pagine più memorabili della sua produzione letteraria e teatrale. Un legame talmente forte, quello con lo scrittore, che si rinnova a ogni nuova rappresentazione e che di recente è stato consacrato dalla richiesta di riapertura delle indagini sulla sua prematura morte, avvenuta all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania in circostanze alquanto misteriose.

IDENTITÀ DI QUARTIERE. Lo scopo principale di WonderTime è di segnare la rinascita della città attraverso l’affermazione dell’Arte, della Bellezza e dell’Armonia oltre a voler rendere fruibili ai cittadini spazi estranei alla tradizionale circuitazione teatrale e artistica. Un percorso iniziato qualche anno fa con le Terme della Rotonda e proseguito oggi con la Civita, cuore pulsante del centro storico, ricco di scorci da cartolina con i quali cancellare la nomea che a lungo la zona si è portata dietro. Un’occasione per ascoltare modi di dire, proverbi e canzoni popolari, espressioni di un tempo passato che continua a riecheggiare nelle orecchie degli abitanti del rione permettendo di farli conoscere anche ai più giovani e ai numerosi turisti presenti in città. Ad animare la serata Carmelo Zuccaro e Laura Giordani, che hanno ricreato l’essenza del quartiere leggendo sonetti, dialoghi e poesie di Martoglio, molte delle quali contenute all’interno della raccolta la Centona. Naturalmente non sono mancati detti e filastrocche, allegre cantilene usate per far divertire grandi e piccini come questa: “vattinni Mariu ca m’arricchisti, nenti purtasti e na casa inchisti era mugghi ca non vinevi na casa di pipi non mi inchievi”. Una ricerca antropologica sviluppata attraverso le note e la scrittura, che ha restituito uno spaccato unico di tempi andati da custodire nella memoria storica della città.

CORTILE “DO PERI ALIVU”. Accanto all’ulivo maestoso si erge il rudere di una casa con due finestre e una scaletta che ricorda un edificio dallo stile marinaro, forse a memoria di un tempo lontano quando gli archi della marina erano bagnati dal mare. Lì l’ambrata voce della Giordani e il timbro graffiante di Zuccaro, sostenuti dal suono cristallino della chitarra di Mimmo Aiola e dalla bravura del polistrumentista Giorgio Maltese, hanno dato vita a una serata indimenticabile all’insegna del divertimento ma anche alla riscoperta di strumenti musicali caduti nel dimenticatoio come le castagnette, il tamburello, il marranzano, il friscaletto e la ciaramedda che ha ricreato la sacra atmosfera del Natale. Sei intermezzi: da Lu zitamentu a Lu matrimoniu, da La nascita a La società civitota che si concludono con U Natali e La morte; una ciclicità di eventi e riti che nella frenetica società moderna si sta sempre più perdendo. Tessuto connettivo della serata sono state le canzoni di Rosa Balistreri, l’artista licatese che con la sua chitarra ha portato avanti un grande impegno civile e sociale con brani come ‘A pinnula, scritta alla fine degli anni Settanta sull’uso dei contraccettivi; ma anche capisaldi della tradizione come “Mi votu e mi rivotu”, “Cu ti lu dissi” o “La siminzina”. Ulteriore contributo alla serata è stato fornito dalla collettiva di arte contemporanea. China, pittura ad olio e tecniche miste per raccontare l’Eros, il tema affidato quest’anno alle decine di pittori che hanno preso parte alla rassegna. L’aria di festa e d’allegria ha riecheggiato per le strade attirando molti partecipanti a questa gioiosa serata d’estate.

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